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"Spunti" marzo 1998 Sommario
Nel Duomo di Torino: Solenne ostensione della Santa Sindone La Sacra Sindone, il lenzuolo di lino che avvolse il corpo di Nostro Signore dopo la deposizione dalla croce, sarà esposta alla venerazione dei fedeli di tutto il mondo nel Duomo di Torino dal 18 aprile al 14 giugno. Saranno così festeggiati il cinquentesimo anniversario della consacrazione del Duomo di Torino e il primo centenario dell'ostensione del 1898, quando venne anche realizzata la prima fotografia del lenzuolo. Il suo negativo costituisce infatti una prova evidente e visibile della Risurrezione del Nostro Divino Redentore. Dal punto di vista scientifico, la Sindone è un evento inspiegabile: nessuna ricerca ha finora stabilito come si è formata l'immagine su questo tessuto di lino. Al culmine di questa crisi religiosa, morale e ideologica del mondo moderno, preghiamo Dio, per mezzo della Madonna, perché tutti possano venerare la Santa Sindone. Si trata di un'occasione straordinaria di conversione, pentimento e infervoramento, nonché di un invito ai cattolici - cogliendo la luce che risplende dal Sacro Volto - a cominciare risolutamente una vita di attiva testimonianza, per andare incontro all'avvenire con coraggiosa fede nella istaurazione di una nuova e più fulgida Cristianità. Permettetemi Gesù di contemplare il Vostro Sacratissimo Volto e dirVi con il cuore colmo di venerazione: Dio Mio e Mio Signore! Nella sofferenza della Vostra Anima e del Vostro Corpo, Voi avete sofferto tutto quello che un uomo può soffrire. Per tutti i secoli dei secoli Voi rappresenterete il dolore nell'orizzonte interiore delle nostre anime; il dolore con tutto ciò che comporta di nobile, di forte, di grave, di dolce, di sublime; il dolore elevato dal terreno delle considerazioni filosofiche al firmamento infinito della fede; il dolore inteso nel suo significato teologico come espiazione necessaria e come mezzo indispensabile di santificazione. Per i meriti infiniti del Vostro Preziosissimo Sangue date alla nostra intelligenza la chiarezza necessaria per comprendere il ruolo della sofferenza, e alla nostra volontà la forza di amarla con tutta la lealtà delle nostre anime. Perché soltanto comprendendo il ruolo della sofferenza e del mistero della Croce l'umanità potrà uscire dalla terribile crisi nella quale è caduta. Maria Santissima, Madre dei Dolori, ottenete con le Vostre preghiere che Dio moltiplichi sulla terra le anime che abbracciano la Croce. E' questa grazia, di un valore incalcolabile, che non Vi domandiamo al crepuscolo della nostra infelice e martoriata civiltà. (Plinio Corrêa de Oliveira) Intervista a Mario Trematore
E' umanamente possibile rompere vetri blindati con una semplice mazza di ferro? "Dio mi ha dato la forza"
Per salvare la Sacra Sindone dall'incendio che ha distrutto la cappella del Guarini, il pompiere Mario Trematore si è lanciato in mezzo al rogo con una mazza di ferro ed ha colpito con forza sovrumana le spesse vetrine a prova di proiettile. Spunti - In vista della prossima ostensione della Santa Sindone, potrebbe descriverci - ad un anno di distanza dal salvataggio - come ha percepito nel suo animo l'azione della Providenza che le ha permesso di affrontare le fiamme? Mario Trematore - La vita del cristiano ha il compito principale di testimoniare la fede, riconoscere cioè che Gesù Cristo è la salvezza presente che trassforma la precaria vicenda dell'esistenza umana nella storia. Presenza che viene ravvivata ogni giorno dalla memoria di Cristo che, morendo sulla croce, ha coinvolto tutti coloro che credono in Lui. E Cristo muore crocifisso ogni giorno nei tanti avvenimenti di cui la storia del mondo è intessuta, per risorgere sempre più presente nel mistero della fede agli occhi degli uomini. Però, la Sua mano "provvidente" ci accompagna ogni giorno. E' quella mano che mi ha dato la forza di affrontare le fiamme che minacciavano la più preziosa reliquia del mondo. In quella notte trascorsa nel Duomo per cercare di salvare la Sacra Sindone, la forza che mi spingeva a compiere il salvataggio veniva certamente dall'Alto. Spunti - A che cosa pensava quando colpiva la cassa che proteggeva il Santo Sudario? Mario Trematore - Quando il pensiero si trasforma in azione, la paura di morire porta alla memoria, per un breve tempo, le persone più care e i ricordi più belli: la dolcezza di mia moglie Rita, il sorriso di Iacopo, il primo compleanno di mia figlia Chiara... D'altra parte pensavo anche quanto Cristo ci aveva lasciato e che l'umanità avrebbe perso: uno straordinario segno della sofferenza del Dio-Uomo - prova convincente dell'amore che ha per noi - e una testimonianza visibile della Sua Risurrezione, che è stata sempre nei cuori e nella fede del popolo cristiano. Spunti - Mentre guardava il rogo, ha sentito che il salvataggio poteva dipendere dalla fede e dal coraggio di qualcuno e che per questo compito era stato scelto lei? Mario Trematore - Non potevo certamente pensare che fosse toccato a me quella notte collaborare con gli altri miei colleghi a salvare la Sindone. In quel momento sentivo accanto a me l'ansia e la trepidazione di decine di milioni di fedeli cristiani e sentivo anche che non potevo esimermi dal combattere contro le fiamme per ridare al mondo la possibilità di contemplare la preziosa Reliquia. Il modo in cui il Signore sceglie i propri strumenti è sempre sorprendente e insondabile. Il Signore sceglie di aver bisogno delle nostre braccia e delle nostre mani per compiere la sua opera. Mi sorprende come Egli abbia voluto aver bisogno dele mie braccia e delle mie mani per salvare la Sacra Sindone. Spunti - Lei ha affermato che, dopo aver tratto in salvo la Reliquia, ha ricevuto una telefonata da una persona affeta da tumore, la quale la ringraziava per il suo gesto, perché lei aveva salvato la sua speranza. Lei ha ricevuto altre chiamate che la ringraziavano per il suo comportamento eroico? Mario Trematore - Quando si vive nella grazia del Signore parlare di gesto eroico è quasi una mancanza di fiducia nel nostro Creatore. Chi ci ha creato ha deciso ogni cosa, anche se a noi non tutto è comprensibile fino in fondo. Anche se con la forza delle mie mani e una mazza ho salvato il Santo Sudario, Cristo sarebbe riemerso dalle macerie con noi o senza di noi. Sì, ho ricevuto tantissime altre lettere provenienti dall'Italia e da molti Paesi del mondo. Spunti - Quali parole le piacerebbe dire ai lettori di "Spunti", al fine di aumentare la devozione verso il Santo Sudario? Mario Trematore - Mi piacerebbe dire questo: non è vero che il razionalismo, l'uso della ragione come misura della realtà è il modo giusto per accostarsi alla fede. Invece, quando la ragione è usata in modo autentico, spalanca l'anima alla percezione di qualcosa più grande di noi, di un mistero da cui tutto dipende. E' questa "apertura di cuore" che vorrei suggerire a tutti. Infine, desidero pregare la Madonna perché tanti vengano a Torino dal 18 aprile al 14 giugno a vedere la Santa Sindone, occasione di conversione e di incontro con Gesù. Gli hanno legato le mani perché facevano il bene Plinio Corrêa de Oliveira Perché il Signore fu ammanettato dai suoi carnefici? Perché hanno impedito il movimento delle sue mani, legandole con dure corde? Soltanto l'odio o il timore potrebbero spiegare che si riduca così qualcuno all'immobilità e all'impotenza. La mano è una delle parti più espressive e più nobili del corpo umano. Quando i Pontefici e i genitori benedicono, lo fanno con un gesto di mani. Per pregare, l'uomo congiunge le mani o le alza verso il cielo. Quando vuole simboleggiare il potere impugna lo scettro. Quando vuole esprimere forza, impugna il gladio. E' con le mani che il medico somministra le medicine e l'uomo caritatevole soccorre i poveri, gli anziani, i fanciulli. Mani di Maestro e di Pastore Le Tue mani, Signore, che cosa hanno fatto? Perché sono state legate? Hai voluto avere un corpo umano, per amore dell'uomo. E' per fare il bene che le Tue mani sono state create. Quando la Tua vita pubblica è cominciata, quando la Tua voce si alzava e sovrastava le folle estasiate e riverenti, le Tue mani si muovevano segnalando la dimore celeste o condannando il crimine. E gli apostoli e le moltitudini credevano in Te, e Ti adoravano, o Signore. Mani di Maestro, ma anche mani di Pastore. Non soltanto insegnavi, ma guidavi. Le Tue mani divine hanno avuto virtù misteriose e soprannaturali per vezzeggiare i più piccoli, accogliere i penitenti, guarire gli ammalati. Ma queste mani così soprannaturalmente forti avevano ancora un'altra funzione da eseguire. Non hai parlato anche del lupo vorace? Saresti Pastore se Tu non lo respingessi? Sì, il lupo... e prima di tutto il demonio. Tu cacciavi il demonio, Signore, con terribile imperio, e di fronte alla Tua parola grave e dominatrice come il tuono, più nobile e più solenne di un canto di angeli, gli spiriti impuri fuggivano impauriti e vinti. Talmente vinti e impauriti che da allora innanzi hanno dovuto obbedire con docilità ai Tuoi Apostoli. Perché tanto odio? E solamente sono tornati a spiegare sull'umanità le loro ali d'ombra e il loro potere di perdizione quando il mondo ha cominciato a rigettare la Tua Chiesa, che è il Tuo Corpo Mistico. Ma basterà agli uomini corrispondere nuovamente alla grazia di Dio affinché l'impero di quelle potenze ancora una volta decada e le tenebre, la lascivia, lo spirito della Rivoluzione tornino agli antri segreti dai quali sono usciti da secoli. Queste mani che sono state così soavi per uomini retti come l'innocente Giovanni e la penitente Maddalena, queste mani che sono state così terribili per il mondo, il demonio, la carne, perché stanno lì legate e messe a carne viva? Sì, perché tanto odio, perché tanta paura da sembrare necessario legare le Tue mani, ridurre al silenzio la Tua voce, estinguere la Tua vita? Signore, per capire questa mostruosità, bisogna credere all'esistenza del male. Bisogna riconoscere che così sono gli uomini, che la loro natura, quando prende il cammino della rivolta, non c'è infamia né disordine di cui non sia capace. Quando qualcuno Ti nega, comincia ad odiarti; a odiare ogni bene, ogni verità, ogni perfezioni di cui Tu sei la personificazione stessa. E allora colpisce la Chiesa, profana l'Eucaristia, bestemmia, propaga l'immoralità, predica la Rivoluzione. Signore, ascolta le nostre suppliche Signore mio, vedendo la Chiesa perseguitata, umilata, abbandonata dai suoi figli, negata dai costumi pagani e dalla scienza panteista di oggi, minacciata all'esterno dalle orde dei figli del secolarismo che vogliono la proscrizione di Dio dalla società, e all'interno dallo sproposito di quelli che vogliono venire a patti con il demonio, io esito, tremo, penso che tutto sia perduto. Signore, mille volte no! La Tua Chiesa partecipa della Tua forza e può in qualsiasi momento distruggere tutti gli ostacoli da cui si vede circondata. La nostra speranza è in Te, Signore. Esaudisci le suppliche dei giusti, che ti pregano per mezzo di Maria Santissima. Invia, o Gesù, il tuo spirito, e sarà rinnovata la faccia della terra. Il conforto della Madonna nelle zone terremotate Nei mesi di settembre ed ottobre dell'anno scorso l'Italia è stata ferita al cuore da una tragica serie di terremoti che hanno sconvolto e devastato diversi paesi delle Marche e dell'Umbria, lasciando migliaia di famiglie senza tetto. Chi potrà dimenticarsi delle immagini drammatiche - viste in diretta - del crollo della volta della Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi? Il mondo intero ha pianto la perdita di alcuni affreschi di Giotto e Cimabue. E, come è stato osservato da Il Giornale (10.10.97): "Mai in passato un terremoto aveva inferto i suoi colpi a tante chiese" ricche di patrimonio artistico e che testmoniano la nostra Fede a Cristo e alla Chiesa nel corso dei secoli. In questa atmosfera d'angoscia e desolazione abbiamo ricevuto un colpo di telefono che ha squarciato la cappa opprimente. Era Mario trematore, il Vigile del Fuoco che ha salvato la Santa Sindone dal disastroso incendio di Torino, che ci informava di essere stato inviato nella zona del terremoto. Perché non organizzare qualcosa con la Madonna proprio durante il Natale? Natale con i terremotati? Ecco un'eccellente idea, abbiamo subito pensato qui a Luci sull'Est. Poteva arrivar loro per il Santo Natale un regalo più prezioso della Madre di Gesù e Nostra Madre, soprattutto nella notte in cui è venuto al mondo il Nostro Divino Redentore? E così abbiamo cominciato dal 24 al 27 dicembre un pellegrinaggio con la statua della Madonna di Fatima per i paesi di Scheggino, Piedipaterno, Vallo di Nera, Villamagina, Le Terme e Verchiano. Nella prima tappa del pellegrinaggio la Madonna è stata accolta con caloroso entusiasmo dal parroco, che ci ha coinvolto in diverse cerimonie natalizie. La Santa Messa di Natale a Scheggino è stata celebrata nell'asilo perché la chiesa era chiusa in seguito alle crepe provocate dal terremoto. Tuttavia, lo sguardo della Madre di Dio era lì per consolare tutti i suoi figli e faceva ricordare quelle parole del Vangelo: "La Vergine Maria diede alla luce il suo divin Figlio Gesù e lo depose su di una mangiatoia perché non c'era posto per loro nell'albergo". Insieme al momento solenne dalla Consacrazione in quella Notte fredda, due altri momenti sono stati tra queli più toccanti: il bacio al Bambinello e le parole del parroco nell'omelia: "Natale! Ma Tu dove sei, Signore? C'è gente innocente che muore, gente onesta che viene ammazzata; peccatori che calpestano impunement la tua legge. C'è chi grida aiuto in questo marasma di odio, di vendette, di assassini, ma Tu non rispondi, dove sei Signore? "Lo so, Tu sei in ciascuno di noi, sei nel cuore di ognuno di noi, ma non puoi parlare, perché non Ti sappiamo ascoltare, non puoi agire, perché senza di noi non ci puoi salvare. Tu sei con noi per aiutarci a vivere ancora. Un giorno sapremo dov'eri quando Ti abbiamo cercato, e capiremo che senza il tuo aiuto nascosto, saremmo stati travolti dalle acque impetuose del male..." Uno stesso ambiente carico di benedizioni ha accolto i volontari di Luci sull'Est il giorno di Natale a Piedipaterno e Vallo di Nera, dove sono stati invitati a pranzo dalle famiglie. A Sellano - paese distrutto dal sisma - la Maddona è stata accolta in una casa di campagna nella Frazione di Villamagina. Il proprietario ci ha detto: "Non possiamo arrenderci, dobbiamo ricominciare una nuova vita. Prima del terremoto mi sentivo come un "Signore" e sono bastati 20 secondi per farmi perdere tutta una vita di lavoro. Però, con l'aiuto di Dio e della Madonna ci rifaremo!" Nella frazione Le Terme la Madonna è stata accolta a braccia e cuori aperti da una famiglia ridotta a vivere nel suo garage. La casa è rimasta inagibile. Con i loro amici e parenti, abbiamo vissuto momenti intimi di preghiera e meditazione che hanno lasciato in tutti una struggente nostalgia. Sabato 27 dicembre la Madonna di Fatima è arrivata a Verchiano, paese totalmente distrutto dal terremoto. E' stato il momento culminante del pellegrinaggio. Siccome non c'era più il campanile per annunziare l'arrivo della statua, il giovane sacerdote ha messo in funzione il sistema acustico del grande tendone, che serve da chiesa, per invitare i parrocchiani a ricevere la Madonna. Tutti i fedeli, d'altronde, erano già stati avvisati. Ad aiutare l'apostolato c'erano alcune Suore Missionarie Francescane che svolgevano opera di volontariato insieme ad un gruppo di giovani arrivati da tutta l'Italia. I fedeli hanno accolto la Madonna con canti, salmi, candele, incenso e soprattutto con l'anima piena di fede e speranza. Il viso della Vergine non era né triste, né allegro, ma sereno. Abbiamo pregato il Rosario, meditandolo con serenità e devozione, ed il Parroco ha incoraggiato con belle parole le anime a capire l'amore di Gesù per noi, che una delle più grandi prove di questo amore era l'averci dato la Sua stessa Madre come Nostra Madre, esattamente quanto ci ricordava implicitamente la presenza della Madonna Pellegrina. Il sacerdote ha concluso dicendo que nelle situazioni complesse e difficili possiamo non trovare subito la soluzione. Ma l'importante è procedere con fiducia, sapendo che il Signore è Padre e ci guida anche nell'apparente oscurità. Dio ci conduce, veglia sulla nostra esistenza, ci ama, ci fa crescere, ci rende consapevoli che nella traversata di questo deserto siamo sostenuti dalla parola del nostro Dio che ogni giorno ci dice: "Vi basta la mia grazia". Visita alle Carceri Abbiamo la grande soddisfazione di rendere partecipi tutti i nostri associati di un avvenimento che rientra nell'ambito delle attività benefiche e missionarie di Luci sull'Est e che certamente verrà da voi accolto con altrettanto compiacimento: la visita alle carceri di Brescia e di Verziano. Promossa insieme a un salesiano, si è svolta nei giorni 26 e 27 ottobre, quando la venerata statua della Madonna di Fatima si è recata tra i detenuti di questi luoghi di pensa, suscitando la commossa partecipazione e l'intima riconoscenza degli sfortunati ospiti, i quali hanno voluto in seguito manifestare la loro gioia inviandoci numerose lettere di ringraziamento. Riteniamo che le loro parole siano la migliore testimonianza che possiano offrire ai nostri lettori e ne riportiamo le espressioni più significative: "...sono profondamente commosso, l'incontro con la nostra grande Madre mi ha avvicinato a Dio. In quel giorno così bello e significativo nella mia vita e per il mio futuro, ho sentito tanto calore dentro e fuori di me e soprattutto attorno a me, ho visto e sentito tanta felicità..." "quello che ho visto quel giorno, la Madonna di Fatima nel carcere, non credevo ai miei occhi, sono rimasto di pietra: la Madonna viene a farci visita, non mi sentivo più abbandonato... Ora non la vedrò più, ma Lei pregherà per tutti noi perché possiamo presto riabbracciare i nostri cari..." "...ricordo quel sabato e quella domenica come fosse passata un'ora... eravamo lì in centinaia ad ascoltare la storia di questa bellissima Madonnina e le visite che aveva fatto nei paesi dell'Est dove la gente al suo passaggio si inginocchiava e piangeva... i nostri occhi erano rivolti alla Madonna, che da qualsiasi parte la guardavi, sembrava che ci vedesse tutti... ora sono più sereno, qualcosa in me è cambiato..." "...Oggi ho ricevuto una visita che non attendevo e neppure immaginavo potesse essere tanto bella. Ho sempre pensato che la Mamma fosse vicina a noi carcerati, ma non ho mai pensato di poter essere io così vicino a Lei. Tutto quelo che ho vissuto quel giorno lo custodirò per sempre... nel mio cuore. Custodirò questo regalo come il dono più grande che abbia mai ricevuto senza però appropiarmene e senza esserne geloso, ma dividendolo con altri, perché è un messaggio di speranza e di conforto. "Cara Mamma oggi mi sono accorto di essere meno solo. Grazie!" "...Dopo la visita della Madonna di Fatima, penso che se si riuscisse a distogliere lo sguardo dalle effimere tentazioni ed a rivolgere gli occhi sempre a Colei che ci è Madre, saremmo certamente più ricchi di ciò che andiamo cercando in questa vita terrena... Siamo tutti grati per questa visita, una nuova speranza si è accesa in noi". L'affettuoso omaggio di cuori innocenti alla Madonna di Fatima Il dolce sguardo di Maria Santissima si posa, misericordioso e ispiratore, sui volti attenti dei fanciulli e penetra in fondo al loro cuore, ricolmandoli di fiducia e di speranza per il loro avvenire. Ed i giovani accorrono a Lei, indirizzandole le loro semplici e igenue preghiere. Si compie così l'alto ammonimento del Suo Divino Figliolo: "Lasciate che i piccoli vengano a me". Luci sull'Est ha portato la statua della Madonna di Fatima a tanti giovani italiani che Le hanno tributato l'affettuoso omaggio dei loro cuori innocenti, promessa per l'Italia del XXI secolo.
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