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"Spunti" marzo 99 Sommario
1998-1999: traguardi e progetti di Luci sull'Est 3.000.000 di focolari hanno ricevuto l'anno scorso l'immagine della Santa Vergine in formato grande, che le famiglie hanno potuto intronizzare nelle loro case. Un importante traguardo raggiunto dalla campagna "Maria Regina dei Cuori, Maria Regina delle Famiglie", che speriamo possa essere superato quest'anno. Sono già 100.000 le famiglie hanno ricevuto il cofanetto contenente il rosario e il relativo libricino col metodo pratico per recitarlo, prima tappa della campagna "Recitiamo il Rosario in onore della Madonna". Per il '99 la nostra meta è raggiungere dalle 100.000 alle 150.000 famiglie. Nuove edizioni di libri religiosi : a motivo dell'enorme richiesta da parte del pubblico, sono state stampate e diffuse altre edizioni del libro sul messaggio di Fatima e sul Rosario. Per il 1999, vedranno la luce ulteriori edizioni del libro su Fatima, sia quello tradizionale sia quello nuovo per i bambini; sarà così anche per il "Libro della Fiducia", nonché per gli altri libri religiosi in russo e in altre lingue dei paesi del blocco ex-sovietico. Data la sua importanza, merita una speciale menzione la divulgazione della famosa opera di S. Luigi Maria Grignon da Montfort, il "Trattato della vera devozione a Maria",che Luci sull'Est intende promuovere a partire da quest'anno. Voglia la Madonna benedire quanto già è stato realizzato, ciò che in corso di realizzazione e tutti coloro che hanno collaborato per rendere possibile questa opera "ut adveniat regnum tuum"! Cina comunista: persecuzione dei cattolici Il famoso detto "il sangue dei martiri è seme di cristiani" trova un esempio illuminante nella perseveranza dei cattolici "sotterranei" cinesi, cioè quelli non riconosciuti dal governo, e nel loro incremento numerico. "Oltre la tortura l'infamia" Nei primi giorni di gennaio l'autorevole agenzia internazionale Fides, organo della Pontificia Opera per la Propaganda della Fede, ha diffuso la seguente notizia: "Padre Li Qinghua, 31 anni, sacerdote della diocesi di Yixian (Hebei, regione attorno a Pechino), dal 29 novembre è tenuto prigioniero nella contea di Xushui, vicino a Baoding. Secondo informazioni ricevute da Fides, egli è stato sottoposto a una serie di interrogatori e torture fisiche e psicologiche ad opera di una 'unità speciale' formata da uomini e donne. Il personale femminile è costituito da prostitute che cercano in tutti i modi di avere rapporti intimi col sacerdote. Una videocamera dentro la prigione filma tutto quanto accade per accumulare materiale da usare per ricattare il sacerdote, fargli confessare i suoi rapporti con altri preti della Chiesa sotterranea e costringerlo a iscriversi all'Associazione Patriotica (NdR: 'chiesa' creata dal governo comunista). Secondo le informazioni di Fides, altri preti hanno subito lo stesso trattamento nei mesi scorsi. (...) "Da alcuni anni il governo provinciale dell'Hebei ha stabilito a Xushui una 'unità speciale' per 'cambiare il pensiero' dei sacerdoti. I preti delle comunità sotterranee arrestati in tutto l'Hebei vengono prima o poi portati a Xushui in una casa trasformata in prigione. I corridoi su cui si affacciano le stanze sono chiusi da griglie di ferro, rendendo impossibile la fuga. (...) "Il tentativo di distruggere la moralità dei sacerdoti non è nuovo in Cina: durante la Rivoluzione Culturale preti e suore erano obbligati a convivere e sposarsi. "La pressione esercitata sui preti è continua. Quelli che resistono fino alla fine vengono mandati nei lager per la 'rieducazione attraverso il lavoro' o rimandati alla stazione di polizia che li aveva arrestati". "L'eliminazione dei cattolici sotterranei" La reazione del governo comunista alla diffusione di questa notizia non si è fatta attendere. Il portavoce del ministero degli Esteri, Zhu Bangzao, qualifica l'informazione come "irresponsabile" negando che il governo abbia un piano per persuadere i sacerdoti cattolici a entrare nella chiesa cosidetta patriottica. In Cina "non esistono chiese clandestine", ha affermato Zhu. Tuttavia rapporti ufficiali e interni del governo comunista - citati sul numero di settembre/ottobre di "China and the Gospel", una pubblicazione del China Ministries International e menzionati dal dossier di Fides del 24 ottobre 1997 intitolato: "Cina: l'eliminazione dei cattolici sotterranei " - confermano l'offensiva tesa ad eliminare le "forze cattholiche sotterranee" nella provincia dell'Hebei. E nello stesso tempo, membri delle forze di sicurezza affermano che le "attività illegali" di cattolici e protestanti "sotterranei" nel Liaoning ed Henan sono divenute così imponenti da dover essere soppresse. "L'Avvenire" (5-1-99) a proposito della persecuzione ai sacerdoti pubblica un servizio dal titolo eloquente "Cina, oltre la tortura l'infamia". In esso il quotidiano dei vescovi italiani asserisce che "(C'è) una diabolica persecuzione per i sacerdoti in Cina, ma che sembra non risparmiare nemmeno i semplici fedeli. Infatti la polizia - secondo quanto rivelato dall'Ansa - ha fermato tra il 22 e il 23 dicembre sette persone nel villaggio di Hangpu nella regione del Jiangxi (Cina centrale) mentre, per celebrare una messa, si recavano nell'abitazione del vescovo Tommaso Zeng Jingmu, appartente alla 'Chiesa clandestina', che ha scontato 32 anni di carcere per la sua fede. Dalla vigilia di Natale per 24 ore il villaggio è stato pattugliato da una ventina di agenti che impedivano ai cattolici di avvicinarsi alla casa del vescovo. Sei dei fermati sarebbero stati subito rilasciati, mentre l'ultimo è ancora detenuto. "In Cina i cattolici sono circa una decina di milioni, di cui oltre la metà della Chiesa 'non ufficiale', ossia fedele a Roma". Così, almeno finora, nella Cina rossa i cattolici autentici non sono oggetto di nessun tipo di "mano tesa" da parte del governo cinese. I lettori ci scrivono "Ragazzi pronti ad accogliere e diffondere il messaggio della S. Vergine" Da una ragazza quindicenne che ha ricevuto il libro "Fatima, Messaggio di tragedia o di speranza?": Probabilmente si starà chiedendo come una ragazza giovane come me abbia voluto avvicinarsi alla vostra Associazione e al messaggio di Maria: forse solo semplicemente per scoprire la verità su questo mondo falso ed ipocrita. Basta guadarci intorno per vedere sangue, fame, povertà, crisi morale e religiosa, crisi della famiglia, fallimento di matrimoni, aborti, pornografia, droga, alcool... e sopratutto la purezza dei bambini che viene contaminata da abusi sessuali. (...) Qualche volte mi fa schifo vivere in questo mondo, non sai mai con chi hai a che fare, anche i tuoi amici ti deludono e pensi: "A cosa serve vivere?" Ed è per questo che capisco il dolore di Maria. Forse la mia è solo una presunzione di sapere qualcosa su di Lei ma le Sue lacrime non sono, forse, le lacrime di un'innocenza pura e dolce como quella di un neonato o di un bambino che ti tende la mano per chiederti aiuto??? Non mi sono affato stupita quando lei ha affermato che i volontari della vostra Associazione sono dei giovani che (...) potevano benissimo essere altrove, in vacanza, in discoteca, con gli amici, eppure hanno scelto questo cammino di fede. (...) Vorrei che sapessero che li appoggio al loro intento, perché hanno avuto il coraggio e la convinzione di intraprendere questa scelta di vita. (...) Penso che sia anche vero (e/o lo spero fermamente) che in qualche parte dell'Universo ci siano ragazzi come me che sono pronti ad accogliere e diffondere il messaggio della S. Vergine. Il mio cuore è sempre con voi. A.S. - Lucera (FG). NdR.: Con piacere facciamo notare la differenza fra una gioventù tutta apparenza e poca sostanza - in balia delle mode stravaganti o immorali come foglia secca al vento - e un'altra gioventù seria, con principi elevati, illuminata dalla fede e in grado di entusiasmarsi per un ideale. Questi ragazzi fanno un po' come la Veronica, che asciugò il Santo Volto del Signore e attirò su di sé‚ grazie e benedizioni da parte di Gesù e della sua santa Madre. Ci è altrettanto grato informare di altri giovanni che svolgono in altri paesi un compito simile a quello di Luci sull'Est in Italia. Un amico di Luci sull'Est promuove cerimonia di riparazione Grazie di tutto. Il vescovo della diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, Mons. Luca Brandolini, ed il parroco Don Antonio Sacchetti, hanno benedetto i cofanetti del Rosario (inviati da Luci sull'Est) e poi li hanno fatti distribuire. (...) Ancora grazie ed auguri per la vostra cristiana attività. - A.F. (Arce). Il nostro corrispondente ci invia in allegato un ritaglio di "Avvenire" del 25 ottobre u.s., edizione regionale per il comprensorio Sora-Aquino-Pontecorvo, con una significativa notizia di cui riportiamo alcune frasi: "Arce. Dono generoso di un fedele e benedetta dal Vescovo - La nuova immagine della Madonna del Rosario. Grande gioia, ad Arce, tra i devoti della Madonna del Rosario: una sua immagine, tutta nuova, è stata ricollocata sull'altare a lei dedicato nella chiesa parrocchiale, nel posto lasciato vuoto dal furto sacrilego della notte tra il 2 e 3 settembre scorso. (...) La sua realizzazione costituisce un encomiabile gesto riparatore al sacrilegio che aveva turbato profondamente la comunità ecclesiale e civile di Arce. (...) "L'iniziativa di ridonare alla comunità arcese una nuova immagine della Madonna è stata presa dal ragionier Antonio Fraioli che ha voluto testimoniare la sua fede mariana con un gesto di grande generosità. La benedizione dell'immagine sacra è stata impartita dal vescovo diocesano, Mons. Luca Brandolini, venerdì 16 scorso, durante una solenne celebrazione eucaristica cui hanno partecipato numerosissimi fedeli. (...) Al termine della celebrazione il rag. Fraioli ha donato ai presenti un cofanetto dell'associazione Luci sull'Est, che conteneva la corona del Rosario e un opuscolo per guidarne la recita: un chiaro invito a testimoniare concretamente la devozione alla Madonna con la preghiera che le è particolarmente gradita". Da Myanmar scrive una infaticabile suora... Come posso ringraziarvi sufficientemente? Posso ripagarvi con la mia quotidiana preghiera e uno speciale rosario ogni giorno. La mia povera gente qui ama molto la vostra immagine... In questa parrocchia io e mia consorella portiamo di casa in casa la Statua della Madonna durante i mesi di maggio e di ottobre tutti gli anni... Vorrei poter dare (la vostra immagine) in ogni casa della parrocchia. Per favore, per favore, abbiamo tanto bisogno che ce ne inviate molte altre ancora. - Suor H.Q., Mandalay Myanmar. Dagli ospedali alle scuole, dalle parrocchie ai conventi e ai focolari... LA MADONNA NON SI STANCA DI ANDARE A TROVARE I SUOI FIGLI PER L'ITALIA
"Dove sta l'immagine della Madonnina di Fatima? Vorrei tanto che venisse a visitare la mia famiglia!" - "Grazie a voi, la Nostra Mamma celeste è venuta a visitarci anche se solo per qualche ora. Ho provato tanta gioia insieme alla mia famiglia!" - "Dopo che se ne è andata, è rimasto il vuoto... Ritornate presto!" Queste sono parole che frequentemente ascoltiamo a viva voce o leggiamo nelle lettere che ci scrivono gli "Apostoli di Fatima" ed i sostenitori di Luci sull'Est. Così, con la benedizione di Maria Santissima, la carovana di Luci sull'Est continua il suo pellegrinaggio per tutta l'Italia, esaudendo nella misura del possibile le richieste di visite che ci arrivano. Palermo, Bagheria, Termini Imerese, Lercara Friddi, Ficuzza, Prizzi, Paceco, Marsala, Petrosino, Ribera, Agrigento, Enna, Acireale, Floridia, Siracusa, Piscopio (Vibo Valentia), Roma, Todi, Perugia, Milano, Varese: ecco l'elenco delle città visitate dall'Immagine della Madonna di Fatima dai primi di novembre fino alla chiusura della presente edizione. Non c'è lo spazio per un resoconto dettagliato su queste visite. Ne racconteremo soltanto qualche fatto significativo.
"Chiedo soltanto una cosa: che la Madonna mi dia una buona morte"
A Termini Imerese gli amici di Luci sull'Est sono rimasti colpiti quando un apostolo di Fatima, che ospitava la Madonna, ha suggerito di portarla da una giovane signora, madre di due figli, malata terminale di cancro. La statua viene introdotta nella camera della malata, dove la giovane madre non poteva guardarla perché‚ una maschera di ossigeno le rendeva difficile muovere la testa. Uno dei presenti le ha comunicato che la Madonna di Fatima era venuta a visitarla, aggiungendo: "Noi abbiamo già chiesto alla Madonna che le restituisca la salute. Chieda anche lei questa grazia, chieda il miracolo". A queste parole segue un grande silenzio. L'inferma dice con grande serenità, ma non senza difficoltà : "Io chiedo soltanto una cosa: che la Madonna mi dia una buona morte". Non sappiamo se la Provvidenza ha già chiamato a Se questa buona signora. Comunque la raccomandiamo alle vostre preghiere. Così come anche noi saremo grati a quelli che ci hanno ricordato nelle loro. La Madonna non dimenticherà questo sincero gesto di cristiana fraternità. Dai primi momenti dell'esistenza sotto la sguardo di Nostra Signora
Come si fa di solito quando c'è l'autorizzazione dei responsabili, la statua della Madonna di Fatima ha visitato alcuni ospedali corsia per corsia. A certi malati vengono regalate stampe, ad altri corone e diversi articoli religiosi a conforto della loro sofferenza. Fin dov'è possibile, la Madonna si avvicina al reparto dei neonati e li accompagna con lo sguardo; noi eleviamo insieme una preghiera raccomandandole queste vite appena sbocciate. E' veramente commovente vedere come in una stessa visita la Madonna accordi la sua protezione sia a coloro che emettono i primi vagiti, che a quanti si accingono ad entrare nell'eternità . I nostri dedicati "apostoli di Fatima" hanno chiesto, un po' ovunque siano andati, di portare la statua della Madonna nelle diverse scuole. E' stato possibile raccontare ai giovani il messaggio che Nostra Signora diede al mondo a Fatima, messaggio più attuale che mai secondo Giovanni Paolo II. Perché allora dovremmo nasconderlo ai ragazzi? A loro si chiede di diventare, nella misura delle proprie possibilità, collaboratori del trionfo del Cuore Immacolato della Vergine: trionfo certamente impossibile da raggiungere con le sole forze umane, ma non impossibile per Dio. E proprio per rivolgerci a Dio abbiamo lì, davanti a noi, Maria Mediatrice che ci ottiene energie nuove nelle fatiche, aiutandoci a perseverare non solo tra le pareti di una Chiesa, ma in ogni ambiente della vita sociale. Condividere momenti di devozione mariana con giovani insidiati dai mille pericoli del mondo odierno, è per noi un compito particolarmente gratificante. Questi stessi concetti si ripetono agli adulti con tutti gli opportuni adattamenti. Omaggi allla Madonna di Fatima: confessioni, rosari, adorazioni solenni al Santissimo Sacramento I pellegrinaggi organizzati dai parroci, come è naturale, hanno qualcosa in comune fra di loro. Ognuno cerca di far onorare la statua della Madonna dal maggior numero di persone possibile, cercando di accrescere il fervore dei suoi fedeli. Raccontiamo qui uno di questi pellegrinaggi. Un parroco di paese ha invitato gli alunni delle elementari e delle medie ad accogliere la Madonna, cominciando la visita con la recita del rosario. Ogni ragazzino o ragazzina diceva un'Ave Maria. Dopo aver spiegato che Maria è la via facile e sicura per arrivare a Gesù, ha in seguito organizzato una solenne adorazione nella sua parrocchia. Un grande numero di fedeli ha voluto riconciliarsi con Dio; il confessionale è diventato così affollato che il nostro buon parroco vi è rimasto fino alla mezzanotte... e ha dovuto chiedere l'aiuto ad un altro sacerdote per le funzioni in Chiesa! Nel congedare la Madonna Pellegrina, ha esortato i suoi parrocchiani a recitare ogni giorno il Rosario: "So che non per tutti è possibile farlo. Ma vedo che la Madonna ha attirato persone che da tempo si erano allontanate dai Sacramenti. A questi rivolgo un'esortazione: pregate almeno dieci Ave Maria al giorno". Dall'atmosfera di calorosa devozione di quella giornata, si può desumere che probabilmente molti non sono rimasti sordi a queste accorate parole del sacerdote. Diversi altri parroci, che avevano accolto la statua della Madonna, ci hanno scritto delle belle lettere di ringraziamento. Anche noi di Luci sull'Est li ringraziamo dell'opportunità che ci hanno dato di onorare Maria assieme ai loro parrocchiani, facendo conoscere in misura sempre maggiore il suo messaggio di Fatima. "Chi non è di carattere serio e profondo non è capace di nulla" Gli amici ed i sostenitori di Luci sull'Est meritano complimenti per la sollecitudine, manifestata in diverse maniere, con cui collaborano all'apostotalo svolto dall'associazione. Al fine di motivare ulteriormente tale sollecitudine, riportiamo di seguito alcuni brani scelti da un'omelia del fondatore dei Padri Sacramentini, San Pietro Giuliano Eymard, alla conclusione di un ritiro spirituale: "Però, quel che più vi desidero è un fondo di carattere serio, in tutto e sempre. Chi non è di carattere serio e profondo non è capace di nulla; è colui che viene chiamato un uomo o uno spirito superficiale. Non contate sulle sue parole. "Chi non riflette avrà un giudizio necessariamente mancato. Poichè il giudizio è il risultato delle idee paragonate le une alle altre. Ma l'uomo superficiale non si applica a questo sforzo. "La virtù richiede combattimenti in cui dobbiamo essere prudenti, abili e vigilanti. Abbiamo davanti a noi un nemico sempre nuovo, che cambia i suoi attacchi all'infinito. Se avremo verso di lui soltanto pietà e sentimento, non riusciremo a eludere i suoi inganni. "Lo spirito serio è quel che vive della verità di Dio e delle cose; permane nella verità, nella realtà e non nei sentimenti" (La Divine Eucharistie - Extraits des écrits et des sermons du Vénérable Pierre-Julien Eymard, 4ème. série - L'Eucharistie et la perfection chrétienne, 8ème ed., Bureau du "Petit Messager du T.-S.Sacrement", Tourcoing, 1891, pp. 421-422). Il segreto di Giacinta l'ammirevole veggente di Fatima Giacinta era bambina quando le apparve la Madonna. Entra nella Storia a sette anni, precisamente all'età che abitualmente viene indicata come l'inizio della vita cosciente e della ragione. In quale misura una creatura di questa età è capace di praticare la virtù, e di praticarla in modo eroico? La storia della spiritualità cattolica possiede sorprendenti esempi di santi in giovane età: Santa Maria Goretti, martirizzata a undici anni e pienamente cosciente di quel che faceva; San Domenico Savio, che morì quando ne aveva quindici. Le virtù eroiche di Giacinta - e suo fratello Francesco - furono riconosciute dopo un rigoroso processo a Roma, tanto che potevano essere venerati in privato come santi. Qual è il segreto della santità di Giacinta? Si tratta di un argomento di costante attualità per i cattolici e quindi merita di essere portato all'attenzione dei nostri lettori. Mai visto, in quel luogo, qualcosa di simile: 70.000 persone, venute da tutte le parti del Portogallo, sono riunite, sotto la pioggia, nel luogo chiamato Cova da Iria. Che cosa successe? E' il 13 ottobre 1917. Con enormi difficoltà, i tre pastorelli tentano di aprirsi un passaggio tra la folla avviandosi alle loro casette ad Aljustrel. La più piccola tra loro - la nostra Giacinta - è condotta per una scorciatoie da un soldato che la protegge dalle manifestazioni di entusiasmo della gente che vuole vederla e dirle qualche parola. Migliaia di domande, richieste di preghiera e di intercessioni. Conversioni, lacrime di gioia... I bambini - Lucia, Francesco e Giacinta - non prestano attenzione alla folla, che aveva appena presenziato al miracolo del sole alla fine dell'ultima apparizione. Le loro menti sono rapite dalla sublimità e dallo splendore di quello straordinario accadimento soprannaturale appena contemplato. La Signora del Cielo, con la quale avevano parlato per ben sei volte, aveva da poco realizzato il miracolo promesso... Distacco dalle adulazioni umane Giacinta Marto, ai soli sette anni, è dotata di notevole serietà. La fronte corrugata indica una profonda preoccupazione. Gli occhi, che riettono ancora in modo meraviglioso la luminosità di quel che avevano ammirato, sono contratti ma calmi, indicando un'anima inclinata al raccoglimento. Che dire di questa fisionomia? Forse Giacinta si sta ricordando dei penosi sentieri percorsi in precedenza attraverso il disprezzo, gli improperi e persino le percosse di coloro che adesso si trovano in mezzo alla folla. No, l'allegria di quel momento non la impressiona poichè conosce bene l'incostanza dello spirito umano. La sua volontà è posta in Dio, nell'adempimento della Sua volontà, a tal punto che, dopo le apparizioni, trascorse veramente la vita di una grande santa. La Congregazione per la Causa dei Santi constatò: la sua volontà era interamente sottomessa a quella di Dio. Come sarebbe utile, specialmente nei nostri giorni, conoscere la vita di questa bambina. Verso la santità Nel periodo tra i sette e i dieci anni, in cui sopportò eroicamente il peso della malattia che l'avrebbe condotta alla morte, Giacinta solcò il cammino della santità. Già in quella così precoce età conobbe profondamente la realtà della vita. La sua esistenza fu breve, ma colma di eventi straordinari e persino affascinanti. La loro descrizione sorpasserebbe i limiti di questo articolo. Dobbiamo attenerci ai tratti rilevanti della sua anima, ad alcune scene della sua vita, menzionando qualche testimonianza. La via della santità, a cui ci siamo già riferiti, fu percorsa in tal modo da questa bambina che i suoi genitori e i suoi parenti giunsero ad esclamare su di lei e gli altri due veggenti: "E' un mistero che non si può capire. Sono bambini come tutti gli altri. Tuttavia si nota in loro qualcosa di straordinario!" In effetti, che cosa vi era di straordinario in quei bambini che la gente (a tutt'oggi!) non riesce a capire? Chi fu Giacinta Marto? Fu l'ultima di una numerosa prole, nata l'11 marzo del 1910. Soave di natura, era una bambina come le altre. Giocava, cantava, aveva i suoi difetti più o meno grandi, il suo carattere e, naturalmente, le sue preferenze... fino a quel 13 maggio 1917. Preghiere e sacrifici redimono i peccatori Dopo quel dì, Giacinta intraprese un profondo cambiamento interiore, una conversione della sua vita come gliel'aveva chiesta la Madonna. Le parole di Maria Santissima le impregnarono in modo indelebile l'anima e divennero il contenuto, l'ideale della sua vita. Inoltre, mise questo ideale in pratica. "Fate penitenza per i peccatori! Molti vanno all'inferno perché nessuno prega e si sacrifica per loro." - Tali parole incontrarono una profonda risonanza in Giacinta. E con quale incrollabile volontà faceva penitenza! Citiamo qui alcuni esempi di questa giovane, eppur già grande, santa. Non esitava a digiunare frequentemente anche per un giorno intero, senza mangiare o bere nulla, dando allegramente il suo pane ai bambini poveri. In altri giorni, prendeva come cibo proprio quel che più detestava. Per penitenza si cingeva con una corda. Nulla, nessun sacrificio le pareva troppo grande quando si trattava di salvare le anime! Il peccato e il Cielo nella sua spiritualità Infatti, si può affermare che la spiritualità di Giacinta si basa sulle richieste formulate dalla Madonna. Questa spiritualità contiene due aspetti importanti: 1) un chiaro concetto del peccato; 2) una nozione molto definita della bellezza soprannaturale del Cielo. Sono esattamente due punti dai quali la nostra epoca si trova immensamente distante. Non si parla mai di peccato. Questa parola viene omessa nella catechesi e bandita dalla mente delle persone. Ma non basta, in quanto è la stessa idea di Dio che si vuole eliminare! Poiché, di cos'altro si tratta se non dell'onore divino offeso dal peccato? Strettamente in rapporto con questo pensiero viene il secondo punto, cioè la chiara nozione della bellezza soprannaturale del Cielo. Quanto più intensamente un'anima possiede questa nozione del soprannaturale celeste, tanto più è facile la sua corrispondenza alle sollecitazioni della Madre di Dio. Giacinta è un esempio concreto e affascinante di tale corrispondenza. Il senso ultimo della sua vita è un invito irresistibile a riconoscere questi aspetti del Messaggio della Madonna e a farne l'asse che orienta le nostre vite. Enormi penitenze salvarono molte anime Profondamente impressionata dalla visione dell'inferno e dal mistero dell'eternità, Giacinta non risparmiò nessun sacrificio per la conversione dei peccatori. Durante la sua malattia - una tubercolosi che la condusse alla morte - offriva in modo speciale le sue sofferenze: "Sì, io soffro, ma soffro tutto per i peccatori, per riparare l'Immacolato Cuore di Maria. O Gesù, adesso puoi salvare molti peccatori perchè questo sacrificio è molto grande." Tutti coloro che conoscevano Giacinta nutrivano un certo rispetto verso di lei. Lucia, sua cugina, scrive: "Giacinta era pure colei a cui, mi pare, la Santissima Vergine abbia dato la maggior pienezza di grazie, di conoscenza di Dio e di virtù. Lei sembrava riflettere in tutto la presenza di Dio." Anche nella sua dolorosa malattia si rivelava sempre paziente, senza lagnanze, senza alcuna pretesa. Una condotta che non corrispondeva al suo carattere naturale. Cos'è che permetteva a questa bambina di dare prova di tale forza e di un simile comportamento? Giacinta stessa risponde a questa domanda esclamando: "Voglio tanto bene a Nostro Signore e a Nostra Signora che mai mi stanco di dire che Li amo. Quando lo dico molte volte, mi pare di aver un lume nel petto, ma non mi brucia!" L'amore ardente a Gesù e Maria! Questo fu l'amore che trasformò Giacinta e che fece di lei una copia fedele delle virtù della Santissima Vergine. Ultimo sacrificio: nella morte, l'isolamento Tanto fu eroica la vita di Giacinta, quanto lo fu la sua morte, del tutto sola in quell'ospedale di Lisbona. Questo fatto fu, d'altronde, oggetto di una delle ultime previsioni della Madonna ricevute da Giacinta. Con quale coraggio la bambina conservò questo pensiero! Lasciamole narrare questa profezia, da lei confidata a Lucia: "Nostra Signora mi ha detto che andrò a Lisbona, in un'altro ospedale; che non rivedrò te e neanche i miei genitori; che dopo aver sofferto molto morirò sola; ma che non dovrò aver paura perchè Lei mi porterà di lì verso il Cielo." Infatti, la Madonna annunciò pure il giorno e l'ora in cui Giacinta sarebbe morta. Quattro giorni prima, la Vergine Santissima le tolse tutti i dolori. Dato che nessuno era presente in quel grandioso momento, si può soltanto immaginare la scena. Come sarà stata l'accoglienza data a questo piccolo giglio in Cielo? Dinanzi alla Madonna quel viso verginale non sarà stato più contratto dalla sofferenza, bensì risplendente nella presenza di Colui che fu il Fondamento della sua vita. "Se io potessi, porrei nel cuore di tutti il lume che ho qui dentro nel petto, per farli amare tanto dal Cuore di Gesù e dal Cuore di Maria!" Possiamo dedurre dalle dichiarazioni del postulatore delle Cause di Beatificazione di Giacinta e di suo fratello Francesco, in quale modo la conoscenza della sua vita opera sulle anime: "Mai nella Storia della Chiesa due bambini furono tanto conosciuti e stimati quanto Francesco e Giacinta. Loro stanno avviando innumerevoli anime al cammino della perfezione." Auguriamoci che la vita di Giacinta abbia una grande divulgazione per la salvezza delle anime e il prossimo trionfo del Cuore Immacolato di Maria! Proclamate le virtù di Giacinta da un decreto della Santa Sede Il 13 maggio 1989 un decreto della Congregazione per la Causa dei Santi, firmato dal Cardinale Angelo Felici, dichiarò l'eroicità delle virtù della Serva di Dio Giacinta Marto. Il documento, ricordando le parole di Nostro Signore "Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli" (Mt. 18,3), afferma che Giacinta "corrispondendo senza riserve alla grazia divina, realizzò rapidamente una grande perfezione nell'imitazione di Cristo e consumò volontariamente la sua breve esistenza per la gloria di Dio, cooperando alla salvezza delle anime mediante la fervorosa preghiera e l'assidua penitenza." Dopo aver riassunto la sua vita, il decreto dichiara che "il suo abbandono alla volontà di Dio fu totale", lo sforzo "per corrispondere all'amore e alle grazie di Dio fu costante", dando prove di "possedere in alto grado le virtù teologali e le virtù della prudenza, giustizia, temperanza, umiltà, sincerità e modestia." Nella stessa data, la Santa Sede proclamò le virtù del Servo di Dio Francesco Marto, fratello di Giacinta.
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