"Spunti" settembre 1999

Sommario

 

  • Carovana di Luci sull'Est in Italia: "ottimi frutti caratteristici delle grandi scosse della grazia"
  • Luci sull'Est in Kyrgystan
  • I lettori ci scrivono
  • Un nuovo traguardo di "Luci sull'Est": "Fatima, Messaggio di Tragedia o di Speranza?" in croato
  • Albania, Lituania, Russia: tre diversi momenti di uno stesso apostolato
  • La potenza dell'arma del Rosario: quando senza armi né sangue l'Austria si liberò dei comunisti invasori
  • Santa Teresina del Bambin Gesù, patrona dei cattolici russi e delle missioni: la sua vocazione e la sua vera pietà

Carovana di Luci sull'Est in Italia:
"ottimi frutti caratteristici delle grandi scosse della grazia"

E' straordinario come la Madre di Dio ricolmi maternamente di grazie coloro che accolgono le visite della immagine della Madonna di Fatima, da Luci sull'Est promosse incessantemente per tutta la penisola.

Di quali grazie si tratta?

Con uno sguardo pieno di purezza, di compassione, di perdono e di affetto, che sembra dire: "Figliolo mio, figliola mia", la Madonna fa capire alle anime di ogni ceto il perché delle loro sofferenze, il perché hanno bisogno di un ausilio dall'alto. Ella ispira alle menti pensieri soprannaturali come mai era prima accaduto loro. E' una consolazione, una forza d'animo per far fronte alle vicende quotidiane che tendono a sopraffarci e apprimerci ad ogni momento.

Nei mesi di marzo e maggio, la carovana di "Luci sull'Est" ha toccato le seguenti località:

* Milano

* Sesto S. Giovanni (MI)

* Arese (MI)

* Cassina de' Pecchi (MI)

* Legnano (MI)

* Lissone (MI)

* Segrate (MI)

* San Donato Milanese

* Busnago (MI)

* Casalmaiocco (LO)

* Varese

* Castiglione Olona (VA)

* Verghera (VA)

* Besozzo (VA)

* Busto Arsizio (VA)

* Gallarate (VA)

* Golasecca (VA)

* San Macario (VA)

* Bellano (LC)

* Cernusco S/N (MI)

* Narni (TR)

* Roma

* Napoli

* S. Giorgio a Cremano (NA)

* Torre del Greco (NA)

* Afragola (NA)

* Poggiomarino (NA)

* Ponticelli (NA)

* Cardito (NA)

* Angri (NA)

* Sarno (SA)

* Striamo (SA)

* Nocera Inferiore (SA)

* Pagani (SA)

* Cava de'Tirreni (SA)

* Piombino (LI)

* Follonica (GR)

* Suvereto (LI)

* S. Vincenzo (LI)

* Massa

* Massa Maritima

* Porto Azzurro (Elba)

* Rio Marina (Elba)

* Riotorto (LI)

* Valpiana (GR)

* Monteverdi Maritimo (PI)

* Capoliveri (LI)

* Carinola (CE)

* Ventaroli (CE)

* S. Croce di Carinola (CE)

* S. Donato di Carinola (CE)

* Genova

* Voltri (GE)

* Crema (CR)

Con la protezione della Divina Provvidenza, quando voi riceverete il presente numero di "Spunti" altre località avranno già ricevuto questa Madonna pellegrina di Fatima, che avrà fatto tanto altro bene a innumerevoli anime "ad majorem Dei gloriam".

"Maria appariva davvero l'irresistible battistrada"

Dal periodico passionista "Famiglia d'Impegno Cristiano", luglio/99:

Dietro alla "Madonnina di Fatima" nell'incantevole isola dell'Elba

Una esperienza missionaria di cui non avevo mai avuto, fin qui eccessiva fiducia, e che, invece, alla prova dei fatti, si è rivelata ricca di grazia per il popolo; soprattutto per anime alla ricerca di una spiritualità solida, tipica della nostra FDIC.

Non è un mistero per nessuno che nella nostra Famiglia d'Impegno Cristiano si usa un attegiamento di riserva nei confronti di parecchie iniziative di devozione popolare italiana, specialmente mariana, quando si presentano assolutamente, o quasi, prive di contenuti formativi, per coloro che vi dedicano tempo, spese e speranze. Ebbene, questa volta, c'è stata una consolante sorpresa. Cioè si è visto che, anche partendo da devozioni piuttosto indulgenti verso il sentimentalismo religioso, se si riesce ad attivare una decisa opera di evangelizzazione e catechesi, nel caso su tematica mariana, se ne vedono ottimi frutti, non identificabili con certe esteriorizzazioni della pietà cristiana, ma caratteristici delle grandi scosse della grazia. (...)

Forse non tutti voi sapete che, in questi ultimi tempi, alcune statuine della Madonna di Fatima stanno girando il mondo cattolico, anzi si sono spinte fino ai confini della stessa Russia, diciamo la Lituania. Non è dunque il simulacro di Fatima, ma calchi effettuati su di essa. Ebbene sono sorte delle potenti organizzazioni, prevaletemente laicali, che si sono fatte carico di attivare questi pellegrinaggi straordinari, di cui una fondata da un noto esponente cattolico del Brasile, Plinio Corrêa de Oliveira. (...)

Verso la metà di aprile u.s. un signore di Piombino (...) mi ha chiesto di andare, o mandare qualcuno dei nostri Padri, a predicare nei vari centri della Maremma toscana e nell'Elba, dove si apriva una serie di questi pellegrinaggi mariani. Non sapendo neppure bene al dettaglio come stavano le cose, mi sono accontentato delle linee generali e personalmente ho accettato (d'accordo con i rispettivi parroci) solo alcuni centri. (...)

A parte le iniziative specifiche dei singoli centri, il quadro è risultato in questi termini: (...) nelle ore libere del mattino e del pomeriggio, confessioni e colloqui spirituali con chi li avesse richiesti. Moltissime le richieste.

Quello che si è visto, ha dell'incredibile: tematiche impensabili per le Missioni e solo paragonabili alle nostre Settimane o Corsi estivi della FDIC, venivano accolti con vivacità e calore da gente che si diceva colpita da rivelazioni mai pensate, bench‚ sempre desiderate... Maria appariva davvero l'irresistible battistrada, per proposte che generalmente nelle parrochie non si osa formulare in pubblico, e che, al contrario, risultavano seducenti, coinvolgenti come non mai.

"Prodigiosa immagine della Madonna di Fatima che ha risvegliato la fede in tanti cuori"

Da uno degli innumerevoli parroci che ringraziano Luci sull'Est:

"Con la presente desidero esprimere tutta la mia gioia e la mia commozione per l'accoglienza devota attribuita da tutta la mia comunità alla dolce e prodigiosa immagine della Madonna di Fatima che ha risvegliato la fede in tanti cuori che da molto non si avvicinavano al Signore sopratutto nella processione di venerdì sera 14 maggio c.a. e desidero ringraziare le persone che fanno parte della vostra prestigiosa Associazione per il modo con cui seguono la Madonna, e per come pregano e per come danno buon esempio. Auguro a nome mio e di tutta la mia comunità un grande apostolato ovunque l'immagine benedetta vienne portata e alla vostra Associazione un grande e fecondo apostolato. In fede porgo saluti e ringraziamenti. - E.C. / Valpiana.

Luci sull'Est in Kyrgystan

Nelson Fragelli
Inviato di Luci sull'Est

La prima cosa che colpisce di Bishkek, la capitale del Kyrgystan, è la sua calma. Poca gente percorre i suoi grandi viali, poche sono le macchine che si vedono in giro. E poi si tratta di macchine vecchie, che destano ricordi e nostalgia di un tempo che fu, come certi obsoleti modelli qui da noi. La gente è affabile e ha un tratto sincero, onesto, non condizionato da quegli stereotipi cinematografici, televisivi o pubblicitari, che tanta pressione esercitano sugli occidentali, preoccupati di essere sempre alla moda. Per nulla curiosi, sono tuttavia per indole accoglienti e facilmente si accattivano la simpatia degli stranieri con un'allegra e spontanea sollecitudine verso i loro ospiti. Il Kyrgystan è un paese indipendente, nato dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, dieci anni fa circa. Situata in Asia Centrale, a nord dell'India e ai confini con la Cina, la terra dei Kirghizi è montuosa, arida, con laghi di smagliante bellezza, incastonati in mezzo alle montagne.

Il popolo praticò il nomadismo fino alla dominazione sovietica. Ottimi cavalieri dediti alla pastorizia, vivevano in tende e indossavano abiti di lana dai colori vivaci, ma dallo stile austero. I capi delle tribù discendevano dai guerrieri di Gengis-Khan. Abbiamo potuto aprezzarne le fotografie al museo storico: sguardi dominatori, fieri, patriarcali, pronti a difendere la loro gente.

Sotto il communismo, nobili fucilati o esilati

Dopo la Rivoluzione del 1917, l'organizzazione tribale venne smantellata dal comunismo perché incompatibile colla "dittatura del proletariato". Stalin li sottomise in modo brutale, vietando il loro nomadismo e rinchiudendoli nelle fabbriche. I loro capi, tuttavia, non intendevano rinunciare alle loro fiere e antiche tradizioni, e protestarono. Furono sterminati senza pietà, mentre buona parte del popolo veniva deportata. Era la pulizia etnica dell'epoca staliniana. Deportata la sua gente, il Kyrgystan diventò anch'esso destinazione di deportazioni. Vi finirono altre umanità dolenti della Grande Russia. I loro discendenti ci sono ancora, hanno adottato per patria la terra di esilio.

Una signora, alta funzionaria dell'Università e nipote di nobili russi, rimpiange la sua terra di origine. I suoi nonni, proprietari terrieri nel Caucaso, furono deportati in Kyrgystan dai rivoluzionari bolscevichi e poco dopo fucilati. Le ho chiesto con delicatezza se avessero forse complottato. "Non hanno fatto niente contro i marxisti - mi ha detto - i miei nonni sono stati fucilati ed i miei genitori costretti all'esilio, perché nobili". Oggi lei ama il Kyrgystan, e a ragione, perché ci sono tutte le premesse per una vita di prosperità e libertà in questa sorta di terra promessa.

Tremenda povertà spirituale:

la gente è affamata, non solo di pane, ma di una ragione di vita

Praticamente non ci sono cattolici nel paese. Teoricamente la maggioranza è musulmana, ma ammettono senza difficoltà: "Siamo in realtà atei". Una volta ho domandato ad uno dei nostri accompagnatori di quale religione fosse. Sorpreso, mi ha risposto non senza esitazione: "Sono musulmano, anzi ateo". Ho capito che sono ancora temi inusitati in una ex-repubblica sovietica. E chissà per quanto tempo ancora lo saranno.

Mons. Jan Pavel Lenga, Amministratore apostolico del Kazakhstan - con giurisdizione anche su Kyrgystan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan - ha concesso a "Fides" un'intervista alquanto significativa:

"Oggi la gente si trova in una tremenda povertà spirituale. Direi che le loro necessità spirituali sono persino più grandi di quelle materiali. Sono stati indottrinati nell'ateismo. Le giovani generazioni sono nate in quella situazione ed ora la gente ha bisogno di essere aiutata a superare l'ideologia comunista che li ha riempiti di vuote promesse lasciandoli nauseati. Ora sono affamati, non solo di pane, ma di una ragione di vita. Si chiedono: quale religione devo abbracciare, dov'è la verità, cosa è giusto? Noi dobbiamo indicargli dove si trova la verità ed aiutarli a trovare il significato della vita. Essi cercano i più alti ideali. Prima gli era stato detto "il vostro dio è il Partito Comunista", ora sono in cerca di una religione e non sanno cosa cercare o come trovarla. Ma la gente vuole conoscere. (...) Un sacerdote autentico vive per la gente, offre la sua vita per loro, dimostra che è preoccupato per loro. I sacerdoti e i religiosi aiutano la gente non per se stessi, ma per la gente. Queste non sono parole, ma è la realtà. (...) Se non li aiutiamo lungo la strada giusta che porta alla verità, verrano altri e riempiranno il vuoto. (...) I più importanti sono i sacerdoti al servizio dei fedeli e poi l'aiuto finanziario. Se abbiamo per primo l'aiuto finanziario ciò rovinerà la nazione. La gente non diventerà più forte spiritualmente" ("Fides", 6 giugno 1997).

Il contributo di "Luci sull'Est" per soddisfare questa fame spirituale

Per il tramite di un sacerdote missionario, Mons. Michael Schmitz, "Luci sull'Est" ha contribuito alla nascita di un centro cattolico e adesso collabora con la Università di Bishkek nella creazione della cattedra di "Teologia e Cultura Occidentale". Uno spiraglio di luce nelle tenebre neopagane lasciate dal bolscevismo.

Il rettore dell'università ci riceve con espressioni di gratitudine, e senza pregiudizi verso il cattolicesimo. L'università vuole intensificare i rapporti con i cattolici dell'occidente. "Secondo un detto russo - ci dicono nel campus - la piazza non rimane mai vuota. Fallito il comunismo, o dall'occidente ci danno una mano o il comunismo può ritornare. Non conosciamo altro sistema." Una bella sfida per noi; ci riusciremo?

In questa fase post-sovietica il popolo ha più che mai sete di religiosità. L'indottrinamento ateo del PC non c'è più. In compenso c'è più affluenza ai luoghi di culto. I divertimenti sono scarsi. Quasi non ci sono cartelloni e insegne che pubblicizzino ristoranti o cinema. Le edicole hanno poco materiale a disposizione e quindi si conversa di più.

Soprattutto i giovani riflettono più che da noi. Ciò è tipico di chi ha sofferto molto. Nonostante l'ateismo imposto per decenni dal sistema sovietico, i kirghizi non hanno mai abbandonato l'idea che dalla religione può arrivare un vero sollievo, una spiegazione superiore e consolante pur nelle dure circostanze della vita. Ma manca loro quasi tutto per conoscere le Sacre Scritture, la Chiesa, il suo Magistero e la sua Storia. Mancano catechisti, libri, sale di conferenze e, inanzitutto, sacerdoti. Tutti questi bisogni incoraggiano "Luci sull'Est" ad andare avanti: interessarsene fa parte dell'universalità della nostra vocazione di cattolici, ai quali Nostro Signore ha comandato di "andare ad ammaestrare tutte le genti".

I lettori ci scrivono

"Non sapete quanto aiuto mi sta dando questo meraviglioso
"Trattato della Vera Devozione a Maria"

Grazie veramente, con umiltà e gratitudine ringrazio per i doni che mi fate. Non sapete quanto aiuto mi sta dando questo meraviglioso "Trattato della vera devozione a Maria" di San Luigi Maria da Montfort. Sinceramente io non sono degna di tanto! Anch'io pregherò per voi. Sinceri e affetuosi saluti. R.M.D.B. - Todi (PG)

"Un piccolo libro fascinoso e suggestivo che ci fa conoscere l'amore della
Beata Vergine Maria per la Umanità"

Grazie della Vostra pubblicazione "Giacinta di Fatima, la pastorella della Madonna": trattasi di una pubblicazione attraente con tante illustrazioni semplici, soavi e delicate inerenti la vita in campagna di gente umile, così come la ha concepita la Divina Mente del Creatore: in un ambiente naturale, limpido e sereno e di largo respiro; (...) il tutto in occasione delle vicende inerenti le apparizioni della Beata Vergine Maria ai tre pastorelli Francesco, Giacinta e Lucia di Fatima, e delle apparizioni dell'Angelo del Portogallo.

Ma - quel che fino'ora non è stato detto - il lettore resta ammirato sopratutto dalle doti di mansuetudine e di maturità di una pastorella ancora bambina, Giacinta dotata di notevole bontà e virtù: virtù di cui tutti noi in fondo al nostro animo siamo potenzialmente dotati, ma che non sappiamo manifestare e praticare...

Giacinta (...) penetra nei cuori dei bambini e degli adulti e infonde occasioni di preghiera, e ci induce al corretto comportamento nella vita quotidiana.

Oltretutto Giacinta ci persuade a ravvicinarci a Dio, a disporci ad onorarLo e servirLo secondo la Sua Volontà.

Trattasi dunque di un piccolo libro fascinoso e suggestivo che nell'idilio di un tenor di vita semplice e nella esaltazione poetica di carattere pastorale e campestre ci fa conoscere l'amore della Beata Vergine Maria per la Umanità; e a mezzo di umili creature, quel libricino induce tutti noi ad elevare pensieri di lode a Dio e alla preghiera, ed alla riparazione dei peccati.

Apprendiamo così che Giacinta è rivolta a tutti noi, e particolarmente è rivolta alla gioventù, e suggerisce di praticare la devozione alla Beata Vergine Maria. (...)

Ringrazio ancora del libretto e manifesto il mio sentimento di sincera adesione alla iniziativa di divulgare fra i giovani il libricino: nella certezza che il buon seme darà sicuramente i suoi buoni frutti, e nel desiderio che la pubblicazione in oggetto possa diffondere fra i piccoli e anche fra i grandi la pratica della devozione al Cuore Immacolato di Maria. M.S.L. - Bari.

"Il regalo più bello della mia vita"

Sono una devota della Madonna di Fatima, e vi scrivo questa lettera per ringraziarvi moltissimo di avermi spedito il Rosario della Madonna e la meravigliosa corona per recitare il Rosario. Quel Rosario per me è stato il regalo più bello della mia vita e lo recito due volte al giorno per onorare la Madonna. Non trovo parole per ringraziarvi di tutto, comunque vi sarò sempre riconoscente. Ringraziandovi ancora una volta con tutta la famiglia, io vi mando i più cordiali saluti. M.E.G. - Melfi (PZ)

"Si respirava aria di Paradiso"

La visita di Maria Santissima nella nostra casa in Genova, nel pomeriggio del 6 maggio u.s., nell'imminenza dell'anniversario della Sua apparizione a Fatima, è stata un avvenimento straordinario e imprevisto che abbiamo vissuto con immensa gioia e commosione.

Mai avremmo sperato in una grazia così grande, che la Madre del Nostro Signore venisse a noi...

Molti abitanti nel palazzo e nel rione e molti amici vi sono uniti a noi per accogliere con filiale devozione la Madonna. Dopo aver anunziato la bellissima Effigie ed averla sistemata su un altare allestito per Lei nel punto più prestigioso della casa, abbiamo recitato utti insieme il S. Rosario ed altre lodi, preghiere e canti, con raccoglimento e fervore, guidati da un Sacerdote intervenuto alla riunione.

Si respirava aria di Paradiso.

Il suo sguardo materno ha raggiunto i cuori, recando a tutti consolazione e sollievo ed aprendo gli animi alla speranza. Dall'Immagine emanava sensibilmente l'affetto che la Santa Vergine nutre per ciascuno dei suoi figli.

Certo ha ascoltato i desideri più intimi.

Fino a sera è stato un sollecito alternarsi di gruppi, famiglie e coppie amiche per rendere omaggio alla Sacra Effigie con preghiere e canti.

Abbiamo vissuto un'esperienza bellissima che continuerà ad illuminare la nostra vita come un magnifico dono di Dio, che ci ha offerto l'occasione di dare la nostra testimonianza di fede.

Anche se l'Immagine della Madonna di Fatima ha ripreso il suo cammino missionario verso altre mete, la Santa Vergine è rimasta nella nostra casa con la sua presenza ineffabile.

Nei giorni seguenti gli interventi alla riunione ci hanno espresso la loro commosione e soddisfazione per aver partecipato allo splendido incontro.

Grazie per aver pensato a noi ed averci compreso nel vostro programma. Con viva cordialità e stima, A. e M.B. - Genova.

Avvisi

* Nelle lettere di richiesta di materiale si prega gentilmente di scrivere nominativo e indirizzo in stampatello, unitamente al numero di telefono, se possibile. Così speriamo poter inviare il materiale senza ritardo e sicuri di non succedere involuntari sbagli nella consegna postale.

* D'ora in poi sarà possibile contattarci anche per posta elettronica, al seguente indirizzo: luci-rm@iol.it.

* A causa delle vacanze estive, la presente edizione di "Spunti" è stata chiusa a luglio per evitare eccesivi ritardi.

Un nuovo traguardo di "Luci sull'Est":

"Fatima, Messaggio di Tragedia o di Speranza?" in croato

Nell'ambito dello sviluppo delle attività finalizzate ad una sempre maggiore diffusione del messaggio della Madonna di Fatima - primo passo per consentire alle persone di esaudire i suoi appelli alla conversione e così evitare quei castighi da Lei profetizzati per gli impenitenti - "Luci sull'Est" ha appena mandato in stampa una traduzione in croato di questo best-seller internazionale (v. "Spunti" giugno/99). Autore della prefazione è il Cardinale Franjo Kuharic, arcivescovo emerito di Zagabria; ne riportiamo un brano riguardante il rapporto tra Fatima e i Vangeli.

"La ufficiale rivelazione pubblica - afferma Mons. Kuharic - è terminata con la morte dell'ultimo apostolo. Questa Rivelazione di Dio ci obbliga a confessare la fede, ciò che le rivelazioni private non esigono. (...) Da parte del fedele sarebbe, però, un atto troppo alla leggera rifiutarle con un semplice gesto di mano, come per scuotersi la polvere. Tutto ciò che Dio fa, lo fa per salvare l'uomo, per convertirlo, per riscattarlo dal male alla vita nuova con Dio. E' una grande irresponsabilità rifiutare la grazia di Dio. (...)

"Quante grazie di conversione e di pacificazione ricevono i pellegrini a Fatima, come pure negli altri santuari della Madonna sparsi in tutto il mondo! I fatti ed i messaggi raccontati in questo libro ("Fatima, Messagio di Tragedia o di Speranza?") si ricollegano a quelle parole di Cristo nel Vangelo: "Convertitevi e credete nel Vangelo" (Mc. 1, 15).

"Meditiamo d'altronde sull'ammonimento di Gesù scritto da S. Luca. Pilato aveva fatto uccidere alcuni Galilei, il sangue dei quali si era mescolato con quello delle vittime offerte ai loro dei. Poco tempo dopo, la torre di Siloe era crollata uccidendo alcuni ebrei. Gesù commenta: "Pensate forse che questi Galilei che furono uccisi erano più peccatori degli altri? No, vi dico, ma se non vi convertirete finirete come loro. O quelle diciotto pesone sulle quali la torre di Siloe cadde uccidendoli, pensate forse che fossero più colpevoli degli altri giudei? No, vi dico. Ma se non vi convertirete, perirete tutti nello stesso modo" (Lc. 13, 1-5).

"Questi ammonimenti di Gesù risuonano nei messaggi della Madonna di Fatima. Questi messaggi sono rivolti alla blasfema superbia del mondo che, pur commettendo peccati, si considera "immacolato", mentre la parola di Dio afferma: "La superbia inizia ad agire quando l'uomo rinnega Dio e nel suo cuore rifiuta il suo Creatore" (Sir. 10, 12). (...)

"Già nella prima apparizione la Beata Vergine Maria ha domandato ai piccoli e umili bambini: "Volete offire a Dio tutte le vostre sofferenze che Egli vi manderà per soddisfazione dei peccati con i quali è offeso il Signore e per la conversione dei peccatori?" I piccoli veggenti rispondono pronti: "Sì, lo vogliamo". Rispondiamo anche noi così!"

Nel momento in cui scriviamo queste righe, stiamo finendo i preparativi per le carovane di "Luci sull'Est" che visiteranno Croazia, Bosnia, Polonia e altri Paesi dell'Est. Per il buon esito di queste iniziative, contiamo sulle preghiere e sui sacrifici dei nostri amici, compresi quelli che si compiono a nostra insaputa, ma che sono perfettamente conosciuti dal Creatore. Ed è questo ciò che più conta, perché nessuno è un eroe anonimo agli occhi di Dio.

Giacinta e Francesco:

promulgato il decreto sul miracolo

Il 28 giugno 1999, alla presenza di Giovanni Paolo II, è stato promulgato il decreto che certifica l'autenticità di un miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Francesco Marto e della Venerabile Serva di Dio Giacinta Marto, i due giovani veggenti di Fatima (v. "Osservatore Romano", 28-29 Giugno 1999).

Il miracolo approvato dalla Congregazione delle Cause dei Santi consiste nella guarigione, avvenuta a Leiria (Portogallo), di una donna di 67 anni, Emilia dos Santos, che viveva paralizzata da ben 22 anni, e che è tornata a camminare nel 1997.

Secondo gli osservatori, il fitto programma di Giovanni Paolo non consentirà di procedere alla beatificazione dei due pastorelli di Fatima prima del Duemila.

Voglia la Madonna disporre le cose in modo tale che Giacinta e Francisco possano assurgere l'onore degli altari il più presto possibile!

Albania, Lituania, Russia:
tre diversi momenti di uno stesso apostolato

Albania: soccorso spirituale e materiale

* E' in stampa in lingua albanese il "pacco devozionale" contenente una Coroncina ed un libretto illustrato. L'iniziativa di Luci sull'Est, che conta sul sostegno dei vescovi albanesi, mira a favorire una maggior diffusione della preghiera del S. Rosario nella terra che ha per patrona la Madonna del Buon Consiglio. Per chi non lo ricordasse, il suo affresco originale e miracoloso si venera a Genazzano, presso Roma (v. "Spunti" settembre/98).

* Dietro precisa richiesta, Luci sull'Est ha accettato di bon grado di venire in aiuto dell'Associazione Nazionale di Beneficienza "Madre Teresa" di Durazzo (Albania), che si occupa dell'assistenza a favore delle vittime del conflitto in Kosovo (v. la lettera di ringraziamento riprodotta in questo numero di "Spunti").

Le carovane estive di "Luci sull'Est":
Polonia, Ucraina, Paesi Baltici...

Da sei anni "Luci sull'Est" organizza spedizioni estive, composte da giovani volontari, che percorrono in lungo e in largo l'immensità del territorio ex-sovietico.

Con la grazia di Dio, contiamo questa estate di realizzare 4 carovane che percorrano quelle vaste terre, facendo una intensa diffusione della devozione alla Madonna. Fra gli oggetti religiosi che contiamo di diffondere, c'è la Medaglia Miracolosa, corredata da un foglio illustrativo.

Nel prossimo numero di "Spunti", i nostri lettori riceveranno un resoconto su come sono andate le nostre carovane. Rinnoviamo quindi le nostre richieste di preghiere per il buon esito di queste iniziative, affinch‚ esse si svolgano per il più presto avvicinamento del trionfo del Cuore Immacolato e Sapienziale di Maria in Russia, nell'Italia e in ciascuno di noi tutti.

Lituania: distribuite 2.000 immagini della Madonna di Fatima

* In occasione della festa dell'Annunciazione (25 marzo), sono state distribuite ben 2.000 immagini della Madonna di Fatima ad Alytus, nella chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice.

Russia: grande richiesta del libro "Fatima, Messaggio di Tragedia o di Speranza?"

* Qui sotto, un locale della posta di Kaisiadorys (Lituania), con i pacchetti dei libri sul messaggio di Fatima spediti in Russia nel marzo scorso. In un anno, sono state inviate 90.000 copie.

* Nel mese di giugno, un volontario di "Luci sull'Est" ha consegnato a Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, Amministratore Apostolico della Russia europea, una immagine della Madonna di Fatima alta un metro, perché venisse posta in una chiesa di sua scelta.

Sebbene la Federazione Russa crei forti ostacoli burocratici alle congregazioni religiose cattoliche (mentre, ad esempio, i testimoni di Geova possono operare senza incontrare difficoltà) non manca qualche segno di speranza per i cattolici di quelle terre. Tre nuovi sacerdoti del seminario di San Pietroburgo, riporta "L'Osservatore Romano" (17.4.99), sono stati ordinati nel maggio scorso ed altri due lo saranno l'anno prossimo. I primi dopo 82 anni! Il seminario, diretto dal veronese Mons. Antonini, ha più di settanta studenti provenienti da tutti gli angoli dell'immenso ex-impero sovietico.

La potenza dell'arma del Rosario

 

Quando senza armi n‚ sangue l'Austria si liberò dei comunisti invasori

Nel maggio 1955 la crociata riparatrice del Santo Rosario alla Madonna Pellegrina di Fatima ottenne uno straordinario prodigio: la partenza delle truppe russe dal territorio austriaco

A causa della grave decadenza della fede e dei costumi, nel 1917 a Fatima la Madonna chiese al mondo, tramite tre pastorelli, il pentimento dei peccati, il cambiamento di vita, preghiera e penitenza. Se il mondo l'avesse ascoltata, ci sarebbe stata la pace. Altrimenti, sarebbero esplose nuove guerre, la Chiesa sarebbe stata perseguitata, il Santo Padre avrebbe avuto molto da soffrire, molte nazioni sarebbero state annientate. A conferma della veridicità del Messaggio, nell'ultima apparizione dell'ottobre 1917 la Madre di Dio operò un portentoso miracolo, di fronte a migliaia di persone: il sole cominciò a roteare, dando l'impressione di precipitare sulla terra. Dopo questo prodigio, nessun altro evento è stato altrettanto miracoloso quanto un fatto di cui poco si parla nella storia contemporanea: l'inspiegabile ritiro delle truppe sovietiche dall'Austria 44 anni fa.

L'Umanità è sorda alle richieste della Madonna

Purtroppo dobbiamo constatare che il cambiamento di vita richiesto dalla Madonna non c'è stato. Anzi, i comandamenti divini sono rispettati ancor meno adesso che nel 1917. La Provvidenza Divina tutto vede, tutto registra.

Dopo la II Guerra Mondiale, nel mondo non sono cessati conflitti e convulsioni: il totale delle loro vittime è già cinque volte superiore a quello dell'ultima guerra. Abbiamo già trattato la sofferenza della Chiesa in paesi a regime islamico: è questa in tanti casi la dura e triste realtà contemporanea. Ma che sarebbe successo se avessimo esaudito le richieste della Madonna a Fatima?

Nella storia austriaca del dopoguerra la Provvidenza ci dà un esempio di quello che accade quando si ascoltano gli appelli della Madre di Dio.

La triste situazione dell'Austria

Dopo l'annessione dell'Austria alla Germania nazista nel 1938, entrambe le nazioni rimasero accomunate in un destino assai simile, tanto che i crimini dell'una furono attribuiti anche all'altra e, in realtà, le malefatte dei militari austriaci spesso si sommarono a quelle dei tedeschi. Già dal '43 gli alleati pensavano alle misure da prendere contro l'Austria, arrivando persino ad ipotizzare una eventuale liquidazione, con la spartizione del suo territorio fra le nazioni circostanti.

Alla fine fu deciso di occuparla a tempo indeterminato e dividerla in quattro zone di occupazione, da dare rispettivamente a Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Unione Sovietica. A quest'ultima spettò la Bassa Austria, comprendente la capitale Vienna con la parte più ricca per agricoltura, petrolio e industria.

Nonostante le colpe molto più grandi del vicino teutonico, dopo l'allentamento delle misure di controllo la Germania occidentale cominciò poco dopo a manifestare segni di grande ripresa. L'Austria invece aveva una autonomia molto ridotta e i russi fomentarono, fra il settembre e l' ottobre 1950, un colpo di stato comunista a Vienna al fine di assumere il controllo di tutto il paese.

Inoltre, nel clima di guerra fredda, i sovietici non avevano nessuna intenzione di abbandonare il controllo della parte occupata, come accadeva, del resto, in tanti altri paesi dell'Europa Orientale. E' infatti noto che, almeno fino alla fine degli anni Ottanta, i russi non hanno mai lasciato di loro spontanea volontà il controllo politico delle zone occupate alla fine della guerra.

Uno stesso consiglio della Madonna in due occasioni diverse: Fatima 1917 e Mariazell 1946

In questo fosco scenario, il 2 febbraio 1946, festa della Candelora, il frate cappuccino Petrus Pavlicek aveva deciso di recarsi al principale santuario mariano del paese, Mariazell, al fine di pregare con insistenza ai piedi della Madonna, chiedendogli lumi sul modo di soccorrere gli urgenti bisogni del suo popolo. Ad un certo momento, sentì con tutta chiarezza una voce interiore che gli diceva: "Fate quel che vi dico e avrete la pace". Soltanto più tardi egli saprà che sono le stesse parole dette dalla Madonna ai tre pastorelli di Fatima. Per tutt'un anno cercò di capirne il senso, per trovare il modo di esaudirle.

Fu tuttavia nel febbraio 1947 che ebbe l'idea di promuovere un grande movimento di preghiera, riunendo persone che si impegnassero a dire il rosario in ore diverse, di modo che per tutto l'arco delle 24 ore non si cessasse di chiedere alla Madonna la conversione dei peccatori, la pace nel mondo e specialmente la liberazione dell'Austria.

Con l'autorizzazione dei suoi superiori, ma senza alcun sostegno economico giacch‚ la guerra aveva lasciato l'Ordine in cattive acque, Pavlicek iniziò a percorrere il paese in lungo e in largo predicando la sua iniziativa letteralmente da tutti i pulpiti. Tramite i buoni uffici del vescovo di Leiria-Fatima, ottenne un'ulteriore copia della statua della Madonna pellegrina di Fatima dallo stesso scultore che aveva realizzato quelle precedenti. Questa statua, entrata in Austria dalla Svizzera, lo accompagnava sempre e le adesioni si moltiplicavano in ogni città e villaggio. Padre Petrus diede al movimento il nome di "Crociata Riparatrice del Santo Rosario", ma per non scatenare la repressione da parte delle autorità russe, chiedeva ai partecipanti di pregare per la pace mondiale e la conversione dei peccatori. Tuttavia non c'era nessuno che non capisse che la pace cominciava proprio dalla liberazione della madrepatria.

Un motivo centrale della predicazione era lo stesso indicato dalla Madonna a Fatima nel 1917: la conversione dei peccatori. Insisteva perché i suoi ascoltatori ricevessero il sacramento della penitenza, tanto che percorrendo 11 villaggi della regione di Amstetten, ascoltò 5.700 confessioni. In un'altra opportunità, rimase nel confessionale per ben 72 ore ininterrotte!

Innumerevoli peccatori incalliti si convertirono grazie allo zelo di padre Petrus, che possedeva un dono particolare per ottenere questa grazia, non senza una certa abilità. In un occasione un pover'uomo tirava in salita un pesante carro pieno di fieno e senza essere visto, proprio grazie alla grande quantità di fieno, l'umile cappuccino si mise a spingere il carro. Soltanto a strada finita, l'uomo si accorse dell'accaduto e disse: "Adesso capisco perché sembrava così leggero." Padre Petrus vi trovò il pretesto per una conversazione che finì in confessione. Un'altra volta ancora, preparandosi per celebrare la Messa in un villaggio, notò che in Chiesa c'erano soltanto donne. Chiese dove stessero gli uomini e i bambini e si sentì rispondere che in quel posto era loro abitudine entrare in chiesa alla fine della predica. Già vestito dei paramenti, uscì all'esterno e disse: "O venite dentro, o vengo a celebrare qui fuori." Così finì questa cattiva usanza.

La Crociata attecchisce fra il popolino e poi anche in alto loco

Il p. Petrus iniziò nel settembre 1948, nella Chiesa dei Cappuccini di Vienna, gli Atti di devozione riparatrice: Messa, predicazioni, confessioni, benedizione dei malati e recita del rosario. A volte questi "atti" duravano cinque giorni consecutivi! Egli li chiamò Assalti di preghiera: "La pace ‚ un dono di Dio e non dei politici, e i doni di Dio si ottengono con la preghiera", cioè, la grazia andava ottenuta "assalendo" Dio con la preghiera, così come i soldati conquistano una fortezza prendendola d'assalto. Il 13 di ogni mese organizzava processioni con la statua della Madonna di Fatima, le quali col tempo diventarono sempre più affollate, tanto che il 12 settembre, festa del Santo Nome di Maria, si decise di organizzare una grande processione col concorso di tutte le parrocchie della capitale. Come si sa, la festa era stata istituita dal Beato Innocenzo XI, per commemorare l'intervento della Madonna in occasione dell'assedio dei turchi a Vienna nel 1683. Data altamente simbolica, dunque: questa volta l'Austria era minacciata non dalla mezzaluna islamica, ma dalla stella rossa comunista. La situazione andava nuovamente affidata a Maria.

Nel 1948 p. Petrus cercò di coinvolgere nelle processioni anche l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Innitzer. Il Cardinale, che già non aveva visto di buon occhio l'arrivo della Madonna di Fatima nella Chiesa dei Cappuccini dicendo che "la Madonna era una sola", alla fine fu costretto ad arrendersi davanti al grande successo del movimento, unendosi poi alle processioni. Anche il cancelliere Leopold Figl rispose all'invito presentandosi con candela e corona alla mano insieme ad altri membri del suo gabinetto. Una volta egli ebbe a dire a p. Petrus: "Anche se dovessimo essere presenti soltanto noi due, verrei lo stesso: la Patria lo esige!" Anche il suo successore, il cancelliere Julius Raab, partecipò alle manifestazioni mariane.

Il movimento cresceva sempre di più e dall'Austria iniziava a straripare in Germania e Svizzera. Fino al 1955, più di 500.000 austriaci (all'epoca il paese aveva 5 milioni di abitanti) avevano alimentato un assordante tuono di preghiere che, giorno e notte, saliva al Cielo supplicando la liberazione dell'Austria, la conversione dei peccatori e la pace.

Nello stesso periodo si svolgevano a Londra le conferenze di pace fra la delegazione austriaca e le nazioni vincitrici della guerra: in 260 sedute in otto anni non si era giunti ad alcun risultato concreto. La Guerra Fredda si andava intensificando e il comunismo stringeva ovunque il suo pugno di ferro; sembrava che Dio volesse provare la fiducia di coloro i quali tanto anelavano alla liberazione del loro paese.

"Siamo liberi, grazie a Te, Maria"

Superata la prova, la grazia è concessa. Il 24 marzo 1955 le autorità sovietiche convocarono quelle austriache a Mosca e, prima di partire, il cancelliere Raab chiese a p. Petrus : "Per favore, faccia pregare i suoi fedeli più che mai", prevedendo che si sarebbe deciso il futuro della nazione. Dopo rapidi colloqui, avviene l'impossibile: in modo inatteso, i russi annunciano di voler ritirare entro tre mesi le loro truppe. Il 15 maggio le quattro potenze vincitrici siglano il Trattato che concede l'indipendenza definitiva al paese. L'Austria era nuovamente libera. Un fatto veramente senza precedenti nella storia del comunismo. Il 26 ottobre l'ultimo soldato straniero lasciò il territorio austriaco, mentre la Germania avrebbe dovuto attendere fino al 1995.

Poco prima che tutto si compisse, fu organizzata a Vienna una gigantesca fiaccolata in onore della Madonna di Fatima, con grande concorso di folla e di personalità pubbliche. Il cancelliere finì il suo discorso con queste parole: "Oggi, noi che abbiamo il cuore pieno di fede, vogliamo elevare al Cielo una preghiera di gioia...: Siamo liberi, grazie a te, Maria."

Santa Teresina del Bambin Gesù,
patrona dei cattolici russi e delle missioni
La sua vocazione e la sua vera pietà

Come si sa, l'apostolato svolto da "Luci sull'Est" ha tra i suoi campi d'azione anche la Russia, ed è quindi quasi d'obbligo offrire un omaggio speciale a Santa Teresina del Bambin Gesù (* 1873 + 1897), Dottore della Chiesa e proclamata patrona dei cattolici russi da Papa Pio XI (cfr. "L'Osservatore Romano", 3-4-99).

Si tratta pure di un atto di gratitudine: già S. Ambrogio insegnava di "non esservi nessun dovere maggiore del ringraziare" (De excessu fratris sui Satyri, Lib. I, 44), quindi, ciò basterebbe per spiegare il nostro gesto commemorante volto a questa piccola grande santa proprio a ridosso della sua festa, che cade il 1 ottobre.

La ringraziamo per la "pioggia di rose" da Lei ottenuta per i cattolici che hanno patito l'odio alla fede nei territori sovietici, dando loro la forza d'animo per far fronte ad indicibili sofferenze, che non di rado giungevano all'olocausto della propria vita (v. "Spunti" giugno/98, "Martiri cattolici nella Russia comunista"). La ringraziamo allo stesso modo per le benedizioni con cui, per la sua intercessione, Maria Santissima e il Suo Divino Figlio hanno colmato e continuano a colmare tutti coloro che si dedicano al grandioso ideale di accelerare - con le loro preghiere, sacrifici e sforzi - la conversione di quella nazione, secondo le parole profetiche della Madonna a Fatima.

Perciò riportiamo più oltre gli insegnamenti - chiari, brevi, profondi - del Cardinale Merry del Val su quella che deve essere la vera pietà, sull'esempio dell'autentica devozione specificamente verso Santa Teresina. Dopodich‚ saranno riproposti alcuni brani da un articolo che il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira pubblicò sull'organo ufficioso dell'arcidiocesi di San Paolo in occasione del cinquantesimo della morte di Santa Teresina del Bambin Gesù. Con ciò intendiamo fornire ai lettori - in modo semplice e chiaro anche per chi non è specialista in spiritualità - degli elementi fondamentali della dottrina teresiana della "piccola via".

La pietà non va confusa con il sentimentalismo e la mollezza

Alla vigilia di un grande ritiro delle Probandiste, nel luglio 1928, il Segretario di Stato di San Pio X, Cardinale Merry del Val, così esortò le partecipanti:

"Meditate questa parola di Nostro Signore: "Colui che vorrà salvare la sua vita la perderà e colui che la perderà per me, la salverà".

"Perdere la propria vita per Nostro Signore è darsi interamente a Lui; darsi a Lui vuol dire amarlo; e l'amore risiede nella volontà.

"Coltivate dunque, fortificate la vostra volontà. Rendetela docile, maneggevole per applicarla a ciò che vi è doveroso. La nostra epoca è quella della sentimentalità, anche dal punto di vista spirituale.

"Un solo esempio: si vogliono raccogliere le rose che cadono dalle mani di Santa Teresa del Bambin Gesù, senza guardare al Crocifisso che essa stringe sul suo cuore. Volere ad ogni costo la consolazione, la felicità, la dolcezza vuol dire fare un falso cammino ed esporsi a molti inganni. Mentre che vivere di fede, nel compimento della volontà di Dio, significa avere in tutte le circostanze la pace, il coraggio e la felicità vera. Il vostro Istituto ha bisogno di molte operaie, soprattutto di sante operaie. Mettetevi in condizione di servirlo bene." (cf. "Il Cardinale Raffaele Merry del Val", Mons. Prof. Pio Cenci, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1955, pag. 413).

"Consacrarsi alla vocazione di vittima espiatoria per i peccatori: niente di più ammirevole"

"Vittima espiatoria": con questo titolo il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira scrisse sul "Legionario" (28-9-47) un denso articolo, dal quale riprendiamo alcuni degli spunti più significativi:

"Nel cinquantesimo della sua morte qualcuno che a lei (ndr: a Santa Teresina) deve molto, moltissimo, cercherà di saldare con rispetto e amore parte del debito, commentando da un punto di vista dottrinale la sua vita.

"I grandi peccatori sono i figli malati per la cui guarigione si profondono i tesori della Chiesa. I grandi santi sono i figli sani ed operosi che rimettono ad ogni momento, nel tesoro della Chiesa, nuove ricchezze per sostituire quelle spese per i peccatori.

"Ciò ci permette di stabilire una correlazione: per i grandi peccatori, grandi spese del tesoro della Chiesa. O queste grandi spese sono reintegrate con nuovi slanci di generosità di Dio e delle anime sante, oppure le grazie divengono meno abbondanti, e il numero dei peccatori aumenta.

"Onde nulla di più necessario, per l'espansione della Chiesa, che arricchire sempre di più il suo tesoro soprannaturale con nuovi meriti.

"Evidentemente, si possono acquistare meriti praticando ovunque la virtù. Ma ci sono, nel giardino della Chiesa, anime che Dio destina specialmente a questo fine. Sono quelle che Egli chiama alla vita contemplativa, che si dedicano specialmente ad amare Dio, ad espiare per gli uomini. A queste anime scelte, Egli manda tutte le prove che vuole, se così serve a salvare numerosi peccatori. Dio non smette di flagellarle, in una maniera o nell'altra, cogliendo in loro i fiori della pietà e della sofferenza, e così con i loro meriti salvano altre anime.

"Niente di più ammirevole di consacrarsi alla vocazione di vittima espiatoria per i peccatori. Soprattutto quando vediamo che molti sono quelli che lavorano, molti quelli che pregano; ma chi ha il coraggio di espiare? Questo ‚ il senso più profondo della vocazione dei trappisti, delle francescane, delle domenicane e delle carmelitane, fra cui fiorì la soave ed eroica Teresina.

"La missione di Santa Teresina: mostrare una via che tutti potessimo percorrere"

"Il suo metodo è stato speciale. Conformandosi pienamente alla volontà di Dio, ella non chiedeva sofferenze, n‚ le rifiutava. Che si facesse con Lei ciò che Dio voleva. Mai chiese a Dio o alle sue superiore di allontanarla da qualsiasi dolore. Il suo cammino era la piena sottomissione. E nella vita spirituale piena sottomissione equivale a piena santificazione.

"Il suo metodo si caratterizza inoltre per un'altra nota importante. Santa Teresina non praticava grandi mortificazioni fisiche. Si limitava a quello che la regola prescriveva. Ma si sforzò in un altro tipo di mortificazione: fare ad ogni ora, ad ogni istante, mille piccoli sacrifici, mai la propria volontà, mai ciò che è comodo, o piacevole. Sempre fare il contrario di ciò che i sensi chiedevano, ed ognuno di questi piccoli sacrifici diventavano una piccola moneta nel tesoro della Chiesa. Piccola, sì, ma di oro zecchino: il valore di ogni piccolo atto stava nell'amore di Dio col quale veniva compiuto.

"E che amore meritorio! Santa Teresina non godeva di visioni, neppure di quei momenti sensibili e naturali che fanno a volte così amena la pietà. Aridità interiore assoluta, amore arido, ma ammirevolmente ardente, frutto di una volontà informata dalla fede, con la salda ed eroica adesione a Dio, nella atonia involontaria e irrimediabile della sensibilità. Amore arido ed efficace è sinonimo, nella vita di pietà, di amore perfetto...

"Grande cammino, cammino semplice. Non ‚ semplice fare piccoli sacrifici? Non è più semplice non avere visioni che averle? Non è più semplice accettare i sacrifici invece di chiederli?

"Cammino semplice, cammino per tutti. La missione di Santa Teresina fu quella di farci vedere una via che tutti potessimo percorrere. Voglia Santa Teresina aiutarci a percorrere questa via regale, che porterà agli altari non una o un'altra anima, ma intere legioni."