"Spunti" giugno 99

Sommario

 

  • La fruttuosa semina degli Apostoli di Fatima
  • Vere armi intelligenti, che non uccidono ma danno vita, gli strumenti del combattimento cristiano, il"Trattato della vera devozione a Maria", il "Libro della Fiducia" e la "Storia di Giacinta" sono ormai disponibili per amici e collaboratori di Luci sull'Est
  • In aumento la persecuzione religiosa nel mondo
  • I lettori ci scrivono
  • Il libro su Fatima: un best-seller internazionale - 3.618.000 copie
  • Fatima, Kosovo e la vera pace

La fruttuosa semina degli Apostoli di Fatima

Tempo fa uno dei collaboratori dell'associazione si trovava a visitare gli amici di Luci sull'Est in una grande città. Aveva fra le mani l'indirizzo di un'attiva signora, un' "apostola di Fatima" che non conosceva di persona, ma solo per corrispondenza. L'indirizzo era quello di un ospedale, dove il nostro collaboratore si è recato per cercare la signora. Gli hanno indicato il reparto dei malati terminali, inducendolo a pensare che probabilmente si trattasse di un medico o di una infermiera. E' rimasto meravigliato quando si è trovato di fronte a una persona su una sedia a rotelle: era una paziente allo stadio terminale, ma che dalla sua fede ardente traeva la forza d'animo per pensare ai malati del suo stesso reparto, facendo apostolato tra loro col messaggio di Nostra Signora di Fatima.

Chi sono gli Apostoli di Fatima?

Nel 1995 alcuni amici di Luci sull'Est, desiderosi di impegnarsi in prima persona, hanno costituito il corpo degli Apostoli di Fatima, cioè un gruppo il cui scopo è diffondere il messaggio di Fatima fra conoscenti, parenti, colleghi di lavoro, ecc. Ogni mese viene loro suggerita un'azione specifica e per coordinare le loro attività è stata aperta, all'interno di Luci sull'Est, la Sezione degli Apostoli di Fatima, diretta da un coordinatore nazionale (v. "Spunti", agosto/96).

Tra le molteplici azioni svolte dagli Apostoli di Fatima, le più importanti sono certamente le visite con la statua della Madonna di Fatima, sia nelle famiglie che nelle parrocchie, negli istituti religiosi, negli ospedali, nelle carceri e in tante altre comunità.

In occasione di una delle prime visite un paio di anni fa, al termine dell'incontro il parroco ci congedò con queste parole: "Non potete immaginare il bene che fate alle anime con questo apostolato benedetto". Durante la visita era rimasto sempre nel confessionale... impegnato a riconciliare a Cristo per mezzo di Maria innumerevoli anime, alcune rimaste lontano dal confessionale per più di trenta anni! Da quella volta queste parole di commiato e l'affollamento ai confessionali hanno frequentemente caratterizzato le nostre visite in compagnia della Madonna.

Sebbene un buon numero di esponenti del clero, secolare o religioso, ci onorino della loro amicizia e collaborazione, la maggioranza degli Apostoli di Fatima è costituita naturalmente da laici. Il che del resto non può sorprendere chiunque conosca anche solo superficialmente la storia della Chiesa Cattolica. Basti ricordare quanto viene narrato nelle Epistole e negli Atti degli Apostoli: già tra i primi proseliti laici furono designati coloro che sarebbero stati destinati a proseguire l'opera di evangelizzazione. Da allora in poi, l'apostolato dei laici si è perpetuato ed arricchito di ulteriori attività, con la benedizione dei papi delle differenti epoche, al punto che "grandi Santi, da semplici laici, crearono nella Chiesa di Dio magnifiche istituzioni di ogni genere e persino veri ordini religiosi", come, ad esempio, San Francesco di Assisi. (cfr. "El liberalismo es pecado", D. F‚lix Sarda y Salvani, E.P.C., Madrid, 1936, 9a. ed., pp. 160-161)

Proficua campagna di Natale

In occasione dell'ultimo Natale, come "azione del mese" si è diffusa una cartolina di auguri natalizi con una stampa della Madonna di Fatima e, sul retro, parole di fiducia nel soccorso della Madre di Dio, destinate soprattutto agli ammalati, agli scolari o anche semplicemente alle conoscenze personali. Complessivamente, gli Apostoli hanno distribuito 38.500 cartoline e se non ci fossero stati dei problemi postali - evidentemente indipendenti dalla nostra volontà - questa cifra sarebbe stata molto superiore.

Le ripercussioni della campagna sono state significative. Ecco alcuni brani scelti dalle tante lettere ricevute:

* un Apostolo di Siracusa racconta: "Una signora che da due anni non andava più in chiesa, alla consegna della cartolina della Madonna accompagnata dalle mie parole, il giorno 24 dicembre alle ore 23 è andata in Chiesa, si è confessata, ha presso l'ostia consacrata e molte lacrime le hanno bagnato il viso".

* Le cartoline hanno recato sollievo e fiducia a tanti bisognosi. Un Apostolo di Roma ricorda: "E' scesa una luce sulle ricoverate di varie estrazioni sociali, una luce per diradare il grigiore ed anche la solitudine".

* Anche a Trieste, Mestre (VE), Gorizia, Calamonaci (AG), Chieti, Milano e tanti altri posti, le cartoline sono state distribuite negli ospedali.

* Altri Apostoli di Fatima, invece, hanno scelto la distribuzione nelle loro parrocchie. Un signore di Capriate San Gervasio (BG) ha fatto il giro di diverse parrocchie del Bergamasco. Diversi Apostoli scrivono di aver distribuito le cartoline (con la dovuta autorizzazione del parroco) sul sagrato della chiesa in occasione della Messa di Natale, "con grande gioia di tutti", secondo quanto racconta una suora.

* Un Apostolo di Villacidro (CA) si è dato molto da fare: "Ho distribuito le cartoline di Natale tra le due comunità di tossicodipendenti, nella casa per malati mentali, nelle parrocchie ed infine a 120 famiglie povere".

* Da Grottaglie (Taranto) ci scrive un Apostolo di Fatima: "Ho distribuito 1200 cartoline e ho anche personalizzato il messaggio. E tutte le persone a cui sono pervenute hanno gradito di cuore. Tuttavia voglio sottolineare alcuni particolari: 'La luce splende fra le tenebre, ma le tenebre non l'hanno ricevuta!' (Gv. 1,5). E sono proprio coloro che dovrebbero accettarla i primi a rifiutarla". Dopo aver narrato due fatti al riguardo, lamentando "un'allergia mariana spaventosa" da parte di chi meno te lo aspetti, conclude la sua lettera: "Tuttavia si va avanti lo stesso, convinto che non solo è la Russia da convertire ma anche alcuni preti e suore".

I convegni di Luci sull'Est: Nocera Inferiore e Busto Arsizio

In un post-scriptum nella sua lettera con cui racconta l'apostolato che svolge nella sua città, una signora di Cosenza si lamenta di non conoscere altri Apostoli di Fatima nella zona: "Ci sono altri Apostoli? Mi piacerebbe avere contatti con loro". Sotto altre forme, questa è una domanda che ci viene posta molto spesso.

Anche per venire incontro a questo legittimo desiderio dei nostri cari Apostoli di Fatima, ma soprattuto per espandere sempre di più l'apostolato mariano, Luci sull'Est ha organizzato un ciclo di convegni in tutta Italia.

Il ciclo è partito il 27 marzo con una conferenza a Nocera Inferiore (SA). Nella cornice dello storico convento di S. Antonio, ha parlato il collaboratore di Luci sull'Est Julio Loredo, introdotto da Alessandro della segreteria di Roma dell'Associazione. Ospite d'onore John Drake, uno dei direttori della campagna "America Needs Fatima" (l'America ha bisogno di Fatima). A Presidente d'onore dell'incontro, l'immagine della Madonna di Fatima che aveva appena finito un lungo pellegrinaggio per la Campania.

Davanti a un attento pubblico, un centinaio di persone provenienti dell'Agro salernitano, J. Loredo ha affermato che "Fatima è il più grande avvenimento del secolo XX", poiché ci comunica la parola di Dio per i giorni nostri. A Fatima la Madonna ha fatto una "diagnosi" del nostro secolo, individuandone chiaramente i problemi e offrendone la soluzione. Ci troviamo alle fasi finali di una lotta tra la Chiesa e la Rivoluzione, che si potrebbe chiamare lotta mortale, se uno dei contendenti non fosse immortale.

Il convegno ha avuto ampia ripercussione sulla stampa locale. Due emittenti hanno ripreso i lavori, intervistando poi i rappresentanti di Luci sull'Est.

Il 10 aprile è stata la volta di Busto Arsizio (VA). Più di 100 persone, per lo più provenienti del basso Varesotto, hanno seguito i lavori nel salone del Centro Familiare. Dopo un atto di lode alla Madonna pellegrina, ha preso la parola uno dei collaboratori di Luci sull'Est, analizzando la crisi del mondo moderno alla luce del messaggio di Fatima.

La successiva proiezione dell'audivisivo "Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?" avrebbe dovuto concludere la serata, ma i partecipanti hanno preferito trattenersi ancora a lungo, recitando il Rosario e terminando con una consacrazione collettiva al Cuore Immacolato di Maria.

Profilo spirituale dell'Apostolo di Fatima

Il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira, ispiratore dell'apostolato di Luci sull'Est, così descriveva il profilo spirituale e morale degli "Apostoli di Fatima":

"E' necessaria la presenza di apostoli come quelli raccomandati da Dom Chautard nella sua famosa opera "L'anima di ogni Apostolato". Apostoli dotati di una vera vita interiore, desiderosi del Regno di Dio prima di ogni cosa e quindi della realizzazione della volontà e dei disegni divini, sia in Terra come in Cielo. Apostoli che trascinino con l'esempio e muovano la gente con la parola, aiutando a elaborare le leggi dello Stato secondo quelle di Dio. Insomma, nuovi apostoli autentici potranno con la loro azione raggiungere veramente le anime le quali, corrispondendo alla grazia, si convertiranno.

"E per convertirsi, l'uomo contemporaneo dovrà essere docile alla raccomandazione fatta dalla Madonna di Fatima all'umanità nel 1917, ossia: penitenza e preghiera" ("Catolicismo", San Paolo - Brasile, febbraio 1994).

Un esempio di laico che, nel brillante svolgimento delle sue attività professionali di medico, profittava di ogni possibile circostanza per fare apostolato, così ci ha esortato:

"Ama la verità: mostrati qual sei e senza infingimenti e senza paura e senza riguardi. E se la verità ti costa persecuzione e tu accettala, e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio" ("Giuseppe Moscati, il medico santo", Giorgio Papàsogli, Figlie di San Paolo, 1991, Torino, p. 69).

Vere armi intelligenti, che non uccidono ma danno vita

 

GLI STRUMENTI DEL COMBATTIMENTO CRISTIANO

 

Il"Trattato della vera devozione a Maria", il "Libro della Fiducia" e la "Storia di Giacinta" sono ormai disponibili per amici e collaboratori di Luci sull'Est

"O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti piuttosto sballottare tra procelle e tempeste che camminare sulla terra, non distogliere gli occhi dal fulgore di questa stella, se non vuoi essere sommerso dai flutti.

Se insorgono i venti delle tentazioni, se urti negli scogli delle tribolazioni, guarda alla stella, invoca Maria.

"Se l'ira, l'avarizia o i desideri della carne scuotono violentemente la navicella dell'anima tua, guarda Maria.

"Se, turbato dal pensiero della gravità delle tue colpe, confuso dal deplorevole stato della tua coscienza, atterrito dalla severità del Giudizio, tu stia per farti dominare dalla tristezza e cadere nell'abisso della disperazione, pensa a Maria.

"Nei pericoli, nelle angustie, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Seguendo Lei, non devierai; invocandola, non ti dispererai; pensando a Lei, non peccherai; tenendoti stretto a Lei, non cadrai.

"Se l'avrai come protettrice, non avrai di che temere; sotto la sua guida ti sarà lieve ogni fatica; e avendola propizia, perverrai facilmente alla Patria beata".

Questa preghiera, composta da San Bernardo e che Luci sull'Est riporta sul retro di molte sue stampe della Madonna di Fatima, è un caratteristico esempio del rapporto esistente fra la devozione alla Santissima Vergine e la virtù della fiducia.

Perciò Luci sull'Est sta promuovendo una seconda edizione del "Libro della Fiducia" del P. Th. de Saint Laurent, assieme al celeberrimo "Trattato della vera devozione a Maria" di S. Luigi da Montfort e alla "Storia di Giacinta", di P. Fernando Leite S.I.

Il "Libro della Fiducia" non ha altro scopo che stimolare i cattolici a conoscere e praticare questa virtù. Con ammirevole semplicità l'autore ne espone la natura, l'oggetto, le fondamenta nonch‚ gli effetti.

"Pio lettore - afferma - se (...) questo modesto libricino vi cade fra le mani, non mettetelo da parte con disdegno. Esso non ha pretese letterarie né di originalità, ma contiene soltanto verità consolatrici, che troverete nei libri ispirati e negli scritti dei santi. E' questo il suo unico merito. Prova a leggerlo piano, attentamente, con spirito di preghiera. Direi quasi: meditalo! Lasciati penetrare dolcemente dalla sua dottrina. La saggezza del Vangelo palpita in queste pagine: ci sarà migliore alimento per le anime che le parole del Salvatore?"

Per questa edizione di Luci sull'Est Mons. Angelo Comastri, Arcivescovo e Delegato Pontificio per il Santuario di Loreto, ha scritto una prefazione speciale.

Luci sull'Est ha messo a disposizione una cassetta con i brani più significativi dell'opera, accompagnati da un sottofondo musicale per favorire la meditazione, che i lettori interessati potranno richiedere alla nostra redazione. Così veniamo incontro pure a coloro che non hanno tempo per la lettura o che vi sono impossibilitati.

Per quanto riguarda il "Trattato della vera devozione a Maria", ci limitiamo a ricordare che:

* Pio IX dichiarò che la devozione di San Luigi Grignon da Montfort alla Madonna era la migliore e più perfetta devozione a Maria.

* Leone XIII rinnovò sul letto di morte la sua consacrazione alla Madonna secondo il metodo insegnato nel Trattato, invocando il nome del suo autore, da lui beatificato nel 1888.

* San Pio X: "Raccomando vivamente il Trattato della Vera Devozione alla Santissima Vergine, scritto in modo ammirabile dal Beato da Montfort, e imparto la mia benedizione apostolica a tutti coloro che lo leggerano".

* Benedetto XV: "Un libro di alta autorità e unzione".

* Pio XI: "Ho praticato questa devozione fin da giovane".

* Pio XII: "La forza più grande alla base del suo ministero apostolico (di S. Luigi G. da Montfort) e del suo segreto per attrarre e guadagnare anime a Cristo, fu la sua devozione a Maria".

* Giovanni Paolo II: "La lettura di quel libro ha segnato nella mia vita una svolta decisiva. La devozione mariana così modellata (dal Trattato della vera Devozione a Maria) dura in me da allora. E' parte integrante della mia vita interiore e della mia teologia spirituale".

L'oggetto principale della "Storia di Giacinta" sono i piccoli, oggigiorno spesso così viziati ma tanto trascurati spiritualmente. Eppure, come dimostra questo magistrale libricino di P. Fernando Leite S.I., l'itinerario di Giacinta, le cui virtù eroiche sono state riconosciute recentemente dalla Santa Sede, fu la prova vivente che nei bambini c'è un grande potenziale di santità e di esemplare coerenza nella fede rispetto a tanti adulti. I bambini, elogiati dal Signore nel Vangelo, trovano in Giacinta il loro prototipo ideale. Il facile linguaggio del libro e le bellissime illustrazioni lo rendono dunque particolarmente adatto per una sana lettura da parte dei piccoli, ma non solo.

I nostri lettori potranno richiedere le suddette opere scrivendo al nostro indirizzo. Si tratta di edizioni fuori commercio, ma naturalmente si accettano libere offerte.

In aumento la persecuzione religiosa nel mondo

Alle soglie del terzo millennio diventa più ampio e drammatico il fenomeno della persecuzione religiosa. Il che può sorprendere chi, forse per mancanza di tempo o di notizie, non abbia una visione d'insieme di questa realtà così dolorosa nel "villaggio globale", dove niente avviene senza profonde ripercussioni a media o lunga scadenza un po' dappertutto. Ma queste ripercussioni devono essere particolarmente sottolineate da noi - cattolici - perché sappiamo che ogni anima ha un valore incalcolabile: è costata il prezioso sangue di Nostro Signore. Dunque questo argomento merita tutta la nostra attenzione.

"Quando una parte del Corpo di Cristo soffre, tutto il corpo soffre"

L'Agenzia "Fides", che dipende dal dicastero vaticano di Propaganda Fide, nel suo editoriale del 18/25 dicembre 1998 afferma: "Ci sono oggi nel mondo più di 200 milioni di cristiani perseguitati e più di 400 milioni discriminati a causa della loro fede. I responsabili sono 70 Stati dove impera un regime ateo (Cina, Vietnam, Cuba, Laos, Corea del Nord) o un crescente fondamentalismo (Sudan, Pakistan, Egitto, India, Indonesia, Arabia Saudita...)". Dobbiamo intendere qui per fondamentalismo non soltanto quello islamico, ma anche quello indù.

All'inizio del 1999 lo stesso Giovanni Paolo II ha denunciato l'allarmante crescita del fenomeno nel discorso al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede: "Recentemente (...) in terra d'Asia, episodi di violenza hanno drammaticamente provato la comunità cattolica: chiese distrutte, personale religioso malmenato e persino assassinato. Altri fatti deplorevoli sarebbero parimenti da segnalare in diversi paesi dell'Africa. In altre regioni, in cui l'Islam è maggioritario, da deplorare sono sempre le gravi discriminazioni di cui sono vittime i credenti delle altre religioni" (1). E il Santo Padre ha affermato ancora che "al termine del secondo millennio, la Chiesa è diventata nuovamente chiesa di martiri" (2).

Caroline Cox, una cittadina inglese impegnata nella liberazione di cristiani schiavizzati da fondamentalisti musulmani, particolarmente in Sudan, si domanda: "Quando una parte del Corpo di Cristo soffre, tutto il corpo soffre. Perciò vorrei chiedere a tutti i cristiani che vivono in pace e tranquillità: quanto fate per i fratelli perseguitati?" (3).

Il settimanele francese "Marianne" in un interessante servizio intitolato "Le Nouveau Martyre des Chr‚tiens" (4), così descrive la passività del mondo occidentale davanti a questi fatti: "Nel grande frastuono natalizio, silenzio sui cristiani del Pakistan, dell'India, dell'Arabia Saudita, del Vietnam, della Cina, del Sudan, aggrediti, imprigionati, liquidati. Silenzio in mezzo alle ghirlande dell'Occidente su queste chiese delle catacombe. Per un certo militantismo a fior di pelle il loro martirio non vale una messa. Ecco perch‚: sono cristiani."

Dal Sudan il grido: "L'era del cristianesimo è finita. Il 2000 è l'era dell'Islam"

Tutto il mondo ha preso conoscenza del dramma dei rifugiati kosovari. Ma quanti sanno ciò che accade ai cattolici in Sudan?

"Migliaia di profughi cristiani che avevano costruito un villaggio alle porte della capitale sudanese sono stati costretti a spostarsi in una zona desertica senza alcuna struttura. E' accaduto nel sobborgo di Hajj Youssef, a pochi chilometri a nord-est di Khartoum, area in cui erano presenti 150/200mila persone, quasi tutti fuggiti dalla guerra del sud-Sudan. (...) La Chiesa locale aveva creato un centro polivalente dove venivano sfamati i ragazzi, si insegnava il Catechismo, si celebrava l'Eucaristia. La maggioranza dei profughi di Hajj Youssef era infatti cristiana. I bambini che frequentavano le scuole dell'arcidiocesi erano almeno 10mila. (...) Gli abitanti di Hajj Youssef sono stati costretti ad evacuare, 'spinti' sempre più verso il deserto. (...) Il caso di Hajj Youssef non è il primo e - secondo fonti di "Fides" - 'questi provvedimenti toccano sempre uno o più centri cristiani'" (5).

Bisogna dire che la guerra nel Sudan meridionale, che costringe questi disgraziati a rifugiarsi altrove, non è un mero conflitto tribale, ma risponde alla politica radicale di islamizzazione forzata perseguita dal governo. Il cervello del regime di Khartoum, lo sceicco Hassan el-Tourabi, ha eloquentemente enunciato il credo che anima questa persecuzione: "L'era del cristianesimo è finita. Il 2000 è l'era dell'Islam" (6).

I cristiani del Sudan meridionale sono ancora tre milioni e mezzo, e due terzi di loro sono cattolici. Informa "Fides" che i Baggara - una tribu islamizzata e non originaria del Sudan, che combatte nel sud-ovest del paese "come quinta colonna dell'esercito islamico" - sono dotati di armi moderne che permettono loro di "razziare il bestiame, distruggere villaggi, uccidere persone" e "sono anche responsabili della tratta di schiavi, ragazzi e ragazze venduti ai mercati del Nord e del Medio-Oriente come servi e prostitute. Secondo le fonti di "Fides" si tratta di un vero e proprio genocidio etnico". Nonostante le promesse governative di riportare la pace nell'area, "da 17 anni una "guerra santa" viene osannata in modo estremo per trasformare il Sudan in una nazione arabo-islamica. (...) La macchina dell'islamizzazione va avanti imperterrita: coloro che resistono vengono sterminati; le ragazze rapite e vendute come concubine ai musulmani; ragazzi di strada orfani sono raccolti in campi speciali di rieducazione e islamizzati. Intanto 'l'economia è allo stremo'"(7).

Caroline Cox ha creato una vera e propria organizzazione internazionale per comprare gli schiavi dai musulmani del nord e restituirli alle loro famiglie del sud. La Cox denuncia con tutte le sue forze in Occidente la ferocia del piano di islamizzazione condotto dalle autorità sudanesi, affermando che la "persecuzione dei cristiani ha raggiunto livelli intollerabili", e rivela che sono schiavizzati in particolare i bambini perch‚ "docili, facili da islamizzare", i maschi giovani avviati ai lavori più duri e le ragazze destinate al concubinaggio (8).

Indonesia cristiana a ferro e fuoco

Dopo anni di massacri nell'ex-colonia portoghese di Timor Est, la persecuzione anticattolica degli islamici si estende ad altre zone dell'Indonesia. Ultimamente, dall'isola di Ambon nelle Molucche, i disordini provocati dagli islamici, secondo le autorità, hanno provocato "un bilancio di oltre 105 morti e 20mila profughi che si trovano in alloggi di fortuna. Fonti non governative parlano invece di oltre 250 morti. (...) 'Nonostante la scarsità di forze, siamo obbligati a far qualcosa per quanti soffrono per cause religiose o etniche', ha detto a "Fides" mons. Petrus Mandagi, vescovo di Amboina. (...) Nei disordini di Ambon è stata distrutta anche una delle chiese più antiche dell'Asia orientale, preziosa testimonianza cristiana, eretta sul luogo dove nel 1511 approdò San Francesco Saverio" (9).

Coll'eloquente titolo "E nell'Asia musulmana un anno di lutti e distruzioni", il "Corriere della Sera" pubblica il 25.2.99 un articolo su questa tragedia a firma di Marco del Corona: "Sono stati i momenti più selvaggi - ci informa del Corona - degli scontri che l'anno scorso hanno accompagnato la caduta di Suharto, padrone dell'Indonesia: la folla incattivita che irrompe nelle chiese, saccheggia i quartieri che le circondano, lincia cristiani nell'indifferenza della polizia (...). Ieri si è avuta notizia di altri 14 morti nell'isola di Ambon (Molucche), e sono almeno 135 nel '99 nella provincia. Nel 1998 le chiese distrutte sono state 200 in tutta l'Indonesia, "appena" 50 dal 1945 al 1990. E in Timor Est, la provincia che dal '75 reclama il distacco da Giacarta, la fede cattolica si salda con i sentimenti indipendentisti: ecco allora una lunga tradizione di repressione e massacri."

E aggiunge l'articolista del "Corriere": "Nel giro di un anno le manifestazioni di intolleranza violenta contro i cristiani hanno segnato l'Asia musulmana. Contesti e modalità diverse, ma un fenomeno in crescita, che si somma alle uccisioni di cristiani ad opera di integralisti indù in India e a una più severa repressione dei cattolici fedeli al Vaticano nella Cina comunista".

In India più di 150 casi di violenza religiosa in pochi mesi

Non c'è solo la persercuzione in nome dell'Islam, ma anche quella fatta in nome del fondamentalismo indù. L'ondata di intolleranza degli indù ha preso slancio dallo stato del Gujarat, estendendosi poi ad altre zone del paese. "Il 2 febbraio nel Bihar una scuola cattolica è stata oggetto di una sassaiola e due preti sono stati malmenati da un gruppo di giovani. L'indomani a Baripada, nell'Orissa, pochi giorni dopo l'uccisione del missionario australiano Graham Staines (n.d.r. bruciato vivo assieme ai suoi due figli), una suora cattolica indiana di 35 anni è stata aggredita e stuprata (...). Il 7 febbraio, sempre nell'Orissa, una giovane cristiana di 18 anni (...) è stata violentata e poi uccisa col suo fratellino di 10 anni" (10). Il citato servizio di "Marianne" ci informa che "a nome di ghar vaspi, 'il ritorno alle fonti', si moltiplicano l'assassinio e la violazione collettiva di religiose".

Alcuni dirigenti cristiani hanno indirizzato una lettera al Parlamento chiedendo un decisivo intervento. Ciò è avvenuto dopo una giornata di preghiera indetta da molte diocesi cattoliche dell'India il 21 febbraio scorso. Mons. Alan de Lastic, arcivescovo di Delhi, ha dichiarato che la giornata è stata organizzata "per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle violenze subite dalla comunità cristiana in Gujart, Orissa, Uttar Pradesh, Bihar e altri parti del paese" (11). Lo stesso prelato ha denunciato che è in atto "una pulizia etnica e religiosa" (12).

Il governo federale in carica fino a poche settimane fa era guidato dal Bharatiya Janta Party (BJP), a sua volta ispirato al movimento Rashtriya Swayamsewak Sangh (RSS), nato nel 1925 come un "esercito religioso". Il RSS è il principale responsabile del clima di persecuzione religiosa, in quanto promotore di una capillare campagna casa per casa contro la presenza cristiana in India, che ha raggiunto in pochi mesi un milione e mezzo di focolari.

Il "Forum Cristiano unito per i Diritti Umani" ha censito oltre 150 casi di violenza anticristiana dal marzo 1998, quando la coalizione capeggiata dal BJP aveva assunto il potere (13). Con la caduta del governo BJP i cristiani hanno tirato un sospiro di sollievo... almeno per il momento.

Feroce intolleranza islamica nel Pakistan

Nel vicino Pakistan si torna alla persecuzione di stampo islamico. Il citato articolo di Marco Del Corona riporta che "il Pakistan del primo ministro Nawaz Sharif, pressato dai gruppi musulmani ultranazionalisti, si sta progressivamente islamizzando. Ne fanno le spese i cattolici, circa il 2% della popolazione" (14).

E difatti tra questi figurava anche un vescovo, Mons. John Joseph Ghauri, vicepresidente della Conferenza episcopale pakistana, di cui il mondo aveva appreso con orrore la morte, avvenuta il 6 maggio dell'anno scorso. Secondo la versione fornita dai mass media, il presule si era suicidato per protesta contro la persecuzione islamica imperante nel suo paese. Oggi invece la versione è un'altra, molto più verosimile per chi conosce il quadro degli avvenimenti e sa come si comporta un uomo di fede. Il nipote del vescovo deceduto, Philip Joseph Ghauri, ci dice: "Il suicidio non è scelta da cristiani. Vivere e lottare è il sacrificio più duro. Non si difende un popolo e una fede con qualche secondo di strazio. (...) Per due volte hanno cercato di ucciderlo a Faisalabad; (quel giorno di maggio Mons. John) era andato al Tribunale di Sahiwal per chiedere la revisione del processo contro Ayab Masih, condannato a morte dieci giorni prima. Altri cristiani erano stati prosciolti, ma poi non erano sfuggiti alla violenza omicida degli integralisti. (...) Poi hanno ucciso lo zio" (15).

Altri focolai

Ci sarebbe da dire molto di più, ma lo spazio disponibile non ce lo permette. Ricordiamo brevemente solo i cattolici nella Cina comunista (sui quali abbiamo parlato nel precedente numero di "Spunti"). In Egitto i cristiani copti, in parte cattolici, sono continuamente perseguitati dagli arabi musulmani che, del resto, abitano il paese da tempi assai meno lontani. Anche in Egitto i corpi della polizia sono stati accusati di connivenza con gli abusi sui copti, che hanno causato decine di morti negli ultimi tempi.

Ai cattolici nell'Arabia Saudita, in modo particolare ai numerosi domestici filippini, è drasticamente vietata qualsiasi forma di pratica pubblica o privata della loro fede, anche quella di portare al collo una medaglia o un crocifisso. Eppure l'Arabia Saudita gode di ogni libertà nelle sue numerose iniziative religiose e culturali in Occidente. Il citato reportage di "Marianne" ci informa di nuove manifestazioni di intolleranza islamica in Medio-oriente: persino quella dei palestinesi musulmani contro i palestinesi cattolici nella città tanto particolare di Betlemme, recentemente passata sotto l'Authority palestinese.

A Nazareth - si legge sul "Corriere della Sera" del 15.4.99 - il "Blocco islamico" ha occupato i 1900 metri della piazza antistante la Basilica dell'Annunciazione con l'intenzione di costruirvi una moschea, il cui minareto "dovrebbe dominare il campanile (della Chiesa), la mezzaluna schiacciare la croce."

Gli islamici hanno piantato una grande tenda verde, distribuiscono volantini e cantano inni religiosi diffusi dagli altoparlanti.

"Da allora decine e decine di volte i nostri pellegrini sono stati oggetto di violenza" denunciano all'unisono sia il nunzio apostolico che il patriarca latino. "Il giorno di Pasqua e Lunedì santo a Nazareth sono stati caratterizzati da continui scontri a suon di bastonate, accoltellamenti e sassate che hanno causato una quarantina di feriti, l'incendio di una trentina di auto, la devastazione di alcuni negozi cristiani del centro e il terrore tra turisti e pellegrini".

Una minaccia che sembra tutto un programma

Nel 1962, alla commemorazione della sconfitta di S. Luigi IX a Mansurah (Basso Egitto), quando il Re-crociato fu fatto prigionero dai musulmani, il colonello Nasser (che sarebbe poi diventato Presidente dell'Egitto) ebbe a dichiarare:

"La Mezzaluna ha trascinato la Croce nel fango. (...) Soltanto una cavalcata musulmana è ciò che potrà restituire la gloria dei tempi antichi. Questa gloria sarà riconquistata soltanto quando i cavalieri di Allah avranno calcato (la Basilica di) San Pietro e Notre Dame di Parigi" (16).

Chi, già nel 62, avrebbe potuto concepire una persecuzione come oggi la vediamo? Dunque, non è esagerato domandarci se questa non abbia come scopo ultimo, secondo le parole di Nasser, una contro-crociata.

La Provvidenza permetterà questo castigo per i nostri peccati? La risposta dipende in buona misura dalla corrispondenza del mondo ai materni avvertimenti lanciati dalla Madonna a Fatima che, comunque, ha già promesso il suo trionfo finale a quanti rimarranno fedeli anche in questi tempi tempestosi.

Note:

1. "Il Regno", 3/99, p. 96.

2. "Fides", 22.1.99.

3. "Fides", 8.1.99.

4. "Marianne", 21-27.12.98.

5. "Fides", 19.2.99.

6. "Marianne", 21-27.12.98.

7. "Fides", 26.2.99.

8. "Corriere della Sera", 22.2.99.

9. "Fides", 26.2.1999.

10. "Fides", 12.2.99.

11. "Fides", 26.2.99.

12. "Marianne", 21-27.12.98.

13. "Fides", 23.4.99.

14. "Corriere della Sera", 25.2.99.

15. "Corrispondenza Romana", 12.12.98.

16. "Nouvelles Chrétiennes", No. 362, 13.9.62.

 

I lettori ci scrivono

 

"Quando ho conosciuto il messaggio di Fatima, la mia devozione alla Madonna è diventata più grande"

E' con grande piacere che l'altro giorno ho ricevuto il libro della Madonna di Fatima "Messaggio di tragedia o di speranza". Prima avevo ricevuto l'immagine, ne avevo fatto un quadro e l'avevo appeso nella camera dove sono solita recitare il rosario. Leggendo il libro, ho conosciuto il messaggio che la Madonna aveva dato a tre pastorelli a Fatima, che non conoscevo. Ero già devota alla Madonna, prima di ricevere l'immagine e il libro, ma da quando ho conosciuto il messaggio di Fatima, la mia devozione alla Madonna è diventata più grande. Spero tanto che le persone che leggono questo libro, e non credono, possano convertirsi, o se hanno la fede possano vederla crescere. C.G. - Ribera (AG).

"La mia gioia non riuscirò mai a trasmettergliela"

GRAZIE con tutto il cuore! Ho appena ricevuto l'immagine del volto della Madonna di Fatima e la mia gioia non riuscirò mai a trasmettergliela come vorrei. Una cosa è certa: questa immagine è arrivata nel giorno della mia più grande litigata con mio figlio, seguita da un mio intimo e nascosto pianto. Che dolore ho provato e che gioia ho ricevuto: Maria! C.M. - Latina.

"Ora più che mai dovremmo sentirci forti con il S. Rosario fra le mani"

Ho ricevuto con tanta gioiosa attesa il periodico "Spunti" e mi sento onorata di aderire all'abbonamento, oltrepiù La pregherei a volermi inviare qualche bollettino di C.C. in più per qualche piccola offerta. Sono già anziana e almeno con questo piccolo mezzo potrò forse aiutare tante anime, tante famiglie che apriranno le porte di casa, a pregare la Regina delle Vittorie, specialmente per i giovani che, con la loro disponibilità, diffondono il Messaggio della S. Vergine. Pensando a quante vittorie l'umanità ha riportato con la recita del S. Rosario, ora più che mai dovremmo sentirci forti, con questa semplice e potente arma fra le mani. La Madonnina ci protegga, porti a termine i Suoi disegni elevati, spirituali ed umani e ci benedica. D.M. - Pavia.

"Quante grazie mi hanno dato!"

Io sono della Repubblica del Congo - nella zona dei grandi laghi, dove purtroppo, le forze delle tenebre si stanno esaltando in questi giorni. Sono studente qui da quasi due anni, appoggiata da amiche italiane. Dopo, tornerò a casa. Mi è capitato di aver due immagini della Madonna, di queste che avete mandato per la campagna, e non vi sò dire quanta gioia abbiano prodotto, quante grazie mi hanno dato! Mi sono chiesto se, chiedendo a voi, si può ottenere di mandarne qualcuna là, anche se non è "Italia!" perché la campagna ha per scopo "far si che Maria sia effettivamente presente nel maggior numero di case italiane". Siccome Lei è Madre di tutti, non si potrebbe mandare la Sua immagine anche ai Suoi "bambini" di là? Sarà una bellissima cosa e soprattutto un motivo di speranza, di serenità per questa gente che soffre così tanto e che ha bisogno di sentirsi la Madonna accanto. N.C. - Cremona.

NdR: Evidentemente, la nostra risposta è stata, con molto piacere, positiva.

Anche dall'Australia ci scrivono

Scrivo queste poche righe con la speranza che il mio scritto la raggiunga e Le sia bene accetto. Sono in Australia, tengo una bella famiglia, figli e nipotini. Una mia cara amica mi ha dato questo indirizzo e mi ha fatto vedere il libro e la figurina della bella Madonna di Fatima e nel guardarla mi sono riempito tanto di gioia che subito le sto scrivendo. E che di cuore voglio ricevere la bella immaginetta e il calendario. - Sig. e Sig.ra G.P. - Nyah, Australia.

 

La presente è per ringraziare vivamente per avermi inviato Rosari e preghiere. Sono un ottimo sussidio per la gente che ha desiderio di pregare. Gradirei, se può, che mi inviasse altro materiale perchè in molte famiglia è vivo il desiderio di ritornare a Dio e pregare insieme il Rosario. Auguro ogni bene e invio cari saluti, dev.ma. in Cristo - Suor Q.T., St. Agnes - S. Australia.

"Vada avanti nel nome di Gesù e Maria"

Ogni parola, ogni commento, ogni iniziativa, detta e fatta nei confronti della Madonna Celeste è gioia per Lei e per il Suo Diletto Figlio Gesù. Il seme del senape è tanto piccolo che se seminato in un terreno ben coltivato germoglierà e diventerà una pianta dove gli uccelli del Cielo possono riposarsi. Quindi, a Lei e alla sua organizzazione Le dico: coraggio... vada avanti nel nome di Gesù e Maria. (...) Ecco perché il Cuore Immacolato di Maria trionferà, proprio perché nuove frontiere si apriranno alla fede e molti che si professano Cristiani vestiti di lussuria, arroganza, prepotenza, perderanno ciò che possiedono, perché i talenti loro dati non hanno portato frutto. (...) Ben poco (parole della Madonna a Fatima) sono state messe in pratica dall'umanità, appunto, perché non c'è stata una buona semina dagli addetti ai lavori ai fini di sensibilizare l'umanità stessa. A.V. - Gallipoli (LE).

Il libro su Fatima: un best-seller internazionale 3.618.000 copie

Fatima è un nome particolarmente benedetto e lo dimostra l'irresistibile attrattiva che esso, a distanza di oltre 80 anni dalle apparizioni, continua ad esercitare più che mai presso i cattolici di tutto il mondo, tanto che si potrebbe dire senza esagerazione: di Fatima "numquam satis".

E' ciò sta a spiegare pure il successo di un piccolo libro, inizialmente edito in Brasile in occasione del 50mo anniversario delle celebri apparizioni della Madonna in Portogallo: "Fatima, Messagio di Tragedia o di Speranza?", di Antonio Borelli. Il volumetto è stato poi largamente diffuso in questi anni da Luci sull'Est in Italia e nei paesi dell'ex-Urss.

Il libro fu concepito in modo da fornire al lettore le linee essenziali delle apparizioni di Fatima, nonché‚ i loro successivi sviluppi. Si tratta di una sintesi avvincente degli accadimenti di Fatima e dintorni, che è stata poi divulgata nelle principali lingue del mondo.

Dell'opera sono state fatte più di 160 edizioni in sedici lingue in 24 paesi:

* 140.000 in italiano

* 2.067.500 in portoghese

* 510.000 in russo

* 360.000 in spagnolo

* 110.000 in francese

* 110.000 in lituano

* 98.500 in inglese

* 79.000 in tedesco

* 68.000 in polacco

* 50.000 in ucraino

* 40.000 in lettone

* 10.000 in giapponese

* 5.000 in estone

* 5.000 in malayalam dell'India

* 3.000 in tagalo delle Filippine

* 2.000 in romeno

Ringraziamo Dio per mezzo della Madonna che ci ha permesso di collaborare alla realizzazione della sua volontà: la diffusione del Messaggio di Fatima.

Fatima, il Kosovo e la vera pace

"La vera pace, la pace di Cristo, non può esistere se non sono ammessi i principi, osservate le leggi, obbediti i precetti di Cristo nella vita pubblica e in quella privata", insegnò Papa Pio XI (Enciclica "Urbi arcano" del 23-12-1922).

Infatti, se non vengono rispettati i diritti dello stesso Creatore, di cosa non sarebbero capaci gli uomini nei confronti dei loro simili, a cominciare dalle innocenti vittime dell'aborto? "Homo homini lupus"!

La pace nel secolo XX, quindi, fa venire in mente la situazione di colui che rincorre la propria ombra: più vuole raggiungerla, meno ci riesce. Infatti, dalla fine della II Guerra Mondiale, ci sono state oltre 250 guerre (tra guerre fra paesi diversi e guerre civili, a volte non meno crudeli, come quelle dell'Africa negli ultimi anni). Mentre scriviamo queste righe, la fine del conflitto in Kosovo appare ancora lontana.

Nei riguardi di quest'ultima guerra, che si svolge "dietro l'angolo", non pochi si chiedono: Fatima parla addirittura dell'annichilimento di alcune nazioni, di castighi terribili. Non ci sarà un nesso fra ciò che vediamo e quelle parole?

Il fatto è che il groviglio di problemi e interrogativi che suscita la guerra, sembra lasciare non pochi in preda al "demonio del dubbio", per impiegare l'espressione di un editorialista del "Corriere della Sera". Oppure, potremmo aggiungere noi, del "demonio del caos". Ma riflettiamo insieme su alcuni principi di Fede e buon senso, che ci servano da guida nelle tenebre, evitando al contempo di rimanere travolti mentalmente dalla valanga di notizie sulla crisi del Kosovo.

"Così come non ci sono catastrofi che una umanità impenitente non debba temere, non ci sono misericordie che non possa attendersi una umanità pentita", scriveva il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira ("Legionario", organo ufficioso della arcidiocesi di San Paolo, 21-7-1940).

E nel 1957 scrisse ancora: "Ci sembra che non è stata richiamata abbastanza l'attenzione sul carattere condizionale delle profezie di Fatima. In esse si afferma con solare chiarezza che queste cose (i castighi) avverranno se l'umanità non farà penitenza per i suoi peccati. Così, all'umanità intera e ad ogni uomo in particolare spetta la possibilità di fermare il castigo che è già in corso di realizzazione. Basta abbandonare il vizio e far penitenza. Tuttavia, se ciò non si farà, non basteranno feste religiose, né preghiere, né angosce, né paure. Il castigo verrà". ("Spetta agli uomini fermare l'imminente castigo", "Catolicismo", maggio 1957).

Per via di eventi noti a tutti, non si può ritenere catastrofismo affermare che abbiamo vissuto un secolo di tribolazioni e di sangue, un secolo che d'altronde si è allontanato dalle vie del Signore. E' realismo invece credere, alla luce della fede e del buon senso che, senza conversione, la sofferenza dell'umanità sarà destinata ancora ad aumentare. Comunque vadano le cose, dobbiamo essere sempre più illuminati dalla speranza che prima o poi, dopo le catastrofi preannunciate dalla Madonna a Fatima nel 1917 e in grande parte già verificatesi, si avvererà anche la più sublime parte del suo messaggio: "Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà".