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Inserto Redazionale a "Spunti" - Dicembre 1998 Carovane in Ucraina, Polonia e paesi baltici: Una buona semina per il Regno di Maria: "Servirti, o Signora, è regnare!": questa frase potrebbe essere la molla che spinge i collaboratori ed amici di Luci sull'Est ad intraprendere lunghi viaggi fino alle lontane regioni del vasto ex-impero sovietico. Infatti, come insegna il grande apostolo San Luigi Maria Grignon di Montfort, colui che si dedica alla Madonna, la Madonna gli si dedica. Consci di questa verità, la scorsa estate i nostri collaboratori, in due diverse carovane, si sono recati fino in Ucraina, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia. La carovana, com'è ormai tradizione, trasporta una statua della Madonna di Fatima e diffonde copiosamente libri, pieghevoli, immaginette e altre letteratura religiosa. Questa volta si è aggiunta una novità: la distribuzione di un'immagine del Sacro Volto della Sindone (20x14 cm), corredato sul retro da un testo esplicativo della preziosa reliquia. Allo scopo erano state stampate duemila copie in estone, diecimila in lituano, altrettante in russo, quindicimila in lettone e uno stesso numero in italiano. Intendiamo dar qui un breve resoconto delle abbondanti grazie elargite dalla Madonna durante questi pellegrinaggi all'Est. Ucrania: la Madonna di Fatima attira cattolici e non cattolici
A Kovel, prima città visitata dai nostri apostoli, i cattolici sono pochi. Con grande zelo, i sacerdoti del posto hanno affisso manifesti annunciando la venuta della statua della Madonna, con eccellenti risultati. Nell'unica chiesa cattolica sono accorse a venerare la Madonna molte persone mai viste prima. I sacerdoti sono rimasti molto colpiti e contenti, commentando con entusiasmo che si trattava sicuramente di scismatici, e persino di atei! Pure i cattolici di Kovel sono rimasti impressionati da queste presenze tanto inattese. Secondo le testimonianze di alcuni abitanti, l'unica cosa che è cambiata dopo il crollo del comunismo è la piccola targa sulla scrivania del segretario locale del partito: prima diceva segretario, ora dice sindaco. La persona è la stessa, è cambiata solo l'etichetta... Era un sabato sera quando la carovana si è trovata a passare per Czervonograd. Felice coincidenza: nella chiesa si dovevavo celebrare più matrimoni. Così, dopo che la Madonna aveva presieduto alla cerimonia, il parroco invitava gli sposi a consacrarsi a Nostra Signora di Fatima. Sono state visitate diverse chiese a Lviv, dove la Madonna si è trattenuta una notte in un monastero di religiose. La chiesa di Santa Olga e Santa Elisabetta - un tempio in bello stile medioevale che fino qualche tempo era audibita da magazzino - è stata affollata in due giorni da circa quattromila pellegrini, in altre vi sono state officiate diverse cerimonie, più una veglia notturna di preghiera. A mò di saluto finale all'Immagine, è stata organizzata una processione intorno alla Chiesa. La gente per la strada si fermava a guardare con compiacimento. Alcuni hanno pianto al passaggio della Madonna e altri si mettevano in ginocchio, mentre un buon numero di adolescenti si è affacciato fino dentro al pulmino per dare gli ultimi saluti. Tappa successiva è stata la chiesa di Sant'Onofrio. Uno dei presenti, commosso, ha detto che la statua aveva un sguardo così espressivo da sembrare che la Madonna fosse realmente fra loro. Dalla Polonia un "Arrivederci a presto" A Przemysl, il parroco ed i fedeli avevano fissato la cerimonia di accoglienza per le 18:00, mentre la Madonna si era trattenuta in un monastero di carmelitane. Verso le 16:00 si erano già radunate circa 3.000 persone, per quasi una buona metà giovani fra i 14 ed i 30 anni. Tutti attendevano l'immagine con grande raccoglimento, in un clima di preghiera. Non appena si è formato il corteo d'ingresso, la gente si è inginocchiata e ha incominciato a intonare i bei canti popolari mariani. Il parroco aveva fatto montare un sorta di palco per la statua, provvedendo anche a organizzare una veglia notturna. Alla presenza del vescovo, di molti sacerdoti e religiose, la sera è partita una processione con 7.000 persone. Dalle finestre piene di fiori pendevano anche piccoli tappeti: davvero una manifestazione di grande fede! La polizia fermava il traffico per far scorrere meglio la processione. C'erano alcuni che, di ritorno dal lavoro, scendevano dagli autobus e si univano al corteo. Un sacerdote ci ha detto che anche vari giovani sono rimasti a pregare per tutta la notte davanti alla Madonna di Fatima. Da Przemysl a Pelagow, piccola parrochia di campagna. Quanti segni di sofferenza sui volti dei contadini, dopo il lungo inverno comunista! Subito dopo l'ingresso della Madonna nell'atrio della Chiesa, la gente ha cominciato a intonare gli inni e molti sono rimasti tutta la notte a pregare. I bambini hanno recitato alcuni versi composti da loro stessi. Le cerimonie che onoravano la presenza della statua si sono moltiplicate a Krakovia, nella chiesa di Santo Stefano. A Radom abbiamo sentito il pubblico, che per fare festa alla Madonna era venuto anche dai villaggi circonstanti a cavallo e in bicicletta, dire: "arrivederci a presto!" Prima di lasciare la Polonia, la carovana si è diretta al Santuario di Jasna Gora, a Czestochowa, per ringraziare la "Regina Poloniae" delle straordinarie grazie ricevute dai suoi volontari in questo loro apostolato. Nei Paesi baltici, dove la fede ha vinto il carri armati Come si sa, le popolazione nei paesi baltici (Estonia, Lituania e Lettonia) furono le ultime ad essere evangelizzate in Europa, nel Duecento. Dopo appena qualche secolo, furono investite dall'ondata luterana e calvinista, il che ridusse grandemente il numero di cattolici soprattutto in Estonia e Lettonia. Nel nostro secolo, poi, queste nazioni furono vittime del nazismo e molto più a lungo del comunismo. Però, nella "Terra di Maria", come Pio XI chiamò la Lituania, la fede si è dimostrata più forte dei carri armati. Fu questa infatti la nazione che, dichiarando la propria indipendenza, diede il via allo smantellamento di quel grande moloch sovietico che già manifestava i primi sintomi della disgregazione. Tale fatto merita di essere ricordato in questi nostri giorni di strane amnesie indotte da un nuovo moloch, quello di un certo settore della mass-media, che rovesciandoci adosso immagini e informazioni in modo caotico ed apparentemente senza nessun ordine di importanza, ci fa dimenticare fatti essenziali, quelli che realmente fanno la storia. Visto che in passato abbiamo sempre trattato diffusamente delle carovane in queste eroiche nazioni, qui ci limiteremmo soltanto ad elencare le città visitate: Tallin (capitale dell'Estonia); Riga (capitale della Lettonia); Siauliai (Lituania); Kelme (Lituania), Klaipeda (principale porto lituano); Plunge (Lituania); Siluva (dove si trova il santuario mariano nazionale della Lituania) e Alytus (anch'essa in Lituania). In alcuni giorni del pellegrinaggio, alla carovana si è unito Mario Trematore, l'eroico pompiere che a suo tempo ha salvato la Sacra Sindone dalle fiamme, nell'incendio della Cappella del Guarini a Torino. Trematore era venuto a dare una testimonianza in prima persona della sua impresa. Come sempre, prima di chiudere, un grazie di cuore a tutti quelli che si sono adoperati spiritualmente e materialmente per rendere possibile queste iniziative di apostolato nei paesi dell'Est europeo.
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