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"Spunti" dicembre 1999 Sommario Un trionfo la visita della Madonna di Fatima in Italia
365 giorni con la Madre di Dio -- Il calendario di Luci sull'Est per il 2000 La Gloria di Dio nell'alto dei Cieli, un aspetto secondario del Natale ? Solenne omaggio alla Madonna di Fatima a Roma In Memoriam di S.E. Monsignor Romolo Carboni Le "carovane della speranza" 1999 di Luci sull'Est nei paesi dell'ex impero comunista I Pastorelli di Fatima saranno beatificati il 9 aprile Il Nunzio in Albania ringrazia a Luci sull’Est * * *
Un trionfo la visita della Madonna di Fatima in Italia Durante il mese di ottobre l'associazione Luci sull'Est ha avuto la grazia e il privilegio di ospitare in Italia la miracolosa statua della Madonna di Fatima che nel luglio 1972, a New Orleans (USA), versò lacrime diverse volte davanti a numerosi testimoni, anche ecclesiastici. [cfr. "Spunti" agosto-settembre 1992]. Realizzata nel 1947 da un artista portoghese, secondo le indicazioni di Suor Lucia, questa statua ha già visitato più di cento Paesi. La prodigiosa statua di Nostra Signora di Fatima è arrivata dagli Stati Uniti all'aeroporto della Malpensa, Milano, nella mattinata del 1 ottobre scorso. Dopo una breve sosta, la Madonna è ripartita nel primo pomeriggio per Bari con un volo Alitalia. Commosso, il comandante L'ha accolta con un bacio, testimoniando in tal modo la sua riconoscenza per l'onore di avere a bordo una sì insigne ospite. Nell'aeroporto del capoluogo pugliese la Madonna di Fatima era attesa da una grande folla, che Le ha dato il benvenuto con canti mariani e festose acclamazioni. Un corteo di pullman e macchine, scortato da vetture dei Vigili Urbani e dei Vigili del Fuoco, ha accompagnato la Madonna fino alla Parrocchia di S. Carlo Borromeo dove, sul sagrato, centinaia di persone l'aspettavano. La Madonna è rimasta a Bari per 10 giorni, nel quadro di un fitto programma che ha coinvolto, a turno, gli ambienti cattolici baresi: diverse parrocchie, Unitalsi, CVS, MAS, Gruppi di preghiera Padre Pio e via dicendo. La cerimonia del martedì 5 è stata trasmessa in diretta da Radio Maria. Diversi pullman sono giunti anche da città vicine, come Casamassima, Mola di Bari e Trani. Momento centrale è stato, senz'altro, la solenne funzione celebrata da S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto. Una folla enorme si accalcava dentro la chiesa, straripando fino all'esterno. L'ultimo giorno, domenica 10, Luci sull'Est ha realizzato un convegno, alla presenza della veneranda visitatrice, che ha visto la partecipazione di oltre 500 persone. A nome dell'Associazione, ha parlato Giulio Loredo, responsabile degli "Apostoli di Fatima". La visita ha avuto eco sulla stampa e sulla TV. Oltre a diverse notizie sulla "Gazzetta del Mezzogiorno" e su "Barisera", il canale regionale "Telenorba" ha mandato in onda un servizio di 10 minuti. Anche diverse radio ne hanno dato notizia. Da Bari, la statua della Madonna ha proseguito per Gallipoli (LE). Madre di Misericordia, Ella ha voluto iniziare questa tappa del suo viaggio italiano visitando i malati dell'Ospedale del Sacro Cuore. Nell'enorme parcheggio, Don Armando Manno, già parroco di S. Francesco, si è rivolto ai fedeli attorniato da diversi sacerdoti e, particolarmente, da Don Giorgio Ghezza, cappellano dell'Ospedale. Dalle finestre e dai balconi gruppi di persone seguivano da lontano la cerimonia. Erano presenti il vice sindaco di Gallipoli, il comandante dei Vigili Urbani, ufficiali dei Carabinieri, nonché diverse autorità politiche locali. Infine l'apoteosi: più di cinquanta macchine, precedute da quattro vetture dei Carabinieri e dei Vigili, hanno scortato la Madonna, collocata sopra un camion coperto di drappi e fiori, per le principali vie di Gallipoli fino alla Fontana Greca, porta d'ingresso al centro storico. Sulla piazza della Fontana, una folla immensa aspettava la celestiale visitatrice sventolando fazzoletti e gridando "Viva Maria!". La Banda Municipale suonava inni mariani e musiche tradizionali. In mezzo a un mare di fazzoletti, la Madonna è stata portata trionfalmente dalla Fontana Greca fino alla cattedrale, già gremita di fedeli. Graziosamente sistemata su un altare laterale, l'immagine è rimasta per tre giorni esposta alla venerazione pubblica. Un fiume ininterrotto di pellegrini, giunti da tutto il Leccese e perfino da Taranto e da Brindisi, ha reso omaggio alla Madre di Dio, partecipando ai diversi riti che di volta in volta si celebravano. Anche "Il Quotidiano" di Lecce ha pubblicato un interessante servizio sulla visita. Il 13 ottobre, ottantaduesimo anniversario dell'ultima apparizione di Fatima, S.E. Rev.ma Mons. Domenico Caliandro, Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca e Amministratore Apostolico di Nardò-Gallipoli, ha celebrato la messa in Cattedrale in onore della Madonna. Alla fine, Sua Eccellenza ha letto davanti alla statua pellegrina un atto di affidamento, a nome proprio e di tutti i fedeli delle diocesi sotto la sua cura pastorale. Dopo aver visitato le Suore Carmelitane nel loro monastero -- noto per il miracolo ivi compiuto da Santa Teresina del Bambin Gesù -- la Madonna di Fatima ha preso congedo dai fedeli gallipolini con una cerimonia che, secondo diversi testimoni, da moltissimo tempo non si vedeva. Portata sulle spalle da quattro sacerdoti vestiti con i paramenti di rito, è stata accompagnata da un'enorme processione che si è snodata per tutto il centro storico, mentre dai balconi piovevano fiori e coriandoli. Alla fine, due vetture dei carabinieri l'hanno scortata fino all'uscita della superstrada per Lecce. Dopo una breve sosta a Mola di Bari, la Madonna è giunta nella Città Eterna il venerdì 15 ottobre, dove è rimasta per la venerazione privata nella sede centrale di Luci sull'Est. Momento culminante del pellegrinaggio senz'altro il convegno di Luci sull'Est, che si è svolto a Roma il 16 ottobre e al quale abbiamo ritenuto opportuno dedicare un apposito articolo [v. pagina 8]. Dopo Roma, è toccato a Napoli l'onore di ospitare, seppure solo per due giorni, la celestiale visitatrice. Accolta da una folla in festa in piazza del Gesù, nel centro storico della capitale partenopea, la Madonna di Fatima è stata portata in processione fino alla chiesa di Santa Chiara, piena di fedeli giunti anche da diverse città vicine. Dopo un intervento di Padre Candido Capponi, è iniziato un intenso programma di Rosari, meditazioni e canti, durato fino a tarda sera. Quella sera, la Madonna di Fatima l'ha trascorsa nel silenzio claustrale delle Monache Clarisse, che l'hanno venerata in una veglia durata tutta la notte. La sera di lunedì 18, la celeste pellegrina ha lasciato Napoli per recarsi a Nocera Inferiore (SA), dove è stata accolta nella chiesa di Santa Monica. Davanti ai numerosi fedeli, giunti da tutto l'Agro nocerino, un rappresentante di Luci sull'Est ha spiegato il messaggio di Fatima e il suo significato per i giorni nostri. Il martedì, la Madonna è rientrata a Roma, dove la aspettavano le Suore del Buon soccorso. La Regina dei Cieli ha poi visitato le Suore Compassioniste, nonché la sede dell'Associazione Famiglia Domani. "il cielo piange questa partenza" A Milano, la Madonna è rimasta inizialmente a disposizione degli "Apostoli di Fatima" nella sede di Luci sull'Est a Cernusco sul Naviglio. La voce si è poi diffusa e alla fine della giornata numerosi altri visitatori sono accorsi a venerarla. Presenti inoltre rappresentanti di due associazioni, della Germania e dell'Austria, che si dedicano all'apostolato di Fatima nel loro paese. La Madonna di Fatima ha chiuso il suo viaggio in Italia con una giornata memorabile nel Santuario della Bozzola, a Garlasco (PV). Più di 10 mila persone hanno partecipato alle diverse funzioni, in un fervore mariano che, a dire di molti, non si vedeva da decenni. Dopo la solenne funzione celebrata dal Vicario Generale della diocesi di Vigevano, una imponente processione ha accompagnato la Madonna fino al piazzale del Santuario per il congedo finale. Diretta dal Rettore, Don Gregorio Vitale, la folla elevava al cielo le possenti note di "Noi vogliam Dio!", mentre la pioggia, che per tutta la giornata aveva prodigiosamente risparmiato le celebrazioni, cominciava nuovamente a cadere, tanto che un signore commentava: "il cielo piange questa partenza..." Ed è sotto la pioggia che la Madonna di Fatima se n'è andata domenica 24 ottobre, con un volo di Alitalia alla volta di Chicago (USA), lasciandosi dietro una scia luminosa di grazie e di consolazioni. Le nobili gesta degli "Apostoli di Fatima" Una doverosa parola di ringraziamento va rivolta agli "Apostoli di Fatima" di Luci sull'Est. Sono stati loro, infatti, ad organizzare a livello locale questo trionfale pellegrinaggio della Madonna. Mentre i volontari di LSE erano per lo più impegnati nella preparazione del convegno romano, gli "Apostoli" si sono assunti in prima persona la responsabilità dell'organizzazione dell'accoglienza a Gallipoli, Napoli, Nocera e Milano. Ma il nostro ringraziamento vale poco o nulla. La vera ricompensa per la vostra disinteressata dedizione, cari amici, è quella che viene dall'alto, dalle mani della Madonna, Madre di Misericordia. Dobbiamo continuare ad esclamare: "Permetti, o Signora, che io canti le Tue lodi. Dammi forza contro i Tuoi nemici!" [Piccolo Ufficio della Beata Vergine] 365 giorni con la Madre di Dio - Il calendario di Luci sull'Est per il 2000 Qualche giorno soltanto ci separa dal momento solenne in cui si chiuderanno nel contempo un anno, un secolo, un millennio. Com' è naturale, forse qualcuno evocherà il mondo di mille anni fa; lo paragonerà al nostro mondo, domandandosi cosa accadrà domani, nel 2100 o nel 3000. Sarebbe impossibile abbracciare in uno sguardo d'insieme i tanti avvenimenti, i tanto traguardi, le tante decadenze, le tante speranze e le tante preoccupazioni che una tale riflessione ci suggerisce. Per l'uomo di fede, le linee maestre della Storia sono tracciate secondo un criterio chiaro e luminoso: cosa ne è stato della Chiesa cattolica e della Cristianità in questo millennio, in questo secolo, in quest'anno? Che ne sarà di entrambe nell'avvenire? E sul piano meramente temporale, analoghi interrogativi vengono alla mente: cosa ne è stato della nostra cara Italia che, come tanti altri paesi, si trova avvolta in una nebulosa mistura di caos e di confusione, di sviluppo e di imbarbarimento? Sia nella sublime notte di Natale, sia nel capodanno carico di apprensioni e di speranze, depositiamo i nostri aneliti ai piedi di Gesù Bambino che sorride misericordiosamente sotto gli sguardi amorosi di Giuseppe e di Maria. Noi li supplichiamo affinché i giorni venturi siano testimoni, per grazia divina, di grandi risurrezioni spirituali, onde i costumi morali, oggi in catastrofica decadenza, si risollevino per la soave azione della fede. Chiediamo a Maria che liberi la Santa Chiesa dalla crisi drammatica dei giorni odierni, che vedono ancora una persecuzione a volte violenta a volte sottile di tanti suoi figli. Ed, infine, che i popoli si aprano ad Essa, perché possa illuminare individui, famiglie, istituzioni e nazioni. * * * Per testimoniarLe quanto stimiamo il Suo impegno, abbiamo preparato un bel calendario dedicato alla Madonna di Fatima per il 2000, che alleghiamo a questo numero di Spunti. E' veramente un piacere per noi inviarglielo quale modesto segno di ringraziamento di tutto quello che Lei sta facendo per aiutare Luci sull'Est a guadagnare anime per la gloria di Gesù e di Maria. Ma questo calendario vuole soprattutto essere un invito a pregare Maria lungo tutto il corso dell'anno, diventando così una consolazione nelle ore difficili e uno strumento per attingere forze spirituali, giacché "la vita dell'uomo su questa terra è una battaglia" (Giob. 7, 1). Dunque, Le suggeriamo di esporlo in un luogo visibile nella Sua casa o in ufficio. Sarà per tutti coloro che lo vedranno uno stimolo per rispondere agli appelli di conversione della Madonna a Fatima. Abbiamo fiducia che sarà di Suo gradimento e speriamo che giunga in buone condizioni. Se così non fosse, per favore ce lo faccia sapere subito e provvederemo a spedirgliene un altro. Con l'occasione, le porgiamo i nostri migliori voti augurali per un Santo Natale e un Nuovo Anno pieno di grazie per intercessione della Madonna presso il Suo Divin Figlio. _ La Gloria di Dio nell'alto dei Cieli, un aspetto secondario del Natale ?
Plinio Corrêa de Oliveira (*)
Riposate, Signore, nel vostro poverissimo quanto augustissimo presepio, sotto lo sguardo della Vergine, vostra Madre, che riversa su Voi i tesori ineffabili del suo rispetto e della sua tenerezza. Mai una creatura adorò con così profonda e rispettosa umiltà il suo Dio. In nessun tempo un cuore materno amò più affettuosamente suo figlio. Reciprocamente, mai Dio amò tanto una mera creatura. E in nessun momento un figlio amò tanto pienamente, tanto interamente, tanto sovrabbondantemente sua madre. Tutta la realtà di questo sublime dialogo di anime può essere racchiusa in queste parole, che indicano qui un intero oceano di felicità e che, in un’occasione ben diversa, avreste detto un dì dall’alto della Croce: "Madre, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre (Giov. 19, 26 ). E, considerando la perfezione di questo reciproco amore, tra Voi e vostra Madre, sentiamo il cantico angelico che si innalza dalle profondità di ogni anima cristiana: "Gloria a Dio nel più alto dei Cieli, e pace in Terra agli uomini di buona volontà" ( Luc. 2, 14 ). "Pace in Terra agli uomini di buona volontà": il succedersi complicato ma celere delle associazioni di immagini mi fa sentire subito che in numerose occasioni dell’anno che sta finendo ho sentito parlare di pace, e di uomini di buona volontà. Curioso... mi rendo conto di aver sentito parlare meno, e persino molto meno, della gloria di Dio nel più alto dei Cieli. A dir bene, quasi non ne ho sentito parlare. Neppure implicitamente; poiché implicitamente si parla della gloria di Dio quando vengono affermati i suoi sovrani diritti su tutto il creato e, per amor suo, si rivendica l’adempimento della sua Legge da parte degli individui, delle famiglie, dei gruppi professionali, delle classi sociali, delle regioni, delle nazioni e di tutta la società internazionale. Perché mai questo silenzio, mi domando io? Perché gli uomini vogliono tanto la pace? Perché tanti uomini si vantano di avere buona volontà? E perché sono talmente pochi coloro che si preoccupano della gloria di Dio, o mostrano di agire e combattere per essa? In altri termini, il fatto essenziale del vostro Santo Natale, Signore, sarebbe soltanto la pace in Terra agli uomini di buona volontà? E la gloria di Dio nel più alto dei Cieli sarebbe, per gli uomini, un aspetto meramente collaterale, di gran lunga minore, confuso e insipido del grande evento di Betlemme? In altri termini ancora, la pace degli uomini vale più della gloria di Dio? La Terra vale più del Cielo? L’uomo, dunque, vale più di Dio? E la pace in Terra può essere ottenuta, conservata e persino incrementata senza che abbia nulla a che vedere con la gloria di Dio? Infine, che cos’è un uomo di buona volontà? È soltanto colui che vuole la pace in Terra, indifferente alla gloria di Dio in Cielo? Tutti questi argomenti invitano ad una approfondita analisi del cantico angelico. Oh ammirabile profondità di ogni parola ispirata! Tanto semplice, da essere capito persino da un bambino, tuttavia il cantico degli Angeli di Betlemme contiene verità tra le più profonde. Come è giovevole, quindi, nutrire lo spirito con queste parole, per partecipare come si deve alle festività del Santo Natale! Aiutateci con le vostre preghiere, Madre Santissima, Sede della Sapienza, affinché illuminati dagli splendori che emanano da Gesù, possiamo capire il cantico angelico che è il più perfetto ed autorevole commentario del Natale. "Uomo di buona volontà": che cosa significa questo agli occhi di tanti e tanti nostri contemporanei? Per saperlo, basta domandarsi: buona volontà verso chi? La risposta balzerà impetuosa e impaziente, come succede di solito quando la domanda ha qualcosa di retorico da chiedere o è quasi lampante. Ma è ovvio, diranno molti dei nostri concittadini, buona volontà verso il prossimo. Verso colui che, ateo o seguace di una religione, qualunque essa sia, sostenitore della proprietà privata, del socialismo o del comunismo, vuole che tutti gli uomini vivano allegri, nell’abbondanza,senza malattie, senza lotte, senza rischi, profittando al massimo possibile di questa vita: ecco un uomo di buona volontà. Visto in questa prospettiva, l’uomo di buona volontà è un artefice della pace. Come dice il proverbio: " Nella casa dove manca il pane, tutti litigano e nessuno ha ragione". Quindi, in quella dove c’è il pane tutti hanno ragione e regna la pace. Dunque, dove c’è pane, tetto, medicinali, sicurezza, a maggior ragione esiste necessariamente la pace. E la gloria di Dio? Per l’"uomo di buona volontà" inteso così, essa è un elemento superfluo in quel che dice riguardo alla pace in Terra. Poiché è dall’adeguato ordinamento dell’economia che deriva il buon ordine nella vita sociale e politica, e quindi la pace. "Superfluo" è dir poco, riguardo alla gloria di Dio in Cielo, considerata in funzione della pace in Terra. Siccome alcuni uomini credono in Dio, e altri no, e siccome tra coloro che credono c’è una diversità nel modo di intendere Dio, quest’ultimo può agire come un pericoloso fautore di divisioni, dissensi e polemiche. Dio è un Signore fin troppo compromesso da migliaia di anni nelle polemiche, perché si parli di lui ad ogni momento. Per avere pace in Terra è meglio non mettersi a parlare con frequenza di Dio e della sua gloria in Cielo. E poi... il Cielo è così vago, così lontano, così incerto! Che di esso parlino gli Angeli va bene, anche perché ci abitano. Ma noi uomini prendiamoci cura della Terra. Per l’"uomo di buona volontà", unire la gloria celeste alla pace terrestre è qualcosa di tanto errato, superfluo e carico di fattori bellici quanto, per esempio, è imprudente unire la Chiesa allo Stato. La chiesa libera dallo Stato e lo stato libero dalla Chiesa, ecco un anelito molto tipico dell’"uomo di buona volontà". La pace terrena libera da implicazioni religiose, e Dio nel suo Cielo e nella sua gloria, a braccia conserte che sorride alla Terra in pace, a una tale distanza che non vi arrivi neanche la navicella "Apollo", ecco l’ideale dell’ "uomo di buona volontà". Queste sono le considerazioni dell’ "uomo di buona volontà" tra virgolette, il cui cuore si trova lontano dal Cielo e il cui sguardo è rivolto soltanto verso la Terra. Quanto divergono, però, dal significato proprio e naturale del cantico angelico! In effetti, se il Natale dá gloria a Dio nel più alto dei Cieli e simultaneamente è la fonte della pace in terra agli uomini di buona volontà – e fu appunto ciò che gli angeli proclamarono in Cielo – non si può dissociare una cosa dall’altra. Senza che gli uomini diano gloria a Dio, non c’è pace nel mondo. E la guerra, considerata come aggressione colpevole, è incompatibile con la gloria di Dio. Voi, Signore Gesù, Dio fatto uomo, siete tra gli uomini il Principe della Pace. Senza di Voi la pace è una menzogna e, alla fine, tutto si converte in guerra. E poiché gli uomini non lo capiscono, cercano in tutti i modi la pace, ma la pace non abita tra loro. Che cos’è allora l’uomo di buona volontà, se non è colui che ama il prossimo? Sarà forse chi odia il suo prossimo? Al fariseo, che Vi chiamò buon Maestro, domandaste: perché Mi chiamate buono, se solo Dio è buono (cf. Luc. 18, 19 )? Se solo Dio è buono, la buona volontà autentica è quella che si volge intera verso Dio e ama il prossimo, non per il mero amore del prossimo, ma per amor di Dio. L’uomo è fatto in modo tale che non può amare il prossimo per il prossimo. O lo ama per amore di se stesso, e questo è egoismo; o lo ama per amor di Dio, e questo sì, è vero amore. Di conseguenza, la "buona volontà" indifferente alla questione religiosa e la pace terrena che tende a instaurare non sono né buona volontà autentica, né vera pace. E il falso "uomo di buona volontà" è in ultima analisi un seminatore di guerre e un artefice di rovine. Ma, dirà qualcuno, Gesù come può essere il fondamento della pace, se nessuno come Lui ha suscitato tanto odio? La plebaglia, che da Lui era stata colmata di benefici spirituali e materiali di ogni genere, gli preferì Barabba, un bandito. Questo non è odio? Gli imperatori mossero contro Lui atroci persecuzioni. Gli ariani mobilitarono contro di Lui tutte le potenze della Terra. Poi vennero i maomettani. E dopo, e dopo, tutte le grandi ondate della Storia, fino al nazismo e al comunismo. Peraltro, aggiungerebbe forse qualcuno, Simeone espresse bene questa verità, profetizzando che lungo la Storia Egli sarebbe stato una pietra di scandalo, un segno di contraddizione per la morte e risurrezione di molti ( cf. Luc. 2, 34 ). Egli stesso disse di sé che portava sulla Terra la spada (cf. Mat. 10, 34 ). Per quanto tutto ciò sia buono, argomenterebbe un "uomo di buona volontà" tra virgolette, la vera pace, cioè una piena e completa smobilitazione degli spiriti, un’intera cessazione non solo di tutte le guerre ma di tutte le polemiche, non è possibile con Gesù Cristo. La pace è autentica soltanto quando rimuove tutte le controversie, incluse quelle a cui Gesù Cristo – senza colpa propria, concede l’"uomo di buona volontà" – fornisce l’occasione. Davvero? Replicherebbe un autentico uomo di buona volontà, cioè un uomo che ama Dio con tutta la sincerità della sua anima. In questo caso, è per burla che la Scrittura chiama Gesù Cristo Principe della Pace (cf. Is. 9, 6 ) e la Chiesa, facendo eco al Battista (cf. Giov. 1, 29, 36 ), Lo presenta come un mansueto Agnello al quale gli uomini devono chiedere il dono della pace: "Agnus dei, qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem"? Oppure è perché la vera pace non esclude la lotta del bene contro il male, la polemica tra la luce e le tenebre, il perpetuo calcagno della Vergine senza macchia sulla testa del Serpente, l’ostilità tra la stirpe della Vergine e la razza del Serpente? La pace è l’ordine di Cristo nel Regno di Cristo. Essa ha, dunque, come condizione la lotta dei seguaci di Cristo contro i nemici di Cristo. La pace di Cristo non si identifica in nessun modo con la falsa pace, quella senza lotte né polemiche, del sedicente "uomo di buona volontà". Dal vostro Santo Natale, o Dio-Bambino, abbiamo appreso tre grandi lezioni. Abbiamo imparato che non c’è pace in Terra senza di Voi. Che l’autentico uomo di buona volontà non è colui che ama l’uomo per l’uomo, ma colui che lo ama per amor Vostro. E che la vostra Pace include la cessazione di tutte le lotte tranne la vostra incessante e gloriosa guerra contro il Demonio e i suoi alleati, il mondo e la carne. Vergine Maria, Mediatrice di tutte le grazie, inchinata in adorazione al Dio-Bambino, otteneteci una piena compenetrazione di tutte queste verità. E permettete che nella prospettiva da esse svelata, cantiamo con Voi e con tutte le creature celesti e terrene di cui siete Regina: Gloria a Dio nel più alto dei Cieli, e Pace in Terra agli uomini di buona volontà.
(*) Trascritto della rivista "Catolicismo" (Brasile), dicembre 1963. Solenne omaggio alla Madonna di Fatima a Roma Il 16 ottobre più di 800 persone hanno affollato l'auditorio Augustinianum, adiacente a Piazza S. Pietro, per partecipare all’omaggio ad una statua della Madonna del tutto particolare. Si trattava nientemeno che di quella che nel 1972, come si è già visto, pianse miracolosamente a New Orleans, ma che dal 1947 andava in pellegrinaggio nel mondo. La solenne manifestazione, promossa dall'Associazione Luci sull'Est (LSE), è stata presieduta da Mons. Custódio Alvim Pereira, Arcivescovo-Emerito di Lourenço Marques, Canonico della Basilica di S. Pietro in Vaticano e patrono di diversi progetti di Luci sull'Est. Erano presenti anche il Cardinale Opilio Rossi, S.E. Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, Amministratore apostolico della Russia europea e Mons. Eugenius Bartulis, Vescovo di Siauliai, Lituania. Tra le altre personalità ecclesiastiche che hanno dato la loro adesione al convegno, pur impossibilitati a prendervi parte, figuravano il Cardinale Lorenzo Antonetti; il Cardinale Kazimiers Swiatek, Arcivescovo di Minsk-Mohilev; e Mons. Angelo Massafra, Arcivescovo di Scutari, Albania. Le Suore Paoline di Mosca hanno inviato un commovente fax di ringraziamento per tutto l'aiuto ricevuto da LSE nella loro opera apstolica in Russia. I lavori sono stati aperti da una processione guidata dalla statua della Madonna pellegrina, portata a spalla da quattro volontari di LSE in abito di gala, tra due ali di folla festante che intonava il melodioso canto "Tredici maggio". Alla fine della cerimonia, la Madonna è stata collocata su una colonna al centro del palco, dove S. Em. il Cardinale Opilio Rossi l'ha incoronata di fronte ad un pubblico devotamente raccolto in preghiera. Dopo l'introduzione di Giampiero Zai, collaboratore di LSE, ha preso brevemente la parola Mons. Alvim Pereira, che ha spronato i presenti ad avere più che mai fiducia in Maria, nostra madre, come sola e sicura guida in questi tempi così travagliati. Dopo un brano di musica polifonica in onore di Maria Santissima, è stato presentato l'audiovisivo "Fatima agli albori del Duemila". L'audiovisivo su Fatima e l'apostolato svolto da Luci sull'Est L'audiovisivo traccia la storia di Luci sull'Est, dalla sua nascita su diretta ispirazione del leader cattolico prof. Plinio Corrêa de Oliveira, fino alle recenti iniziative in favore del Kyrgystan, Lituania, Albania ed altri paesi ex-comunisti. Questa storia si intreccia con le vicende dell'ex-blocco sovietico e -- più profondamente -- con gli sviluppi che ne hanno in seguito determinato il crollo. Concretamente, l'azione di LSE va considerata come un contributo all'opera di risveglio della fede cattolica, non soltanto dei paesi dell'Est, ma anche in Occidente, colpiti da una profonda crisi che si è venuta sviluppando nell'arco di cinque secoli. L'origine, l'essenza e lo sviluppo storico di questa crisi, nonché i modi per contrastarla, sono magistralmente spiegati nel capolavoro del prof. Plinio Corrêa de Oliveira, "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione", testo giudicato "della più alta importanza per i tempi in cui viviamo" dal Cardinale Eugenio Tisserant, allora Decano del Sacro Collegio. Il Santo Rosario meditato: cinque personalità commentano i misteri gloriosi In omaggio alla Madonna di Fatima, non poteva mancare il rosario, magistralmente guidato da Mons. Alvim Pereira, che ha opportunamente affidato a turno a cinque personalità presenti una meditazione per ciascun mistero, ispirate alle loro esperienze nei rispettivi paesi oppressi dal comunismo. Fra un mistero e l'altro, il coro della chiesa di S. Nicola in Carcere eseguiva brani di musica gregoriana. Il primo mistero, la risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, è stato meditato da Don Iosip Munjic, professore di teologia nel seminiario di Spalato, Croazia, nonché cappellano dell'università. "Per noi questi settanta anni di comunismo -- ha detto Don Munjic -- sono stati anni di morte e di sofferenze. Un chiaro esempio è il martirio del Cardinale Aloisys Stepinac, Arcivescovo di Zagabria, recentemente beatificato da Giovanni Paolo II. Ma, così come Nostro Signore è risorto, così la Fede cattolica nei nostri popoli dovrà risorgere". Nel secondo mistero ha offerto le sue riflessioni Mario Zivkovic, già membro del Pontificio Consiglio per la Famiglia, e attuale direttore del Centro per la Famiglia di Zagabria, Croazia. "I rischi che attualmente incombono sul nostro paese -- ha detto -- sotto un certo profilo non sono minori di quelli provocati dal comunismo. Ma ci sono segni di rinascita, come il forte calo nel numero degli aborti. Con l'aiuto delle vostre preghiere, la Croazia sarà nuovamente cattolica e grande!" Nel terzo mistero, S.E. Mons. Bartulis, vescovo di Siauliai, Lituania, ha parlato di uno dei luoghi più simbolici della sua diocesi e forse dell'intero paese: la celebre Collina delle Croci, dove piantavano una croce le famiglie dei prigionieri internati dai sovietici nei lager siberiani. Oggi, più di cinquantamila croci ricordano alle generazione venture non solo la feroce persecuzione patita dal popolo lituano, ma anche la sua Fede incrollabile che ha saputo resistere sperando oltre ogni speranza. Nel quarto mistero, il Principe albanese Gjon Gjomarkaj ha offerto una commovente testimonianza della sua personale vicenda, intimamente intrecciata con quella del suo paese. Discendente dei governatori dei nord dell'Albania, che nel passato erano riusciti a conservare la Fede cattolica di fronte alla dilagante minaccia musulmana, il principe Gjomarkaj ha ricordato come fu perseguitato e torturato dal governo comunista. E' toccato a Padre Candido Capponi, predicatore cappuccino di Genova e cappellano dell'Istituto Gaslini (Ospedale Pediatrico), chiudere il Rosario meditando il quinto mistero: Maria è incoronata Regina del cielo e della terra. Tutta la creazione dà gloria a Dio, e perciò dà anche gloria a Maria, spiegava Padre Candido. Noi dobbiamo contemplare Dio e Maria nell'universo, per rendergli omaggio quaggiù durante la nostra vita, e poi nell'eternità. E' questo il senso della regalità di Maria. "Fatima ci fa intravedere le luci sacrali dell'alba del Regno di Maria" Giulio Loredo, coordinatore degli "Apostoli di Fatima" di Luci sull'Est, ha rivolto ai convenuti un breve cenno di commiato, citando il prof. Plinio Corrêa de Oliveira: "Le nubi che abbiamo davanti non sono rosee. Ma ci anima una certezza invincibile e cioè che non solo la Chiesa -- come è ovvio, data la promessa divina -- non scomparirà, ma che otterrà ai nostri giorni un trionfo maggiore di quello di Lepanto. (...) Il secolo XX sarà non soltanto il secolo della grande lotta, ma soprattutto il secolo dell'immenso trionfo". Ed è sotto il segno di questo immenso trionfo che Giulio Loredo ha inteso concludere l'incontro, ricollegandosi ancora alle parole del prof. Corrêa de Oliveira, per il quale "al di là delle punizioni sommamente probabili, verso le quali avanziamo, Fatima ci fa intravedere le luci sacrali dell'alba del Regno di Maria: Infine, il mio Cuore Immacolato Trionferà". La Madonna di Fatima è rimasta poi a disposizione dei fedeli che, numerosi, hanno voluto manifestarle la loro devozione trattenendosi a pregare anche dopo la fine della commovente manifestazione, ai piedi di quella statua che "è così bella -- come ci ha scritto una delle tante persone che l'hanno venerata -- da rimanere estasiati nel vedere quel volto triste". "Ripercussioni senza frontiere" Al momento di entrare in stampa veno segnalato dallo Sri Lanka un reportage sulla devozione alla Madonna di Fatima, apparso sullo "The MESSENGER – Sri Lanka’s Catholic Weekly" (7-11-99), che parla diffusamente della manifestazione di Luci sull’Est all’Augustinianum. In Memoriam S.E. Monsignor Romolo Carboni Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Romolo Carboni, Nunzio Apostolico e Arcivescovo titolare di Sidone, è deceduto a Fano il 2 settembre scorso. Nato nella stessa città il 9 maggio 1911 fu ordinato sacerdote il 31 marzo 1934. Entrò nel servizio diplomatico della Santa Sede il 15 settembre 1937, divenuto vescovo il 28 settembre 1953. Il 2 novembre 1959 fu nominato Nunzio Apostolico nel Perù e, successivamente, il 26 aprile 1969, Nunzio Apostolico presso il governo italiano. Quando l’illustre ecclesiastico risiedeva a Lima, come Nunzio Apostolico nel Perù, prese conoscenza della rinomata opera di Plinio Corrêa de Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, pubblicata nel 1959 e inviò al suo Autore una encomiastica missiva, con data del 24-7-1961, dalla quale riportiamo il seguente brano: "Chiarissimo Professore, "La lettura del Suo libro Rivoluzione e Contro-Rivoluzione ha provocato in me una magnifica impressione, sia per la bravura e la maestria con le quali analizza il processo della Rivoluzione e mette in luce le vere origini del crollo dei valori morali che oggi disorienta le coscienze; sia per il vigore, con il quale indica la tattica e i metodi per vincerla... "Sono sicuro che il Suo libro ha reso un importante servizio alla causa cattolica e che contribuirà a riunire le forze del bene per la rapida soluzione del grande problema contemporaneo." Romolo Carboni (Arcivescovo Titolare di Sidone) Nunzio Apostolico La sua simpatia e adesione fu costante nel corso degli anni. Infatti non era raro che Luci sull’Est ricevesse telefonate o lettere di incoraggiamento da parte Sua. Per esempio, il 1°. luglio 1998, ci scriveva queste calorose parole: "Sono molto lieto, grato, commosso per (...) il ricordo della lettera che, anni fa, quando ero Nunzio nel Perù, scrissi all’ispiratore del loro apostolato, il compianto Prof. Plinio Corrêa de Oliveira, a proposito del suo libro principale "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione". (v. "Spunti" Dicembre 1998) . Una campagna come quella di LSE non può restare assente dalla tribuna mondiale offerta da Internet. Il 1° ottobre, festa di Santa Teresina, abbiamo inaugurato la nostra pagina, ricca per contenuto grafico e, soprattutto, informazioni. Da qualsiasi parte del mondo, i devoti di Fatima di lingua italiana la potranno visitare sul sito www.lucisullest.org. Voglia la Patrona delle Missioni benedire questa iniziativa di LSE per una sempre maggiore e più efficace diffusione del messaggio di Fatima, nonché di tutte le altre iniziative che saranno promosse in futuro dall'associazione. Il messaggio della Madonna di Fatima deve arrivare anche in Romania Carissimi amici, svolgo le mie attività ad Oradea, in Romania. Mi occupo della diffusione della buona stampa, tra i poveri ed i detenuti. Ho ricevuto una vostra rivista e sono molto contenta per la devozione alla Madonna di Fatima. Ho visto che avete distribuito materiale in diversi paesi, nelle varie lingue. Quest'anno sono stata anche io a Lourdes e a Fatima e ho un intenso desiderio di far conoscere la Madonna di Fatima diffondendo materiale religioso ed anche stampe. Per questo vengo a Voi con due richieste ed affido alla Nostra Signora di Fatima, al Suo Cuore Immacolato queste intenzioni: 1) se mi potete inviare un pacco con oggetti e materiale religioso: immagini, medagliette, corone ecc per apostolato e se non chiedo troppo una statua della Madonna di Fatima; 2) vorrei tantissimo tradurre in rumeno qualche testo religioso riguardo la Madonna di Fatima per diffonderlo (volantini ecc.). Se loro mi inviano qualcosa da tradurre sarei molto contenta. Il messaggio della nostra Mamma celeste deve arrivare anche in Romania. D.R. Oradea - Romania.
"Un'occasione di conoscere ciò che Maria desidera" Sono Carmelitana Missionaria di S. Teresa del Bambino Gesù (e) sono rumena. Sono stata in Italia quattro anni. Qualche giorno prima del mio ritorno in Romania, mi è stato consigliato questo fascicolo "Carovana di Luci sull'Est" (v. "Spunti" settembre u.s.). Il mio desiderio è di essere una vera missionaria, (…) certamente anche qui posso esserlo. (…) Questo fascicolo ("Spunti") del mese di settembre, che mi è stato offerto da una famiglia di Roma, per me è un'occasione di conoscere ciò che Maria desidera: di amare il Suo Figlio, che si è offerto per amore, e non solo conoscere, ma di annunciare queste meraviglie, questo dono, soprattutto per coloro che ancora non hanno avuto l'occasione di scoprire e conoscere questo amore profondo. Chiedo, se è possibile, di averlo anch'io, questo fascicolo. Grazie. Sr. M.N.C. - Bacau (Romania).
Ho ricevuto il libro "Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?" e sono rimasta entusiasta. Tanto è vero che ne ho richieste altre due copie. Ora ricevendo "Spunti" sono venuta a conoscenza dei libri "Trattato della vera devozione a Maria" e "Giacinta di Fatima" e vorrei riceverli. Vi ringrazio e che Dio vi protegga. P.D.G. - Roma.
"La Madonnina mi ha fatto tornare la gioia di vivere" L'arrivo nella mia casa della "Vergine Santa" mi ha riempito il cuore di gioia. Grazie! Grazie! La Madonnina nella mia vita è stata sempre vicina e nel momento più brutto della mia vita, con un Santo Rosario recitato, mi ha fatto tornare la gioia di vivere. La Vergine sarà sempre la Regina della mia casa e del mio cuore e a Lei affido mia figlia e mio marito che sono tanto buoni. B.A.M. - Nocera (NA).
"La cassetta mi ha molto aiutato e incoraggiato nei momenti di sconforto" La cassetta (con brani scelti del "Libro della Fiducia") che mi avete inviato mi ha molto aiutato e incoraggiato nei momenti di sconforto, dandomi sicurezza e quella fiducia necessaria per poter affrontare i vari problemi quotidiani. Da qui ho ottenuto anche quella misteriosa forza che ti aiuta a combattere e a lottare contro ogni avversità sapendo che non sono solo ma che al mio fianco c'è sempre Maria pronta a risvegliarmi come la più premurosa delle madri. Possa Maria continuare a infondermi quella fiducia che Lei stessa aveva nel signore senza mai dubitare, sapendo che anche dal male che riceviamo se ne può trarre spesso del bene per la crescita delle anime. S.L. - Villacidro. "Perché il bene cominciato possa sempre più moltiplicarsi per la gloria di Dio" Da una suora che abita a Roma: Ho ricevuto i due Libri della Fiducia e ringrazio sentitamente. A dire la verità sono stata tentata di scrivere per averli in modo da poterli dare ad alcune persone che sono nella sofferenza, ma data la mia povertà non ho avuto il coraggio. (.) Le notizie su Luci sull'Est sono molto interessanti, le sto facendo conoscere a chi non conosce l'Associazione. Lodevole l'invito alla recita del santo rosario, anche al ricorso dell'aiuto di Santa Teresina del Bambino Gesù. Il Signore voglia benedire tutte le loro iniziative, e fecondare il loro apostolato. E' da molto tempo che io faccio parte di questa Associazione. Prima di tutto con le mie povere preghiere e sacrifici, e quando ho potuto ho partecipato anche con la mia più o meno grande offerta, perché il bene cominciato possa sempre più moltiplicarsi per la gloria di Dio, di Maria Santissima e di tanto beneficio di tante anime. Sono vicina a tutti i collaboratori dell'Associazione, con la preghiera e l'augurio di un sempre maggiore apostolato. Suor A.V. - Roma. (N.d.R.: Abbiamo spedito molto volentieri altre copie del "Libro della Fiducia") Le "carovane della speranza" 1999 di Luci sull'Est nei paesi dell'ex impero comunista Come è ormai tradizione, Luci sull'Est (LSE) ha promosso in estate le "carovane della speranza", in cui gruppi di volontari, amici e simpatizzanti dell'associazione hanno percorso Polonia, Ucraina, Lituania, Croazia e Bosnia portando una Madonna di Fatima pellegrina e distribuendo una grande quantità di materiale religioso. Tuttavia, al di là della portata delle nostre braccia, è sempre la Provvidenza che solleva un benefico vento per portare ancora più lontano i semi di questo apostolato. Tra il 3 e il 13 settembre, Luci sull'Est ha promosso la seconda carovana di giovani volontari in terre croate. I nostri ragazzi, accompagnati da un bravo studente croato che ha fatto da interprete, sono giunti il primo sabato del mese alla Chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Zagabria, dove è arrivato pure il Cardinale Franjo Kuharic, arcivescovo emerito della città. Luci sull'Est portava questa volta una bella scultura, fatta in Portogallo, che rappresentava la Madonna di Fatima col suo Cuore Immacolato ed era destinata a sostituire quella distrutta durante la guerra nel santuario al Cuore Immacolato di Tordinci. Questa statua, che sarebbe stata consegnata alla fine del percorso, è un bel dono dei nostri generosi benefattori. Nel ringraziarlo, il Cardinale Kuharic ci ha salutato con parole di incoraggiamento per il lavoro da svolgere di lí a poco, e cioè la distribuzione del libro "Fatima: Messaggio di Tragedia o di Speranza?" in lingua croata, con prefazione dello stesso porporato. In un ambiente di raccoglimento e preghiera, la sacra immagine ha trascorso la nottata dalle suore vicenziane di Zagabria e all'indomani è stata portata in un ospedale, dove con gioia e consolazione veniva ricevuta dal cappellano, dai medici, dagli infermieri e dai malati. Tra questi ultimi Luci sull'Est ha distribuito libri, corone, stampe. Finita questa visita, i nostri volontari hanno portato la Madonna a Velika Gorica, cittadina vicina alla capitale dove, guidati dal loro parroco, i fedeli che gremivano il posto (molti stavano fuori del tempio), si sono consacrati al Cuore Immacolato. Lunedì mattina: inizio dell'anno scolastico. La Madonna presiede una cerimonia nell'unica scuola media cattolica per ragazze a Zagabria. Proiettiamo l'audivisivo e lasciamo loro abbondante letteratura mariana. Alla fine auguriamo a tutte un buon anno sotto lo sguardo protettore di Maria. Al pomeriggio si visita Lasinja, a cento chilometri. La Chiesa è stata distrutta dalla guerra, ma il paese si reca lo stesso a venerare Maria nella cappella provvisoria. Il giorno dopo è la volta di un orfanotrofio retto da suore, dove i bambini ricevono la Medaglia Miracolosa. L'8 settembre, Natività di Maria, i volontari si recano al santuario nazionale di Marija Bistrica e finiscono tutte le scorte di materiale religioso portate per l'occasione. Al pomeriggio si parte alla volta di Slaboski Brod, verso la Serbia. Una folla entusiasta e pia scorta Maria in chiesa. Il 9 si va in direzione della Bosnia-Erzegovina. E’ impressionante la grande quantità di vedove di guerra venute a venerare la Madonna di Fatima nella bella chiesa francescana di Tolisa. Il giorno dopo si torna verso la Croazia, con sosta in uno sperduto paese nella frontiera ungherese, Marijanci; nuovamente una festosa popolazione la riceve con tutti gli onori. A Nova Kapelica la Madonna presiede i vespri della festa del Nome di Maria, mentre domenica 12 presiede una toccante cresima conferita dal vescovo Mons. Gasparovic a 200 ragazzi nella Parrocchia di Santo Spirito. Molti i pellegrini che vengono a piedi dai paesi vicini. Finalmente arriviamo alla destinazione finale: il santuario di Tordinci, dove il parroco, Don M.Bubalo, accoglie la Regina del Cielo fra le pareti scrostate del suo tempio. L'intera cittadina è ancora un rudere, perché la gente è tornata da un campo profughi in Ungheria solo dieci mesi fa. Il parroco emozionato chiede alla gente di portare Maria a conoscere questi ruderi e a Maria di prendere conoscenza dei suoi devoti locali. Così, vanno tutti in giro per il paese con la statua appena arrivata. Lunedì 13, a Spalato, prima di prendere il traghetto per il viaggio di ritorno, viene proiettato l'audivisivo su Fatima di fronte a un folto gruppo di studenti nella chiesa degli universitari.
In Polonia sono state visitate Opatow, Czestochowa, Cracovia, Wieliczka, Jelna, Jodaszowka, Lukowa, Nova Szarny e Mchy. Soffermiamoci, a titolo di esempio, in quest'ultima cittadina sperduta nelle pianure della Polonia centrale. Mentre il pulmino si avvicina, vediamo la gente che fa la stessa strada per andare a ricevere la Madonna. Una bella accoglienza, infatti: un tappeto di fiori ci guida alla chiesa, con il parroco e i suoi fedeli ad aspettarci davanti alla porta. La statua viene incoronata e la conduciamo in corteo all'interno, in mezzo a bandiere e stendardi, a canti e preghiere. I bambini ed i cantori del coro lanciano fiori al passaggio della Santissima Vergine. Alla mezzanotte il parroco si accinge a chiudere la chiesa, ma si accorge che un buon numero di famiglie, bambini compresi, vogliono fare una veglia di preghiera. Così le porte rimarranno aperte fino al mattino. Tra i presenti, alcuni sacerdoti delle città vicine che hanno chiesto di ripetere la cerimonia l'anno prossimo nelle loro parrocchie. Per il resto, sapendo che la carovana partiva per l'Ucraina, la parrocchia di Mchy ne ha approfittato per inviare oggetti di pietà ai poveri di quel paese devastato dal comunismo. Ben sapendo quanto contano agli occhi di Dio coloro che si ritirano nel silenzio della clausura a pregare per i loro fratelli immersi nel mondo ed a espiare per i peccatori, la carovana di LSE si è recata in diversi monasteri polacchi dove le religiose hanno accolto con entusiasmo la statua della Madonna di Fatima. A Cracovia, durante la tappa alla redazione del giornale nazionale "Nasz Dziennik", i giovani giornalisti hanno pregato un rosario davanti alla nostra statua, tanto che poi nell'edizione dell'18/8/99 è apparsa una foto della Madonna in visita nei loro uffici. Sulla via del ritorno, sosta nel famoso santuario di Nostra Signora di Cestokowa a Jasna Gora, patrona della Polonia, al fine di ringraziarla per la materna protezione manifestata ancora una volta nel corso della "carovana della speranza". Mons. Andrea Sapelaks SDB, vescovo emerito degli ucraini in Argentina ora residente in Ucraina, ci aveva scritto l'anno scorso: "Noi abbiamo bisogno di ogni forma di aiuto vostro. La nostra Ucraina, uscita dalle persecuzioni, depone ogni sua speranza nella Vergine. Solo Ella potrà ricostruire il nostro paese che ha sofferto tanto, tanto. ". Ebbene, grazie ai nostri generosi benefattori, è stato possibile stampare 8.000 esemplari del libro "Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?" in ucraino. I volontari della carovana sono andati dal vescovo a consegnargli i libri. Ecco la sua lettera di ringraziamento: "Ringrazio vivamente a nome dei fedeli ucraini, ansiosi di letteratura religiosa, gli 8000 esemplari di 'Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?' di A. Borelli. Entro breve tempo questi libri verranno distribuiti tra i fedeli ucraini nella madre patria, ma anche in Siberia dove sono numerosi, in occasione del Giubileo dell'anno 2000. In Gesù e Maria, Andrea Sapelaks, SDB". A Lviv, una piccola folla attende nella chiesa di Santo Onofrio per pregare la Madonna di Fatima, che rimane lì tutta la nottata. Un sacerdote che regge una cappella in una fabbrica tessile ha sollecitato la carovana a farvi una sosta. Nella fabbrica lavorano 800 operai, ma in periodo di ferie ne restano solo 500, che comunque si presentano tutti puntualmente a pregare davanti alla statua pellegrina. La cappella, che si trova al terzo piano, ospita una lunga fila di persone che si avvicinano a baciare l'immagine e poi ricevono una stampa-ricordo. Il sacerdote celebra una messa davanti alla Madonna. Libro di Fatima inviato a più di 60 parrocchie dell'ex-URSS Luci sull'Est ha ricevuto una lettera da Don Wieslaw Wojcik, responsabile dell'ufficio per i "Gruppi di Ausilio Ecclesiastico ai cattolici dell'Est" in seno all'episcopato polacco. Essa è sintomatica della crescente eco che, grazie a Maria Santissima, sta suscitando lo sforzo di apostolato svolto con l'aiuto dei benefattori di LSE: "Egregi Signori! "Grazie al vostro sforzo e impegno, i nostri Gruppi di Ausilio ai Cattolici dell'Est, presso la Commissione Missionaria dell'Episcopato Polacco, hanno inviato a più di 60 parrocchie cattoliche nel territorio dell'ex-URSS circa 9000 copie del libro "Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?" in lingua polacca. Questo libro è giunto nelle mani di molti giovani che studiano in lingua polacca ma provengono dalla Bielorussia, Lituania e Kazakhstan. "Il mio contatto giornaliero con sacerdoti, suore e catechisti laici dei paesi dell'ex-blocco sovietico fa sì che abbia l'occasione di ricevere direttamente richieste di libri religiosi, soprattutto in lingua russa. Pochi giorni fa ho visitato 9 parrocchie cattoliche della Moldavia e anche da lì ho portato richieste di libri in lingua russa. Perciò ritengo che la buona edizione del libro "Fatima: un messaggio di tragedia o di speranza?" dovrebbe essere ristampata con almeno 10.000 copie in lingua russa. I sacerdoti che lavorano nel Kazakhstan, nel Caucaso e nella lontana Siberia diffonderanno volentieri e con molto impegno il messaggio di Fatima in quelle terre tanto distanti dall'Europa. "Dunque, se possibile, chiedo gentilmente un'edizione di questo libro, da inviare a Cracovia, come pure 1.000 copie della statuetta della Madonna di Fatima. Tutte queste cose saranno registrate e Vi daremo informazioni sulle parrocchie a cui le avremo consegnate. "Con sensi di viva considerazione, Don Wieslaw Wojcik, TChr." La carovana arriva in Lituania dal mare: il 29 agosto sbarca al porto di Klaipeda. Da lì si parte alla volta di Kelme, nel centro del paese. Il giorno dopo è dedicato a un pellegrinaggio alla famosa Collina delle Croci, simbolo dell'olocausto delle vittime dell'odio comunista. Finito il pellegrinaggio, breve visita alla vicina città di Siaulai. Nella capitale Vilnius, la carovana viene ricevuta da diversi deputati e professori universitari, nonché dal presidente di una importante associazione caritatevole. Ci rechiamo in una chiesa vicina al Parlamento, dove ci attendono numerosi genitori e studenti, ai quali possiamo distribuire una buona quantità delle nostre pubblicazioni proprio all'inizio dell'anno scolastico. Nella sede del Parlamento ci attende una nostra vecchia conoscenza, l'ex presidente e padre dell'indipendenza nazionale Vytautas Landsbergis. In seguito, dopo essere stati invitati a pranzo sempre al Parlamento, andiamo a vedere una mostra fotografica sull'eroica resistenza del 1991, nonché i resti delle barricate erette contro i carri armati russi, preannuncio della fine dell'era Gorbaciov e di tutto il moloc sovietico. Poi i volontari iniziano un percorso che abbraccerà molte città e cittadine dell'eroica Lituania. Dappertutto la Madonna di Fatima viene accolta con fervente devozione, si organizzano processioni, le stampe ed i libri sono accettati con gratitudine. In numerose città e santuari, la carovana viene invitata a partecipare ad atti ufficiali ed è ospitata dalle autorità locali. Facciamo qui una menzione soltanto alla commovente cerimonia in memoria dei deportati lituani in Siberia, svoltasi ai piedi di un calvario eretto nel cimitero di Kelme. Come gli anni scorsi, i volontari hanno partecipato al pellegrinaggio nazionale al Santuario della Madonna di Siluva, Patrona della Lituania, dove Ella apparve nel 1630. Erano presenti il nunzio apostolico e quattro vescovi, molte personalità civili e tantissimi fedeli lituani convenuti da ogni parte del paese. Dal Kazakhstan a Luci sull'Est: "Non siete rimasti indifferenti alla nostra richiesta e alle necessità dei nostri bambini" Avevamo ricevuto dalle suore carmelitane di Karaganda, nel Kazakhstan, una gentile lettera in cui chiedevano un aiuto per l'apostolato che svolgono presso i bambini bisognosi di quella distante regione. Quindi, "Luci sull'Est" ha inviato loro numerose copie in lingua russa dei libri "Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?", "Libro della Fiducia", "Storia Sacra" (di Don Bosco), nonché un buon numero di immagini della Madonna. Come risposta, ci hanno scritto questa bella lettera, allegando delle commoventi fotografie: "Sia lodato Nostro Signore Gesù Cristo! "Di nuovo scriviamo da Karaganda. Vi ringraziamo degli stampati e del fatto che non siete rimasti indifferenti alla nostra richiesta e alle necessità dei nostri bambini. "Infatti, questi piccoli non sono necessari né ai loro "genitori" e neppure ai loro "parenti". I loro genitori - se possiamo ancora chiamarli così - sono impazziti al punto di non essere in condizione di prendersi cura di se stessi, tanto meno dei loro figli. "Quindi, è stato soltanto tra le suore che questi fanciulli hanno incontrato amore, interessamento, premura e compassione. Le consorelle li nutrono, lavano la loro roba e prestano loro attenzione. Tuttavia, non è solo per questo che i piccoli vengono al convento. Loro sentono che dietro alle suore c'è Qualcuno che può cambiare le loro vite, e che le consorelle non sono altro che "strumenti". Allora, quando devono fare la scelta tra Gesù o i divertimenti, scelgono - come loro dicono - il "piccolo Gesù" e sua Madre. "Attualmente vengono qui più di 40 bambini; e per manifestare la loro gratitudine, promettono di pregare. Quindi, da noi molto sovente si può avere la riprova che "non solo di pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". "Ancora una volta un grande ringraziamento della Vostra sollecitudine e della risposta alle necessità del prossimo. Che Dio vi benedica e pregate per noi. Chiediamo, se Vi è ancora possibile, per amore a Dio, di spedirci ancor più di questi libri e immagini, di qualsiasi genere. Grazie mille!" Più di 1.500.000 libri distribuiti Per queste carovane sono state preparate nuove edizioni delle seguenti opere: * 10.000 esemplari di "Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?" in ucraino; * 10.000 esemplari di "Fatima: messaggio." in croato; * 10.000 esemplari del "Libro della Fiducia" in russo; * 5.000 esemplari della "Storia di Giacinta" in lituano; * 10.000 esemplari di "Preghiamo il rosario in onore della Vergine Maria" in lituano. Così, finora in totale LSE ha diffuso gratuitamente oltre un milione e mezzo di libri di carattere religioso, ai quali andrebbero aggiunti milioni di stampe. Amici dell'associazione in Bielorussia hanno stampato di propria iniziativa una edizione di 10.000 esemplari di "Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?" nella loro lingua. Por tutto ciò rendiamo grazie a Maria Santissima. Che Ella ricompensi quanti con i loro doni, le loro preghiere e i loro sacrifici hanno reso possibili questi risultati, contribuendo così a preparare le anime dei popoli dell'Est al trionfo del Suo Cuore Immacolato. I Pastorelli di Fatima saranno beatificati il 9 aprile Francesco e Giacinta Marto, i veggenti delle apparizioni della Madonna di Fatima, saranno beatificati durante una cerimonia a Piazza S. Pietro il 9 aprile del 2000. Così è stato annunciato lo scorso 13 ottobre da Mons. Serafim de Sousa Ferreira, vescovo di Leiria-Fatima. "La Città Eterna conferirà al fatto un carattere universale", ha asserito il presule, sottolineando che il messaggio di Fatima "è per il mondo intero" (cfr. "Noticias Eclesiales", 14-10-99) Tale evento riempie di gioia i devoti di Fatima, giacché la santità dei due pastorelli è una garanzia che non potrebbero contare su intercessori migliori si adoperano per divulgare in tutto il mondo il messaggio trasmesso dalla Madonna a Cova da Iria. Il Nunzio in Albania ringrazia a Luci sull’Est
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