La Madonna di Fatima in terra siberiana

 

 

“La Madonnina in Russia!!!”: così esclamava uno dei nostri “Apostoli di Fatima” alla vista delle prime fotografie della statua della Madonna di Fatima, portata dai volontari di Luci sull’Est  in Siberia nel maggio scorso. Sì, era la stessa Madonna di Fatima che aveva visitato tantissime città d’Italia e che allora si trovava proprio in Russia!

 

Significato della visita della Madonna

 

Per dare un’idea della portata di questo avvenimento, dobbiamo ricordare che cosa significasse, appena pochi decenni fa, la parola “Siberia”.

Irtkutsk – capitale della Siberia Orientale – evoca il mitico viaggio di Michele Strogoff che Giulio Verne con mirabili pagine ha consegnato alla letteratura universale. Ma forse pochi sanno invece che è stato anche uno dei più terribili lager di quell’arcipelago Gulag descritto da Solyenitzin.

Da poco è stato pubblicato Julija Danzas (G. Parravicini  e S. Stratanovskij, La Casa di Matriona e Aiuto alla Chiesa che Soffre, Milano, 2001), affascinante ritratto di un personaggio russo,  dama dell’imperatrice, intellettuale laureatasi alla Sorbonne, amazzone alla Prima Guerra Mondiale accanto ai cosacchi degli Urali che, convertitasi al cattolicesimo, divenne monaca e per questo motivo finì in diversi lager sovietici. La Danzas fu una delle poche persone che fecero ritorno alla libertà, consegnandoci i suoi commoventi ricordi nel libro Galera Rossa.

Dal lager di Irkutsk, messa fra ladre e prostitute, tra i molti episodi terrificanti ella ad esempio ricorda: “Una delle delinquenti aveva sulla coscienza 27 omicidi. Raccontava ridendo le proprie imprese. (…) Molto spesso (le detenute) si azzuffavano, strappandosi i capelli e cavandosi gli occhi; ho visto per due volte queste donne uccidere una loro compagna, colpendole furiosamente la testa con mattoni fino a ridurla a una poltiglia sanguinolenta. (…) La cosa più triste era vedere in questo ambiente selvaggio anche dei bambini (…) vedevano e sentivano le cose più ripugnanti, imparavano tutti i particolari più abominevoli della vita”. Siccome Julija Danzas sapeva anche di contabilità, le chiesero di stilare le statistiche dei carceri, potendo uscire sotto scorta a questo scopo. Per ben due volte riuscì a far la comunione e una volta, nella sua “lacera uniforme”, a partecipare della processione del Corpus Domini intorno alla chiesa.

Un giorno vide entrare nel lager Padre Antonij Zukovskij, inviato a Irkutsk come parroco nel 1925. Fu accusato di “creare nuclei di spionaggio e di insurrezione eversiva composti da cattolici” e fucilato nel 1937. Era l’ultimo sacerdote cattolico rimasto in Siberia. All’atto del suo primo arresto, nel 1926, Padre Antonij “aveva preso con sé un’ostia consacrata per Julija Danzas e riuscì a comunicarla mentre passeggiavano nel cortile. Per Julija sarebbe stata la terza ed ultima comunione nei quattro anni di reclusione ad Irkutsk”.  

                                            

 

I doni di Luci sull’Est alla Siberia orientale

 

Proprio da Irkutsk è partita una entusiasmante attività apostolica, che vede coinvolti gli amici di Luci sull’Est: il recente pellegrinaggio della Madonna di Fatima nella Siberia Orientale. Tutti conoscono ormai le materne parole di amore pronunciate da Maria alla Cova da Iria sulla conversione della Russia. E i nostri amici – sebbene consapevoli di quanto sia un avvenimento di  portata soprannaturale e quindi in ultima analisi nelle mani di Dio - hanno voluto contribuire col loro granello di sabbia, o meglio, col loro pane o col loro pesce, all’azione decisiva della grazia.

Sì, perché Gesù non aveva bisogno dei cinque pani e dei due pesci per sfamare la folla raccolta sulla spiaggia del lago di Tiberiade; egli avrebbe potuto creare dal nulla i pani e i pesci, essendo il Creatore di tutte le cose. Ma egli ha voluto un  apporto umano, la partecipazione dei suoi discepoli alla raccolta dei pani e dei pesci da moltiplicare. Così pure gli amici di Luci sull’Est, col desiderio di  aiutare il Signore a sfamare spiritualmente tante anime in queste terre lontane, si rendono, nel loro piccolo, strumenti per aprire la strada al compimento della promessa della Madonna sulla Russia.

 Grazie a loro, i nostri tre volontari sono potuti partire alla volta di Irkutsk il 9 maggio scorso. Sull’aereo portavano la statua pellegrina della Madonna di Fatima, ma via terra seguivano 10 mila piccole riproduzioni della stessa immagine, 10 mila rosari, 10 mila libricini per pregarlo  e 50 statue di 80 cm. circa,  sempre della Madonna di Fatima. In breve ecco il  progetto: che ogni chiesa, chiesetta o umile cappella di questa martoriata terra, dove si è tentato invano di sradicare completamente il cristianesimo, abbia un bel simulacro di Colei che alla Cova da Iria  le ha promesso uno splendido futuro; che ogni famiglia cattolica abbia a casa un simulacro più piccolo, ma bello e ben rifinito; e che abbia pure almeno una corona del  rosario accompagnata da un libretto illustrato, per dirlo nel modo più adatto. Fatima  penetra così, quale pioggia benefica, nel cuore della Russia!

Siberia, terra di grandi sofferenze, diviene oggi terra di rievangelizzazione. Nell’immenso spazio dell’amministrazione apostolica della Siberia Orientale – 28 volte l’Italia! – vivono soltanto 50 mila cattolici. Ma i discendenti di ucraini, polacchi, tedeschi e lituani, molti di origini cattoliche, che potrebbero tornare alla fede dei loro antenati superano il milione. E infatti già stanno tornando a migliaia. Lo abbiamo constatato noi stessi negli occhi ammirati, soprattutto dei ragazzi, che si avvicinavano alla statua della Madonna di Fatima. Ce lo hanno confermato poi quelli che svolgono giorno dopo giorno un lavoro pastorale presso di loro. Non è quindi consolante la partecipazione degli Amici di Luci sull’Est a questo sforzo?

Manca sempre tanto, è chiaro, ma si fa quel che si può. Basti pensare che meno del 20% delle proprietà  ecclesiastiche confiscate nel 1930 sono state restituite; che per un spazio così grande servirebbero almeno 600 sacerdoti e ce ne sono soltanto 200; che preti, suore e laici volontari trovano ogni difficoltà nel rinnovo del permesso di soggiorno, dovendo uscire continuamente dal paese.

 

I primi giorni del pellegrinaggio

 

Uno dei nostri volontari descrive l’inizio del pellegrinaggio della statua della Madonna di Fatima in Siberia:

 

Già dall’uscita a Fiumicino la Madonna ci ha sorriso. Volevamo tanto far la comunione prima di partire, ma con tutti i fusi orari fra Roma e la Siberia sarebbe stato impensabile farla all’arrivo. Così ci siamo affacciati alla cappella dello scalo romano e – vivaddio! – c’era la Messa e ci siamo comunicati. Il volo poi è partito con ritardo e a Mosca la dogana è quella che è. Così abbiamo perso la coincidenza per Irkutsk, ma dovendo rimanere una notte nella capitale russa abbiamo portato la statua della Madonna “a dare uno sguardo” alla Piazza Rossa. Purtroppo, non c’era modo di avvertire il vescovo che l’aspettava a Irkutsk. E così l’indomani ha fatto un viaggio a vuoto fino all’aeroporto, accompagnato da una folta delegazione.

Ma tutti loro hanno una sorta di naturale giovinezza; non si scompongono mai davanti ai frequenti disagi. Quasi non volevano neanche lasciarci spiegare. Sorridevano dicendo che forse non eravamo molto abituati, ma che si trattava della cosa più normale. E sono tornati a riceverci il giorno dopo: non appena vista Nostra Signora si sono messi a cantare e pregare. Presenti all’arrivo della statua della Madonna anche i media locali; che poi trasmetteranno ampi servizi sull’avvenimento. Diversi giorni dopo, visitando un museo della città, i funzionari ci hanno riconosciuto, un segno che molti hanno visto e non hanno dimenticato la scena.

All’inizio abbiamo portato la Madonna alla cappella della Curia e ci hanno offerto un’abbondante colazione. Poi, in una solenne processione presieduta dal vescovo e da venti sacerdoti, è stata trasportata alla cattedrale del Cuore Immacolato di Maria, da poco inaugurata e  dove avevano allestito una bella pedana adorna di fiori a sinistra dell’altare. Nel percorso fatto attorno alla Chiesa, la Madonna ha sostato davanti al memoriale delle persecuzioni, contenente terra dei diversi lager comunisti in Siberia. La lucentezza del tempio dove entrava la Madonna, tutto  pulito e ben conservato, contrastava con l’ambiente dimesso della città. La navata era piena di gente che accompagnava le belle melodie suonate all’organo; notevole il coro dei bambini e quello degli adulti. Come si sa, gli slavi sono molto portati per la musica.

In questo ospitale ambiente, Maria Santissima è rimasta a lungo a presenziare a tutti gli atti di pietà, discorsi, celebrazioni di messe, rosari, consacrazioni, benedizioni eucaristiche, ecc. Poi buona parte dei fedeli è rimasta in veglia di preghiera fino alla mezzanotte. Fra gli altri, erano presenti il vicegenerale dei verbiti e il console polacco.

Pur non capendo molte parole, era però sufficientemente chiaro che a preoccupare i sacerdoti è il grande problema del vuoto esistenziale della gente, in modo particolare dei giovani, che li spinge all’alcolismo e alle droghe. Il vescovo vuole inquadrare il pellegrinaggio della Madonna di Fatima nella celebrazione dell’Anno della Famiglia, indetto proprio per mettere in rilievo la funzione formativa di questa primordiale cellula sociale, vero argine contro l’erosione dei valori morali. Perciò anche le famiglie presenti hanno fatto una loro consacrazione al Cuore Immacolato.

La mattina della domenica 13 maggio si è svolto presso la statua della Madonna un  commovente e molto accurato sketch teatrale su Fatima. I biondi pastorelli erano ben compenetrati nei loro ruoli di campagnoli portoghesi, cioè di abitanti all’altro estremo dell’immenso continente eurasiatico. “Giacinta”, per la sua naturalezza e vivacità, ha dato uno spettacolo a sé! I piccoli attori si alternavano con una corale di bambini, che accompagnava gli episodi più salienti. Ancora un pienone in chiesa e tanti applausi.

La sera, sempre in cattedrale, c’è stato un concerto con un quintetto e un soprano professionisti che hanno eseguito le più famose Ave Maria esistenti. Possiamo dire che hanno preparato veramente un ricevimento regale alla Madonna di Fatima. Anche con noi sono stati gentilissimi, portandoci a vedere l’immenso lago Baikal (il 20% dell’acqua dolce del mondo!)  in un momento particolarmente bello, cioè quando all’inizio del disgelo il ghiaccio incomincia a sciogliersi producendo una miriade di schegge scintillanti. Forse si poteva leggere il fenomeno come simbolo della fine del lungo inverno sovietico; un ghiacciaio immenso e grigio per l’umanità,  che ora cominciava a diventare uno sfavillante tappeto di pietre pregiate. I raggi che partono dalle pietre, come nella Medaglia Miracolosa, possono rappresentare quelle molteplici grazie prodotte dal fuoco di  Colei che l’Apocalisse chiama una “donna vestita di sole”.

Il vescovo ha poi deciso di inviare la statua della Madonna a Usole, dove si accinge ad erigere il primo santuario-monastero carmelitano di clausura della Siberia: saggia idea quella di avere religiose che pregano per la riuscita della missione e inoltre costruire una meta di pellegrinaggi. Il luogo scelto è molto significativo, perché lì visse San Raffaele Kalinowski, carmelitano polacco che vi giunse dopo due anni di  marcia a piedi assieme ad altri conterranei, tutti deportati dagli zar per lavorare nelle miniere di sale. Per adesso hanno solo un appartamento. Dopo Usole la Madonna ha visitato tre piccoli villaggi, alle dipendenze di un attivissimo parroco, abitati da gente di origine tedesca, i cui antenati arrivarono  nel ‘700. Abbiamo visitato le scuole e consegnato la “medaglia miracolosa” ai bambini. Finora dovunque siamo andati abbiamo riscontrato devozione e gioia, espressa nei canti, nelle recite del rosario, nelle celebrazioni, nelle processioni che si fanno all’arrivo nei paesi. Dopo le tappe di Angarsk e Bratsk, La Madonna dovrà girare i diversi distretti della gigantesca amministrazione apostolica: Vladivostok, Magadan, Yakutia, Krasnojarsk e naturalmente l’area di Irkutsk. Questo programma durerà sei mesi.

 

Il giornale cattolico della Russia sulla visita della Madonna di Fatima

 

Luce del Vangelo è il giornale dei cattolici russi e la sua inviata, Natalia Galetchina, sull’edizione speciale del 27 maggio scorso, commemorativa dei dieci anni della legalizzazione della Chiesa cattolica in Russia, ha dedicato al pellegrinaggio un ampio servizio su due pagine. Ne riportiamo qualche brano:

 

Il 12 maggio ad Irkutsk è arrivata la statua della Madonna di Fatima. La sera stessa la Pellegrina è stata festeggiata solennemente dai fedeli nella Cattedrale del Cuore Immacolato di Maria.

Hanno preso avvio, così, le “Celebrazioni di Fatima” che avranno luogo nell’amministrazione Apostolica della Siberia orientale e dureranno fino al 13 ottobre 2001.

L’idea del pellegrinaggio del simulacro della Madonna di Fatima sul territorio dell’Amministrazione Apostolica della Siberia orientale è stata del Vescovo Jerzy Mazur, in coincidenza con due eventi: affidamento del terzo millennio alla protezione della Madonna, proclamato nell’ottobre dell’anno giubilare da papa Giovanni Paolo II, e l’annuncio del Santo Padre che l’anno 2001 sarà dedicato alla famiglia. Consacrando il 2001 alla famiglia, il Santo Padre ha voluto richiamare l’attenzione sulla particolare situazione creatasi nei rapporti fra l’istituto della famiglia e la società moderna, nonché sulla crisi che sta attraversando la famiglia stessa. Il Santo Padre è convinto che la consacrazione delle famiglie al Cuore Immacolato della Madonna aiuterà a superare questa crisi.

Perché proprio alla Madonna di Fatima si affidano queste speranze? Perché la Madonna di Fatima ha avvertito la gente della gravità del peccato dell’ateismo, ha previsto il coinvolgimento della Russia ed ha pregato affinché fosse consacrato il nostro paese e tutto il mondo al suo Cuore Immacolato.

Ricordare la Madonna di Fatima e invocarla per aiutare le famiglie è l’obiettivo principale del pellegrinaggio. Per favorire la realizzazione di quest’idea si è offerta l’Associazione  Luci sull’Est.  (…) I membri dell’associazione hanno preparato e realizzato il pellegrinaggio della statua a Irkutsk e portato in omaggio, ai cattolici siberiani, le statuette della Santissima Vergine Maria di Fatima; tanti libri su Fatima e Rosari che saranno donati alle famiglie dai sacerdoti durante le loro visite pastorali. La statua è stata accompagnata nel viaggio da Roma ad Irkutsk da tre rappresentanti dell’associazione Luci sull’Est. (…) La statua che hanno portato in Siberia è stata benedetta a Fatima sei anni fa e da allora si trova sempre in pellegrinaggio. Essa ha visitato l’Italia, la Romania, la Croazia, l’Ucraina ed ora è arrivata in Russia.

Particolarmente lungo sarà il suo pellegrinaggio, che durerà dal 13 maggio al 13 ottobre, proprio nel periodo in cui la Madonna appariva a Fatima ai tre pastorelli.

 

 

L’atteso incontro

 

La Madonna di Fatima era attesa ad Irkutsk l’11 maggio. Quelli che si trovavano al mattino presto all’aeroporto d’Irkutsk con curiosità osservavano i sacerdoti e le suore che si trovavano all’uscita passeggeri cantando gioiosamente. L’amministratore apostolico, Mons. Mazur, ha interrotto il lavoro in Listvianka e si è unito ai fedeli. Però l’atteso arrivo è slittato a causa del ritardo del volo Roma–Mosca ed anche a causa della troppa pignoleria della nostra dogana. Quando tutti i passeggeri del volo da Mosca sono usciti dall’aereo, fra i quali non c’erano gli ospiti attesi, qualcuno ha ironizzato che tutto ciò fosse stata solo la prova generale. Ma ringraziando il Signore tutto si è concluso bene. La statua della Madonna di Fatima è arrivata in terra d’Irkutsk il 12 maggio alle 6,30 di mattina. Dopo un breve saluto all’aeroporto, è stata portata in curia, dove l’attendeva il rintocco dei batocchi del campanile dello Spirito Santo. (…)

Interesse verso l’evento è stato mostrato non solo dai cattolici. La stampa e la radio locale, precedentemente informate delle “liturgie di Fatima”, hanno attirato l’attenzione di molti cittadini tra i quali i giornalisti, che hanno telefonato tutto il giorno in Curia per avere informazioni sui festeggiamenti.

Non tutti quelli che si trovavano davanti alla cattedrale comprendevano l’importanza dell’avvenimento. Qualcuno è arrivato per pura curiosità. (…) Per tanti fedeli, l’avvenimento ha un’enorme importanza. Loro si vedono davanti non la semplice statua e pregano non solo Lei, ma direttamente la Madre di Dio nell’immagine della Madonna di Fatima. (…)

“Icone e statue con l’immagine della Madre di Dio, che si conservano nelle nostre case e nelle chiese, aiutano i fedeli a sentire la Sua presenza costante. E come diceva Sant’Agostino, loro ci aiutano a stabilire un rapporto vivo con la Madre di Dio”: queste le parole con cui  l’eccellentissimo vescovo Mons. Mazur si è rivolto a tutti i fedeli nella cattedrale. (…)

Molto simbolico che nella cattedrale del Cuore Immacolato della Madonna, dopo ogni messa in questi tre giorni, si siano sentite le parole dell’atto di Consacrazione dell’Amministrazione Apostolica al Cuore Immacolato di Maria. Ogni volta la liturgia si concludeva con la recita del Rosario… A tale proposito le preghiere si recitavano in lingue diverse: in russo, in polacco, in bielorusso, in armeno, in coreano, in spagnolo, in tedesco e in inglese.

         Il 14 maggio, per l’intera giornata, la cattedrale è rimasta aperta per le preghiere e la sera, sul piazzale antistante la cattedrale sotto il grande Crocefisso di legno, si è tenuta la cerimonia d’addio dei cittadini d’Irkutsk alla Madonna di Fatima. (…)

 

 

Le ispirate parole del Vescovo

 

Riportiamo – continua il giornale cattolico russo – dalla predica del vescovo Jerzy Mazur nella Cattedrale del Cuore Immacolato della Santa Madre il  13 maggio 2001:

 

Ogni bambino ama sua madre. Accanto a lei si sente protetto. Lui ha bisogno del cuore materno, delle sue mani premurose e dei suoi occhi. Oggi noi siamo accanto alla Madre di Gesù Cristo, accanto alla nostra Madre. Lei viene da noi con un messaggio, chiede la preghiera, il pentimento e il ritorno al Signore. Lei arriva nelle nostre famiglie per essere con noi e per aiutarci.

Oggi ci siamo riuniti per ringraziarLa della grazia ricevuta e per la sua intercessione davanti al Figlio. Per affidare noi stessi alle Sue cure e per consacrare le nostre famiglie al Suo Cuore Immacolato. Noi ringraziamo la Santa Madre per la sua premura verso la gente durante le persecuzioni e le oppressioni su questa terra. Per tutto ciò La ringraziamo perché con la preghiera del Rosario e con la fede la Madonna ha sostenuto questa gente, tanto che sono riusciti a superare tutte le tribolazioni inviate dal destino. Noi crediamo che, come la Santa Madre ci ha aiutato in quel periodo, anche oggi ci farà superare le difficoltà e i problemi quotidiani.

“Porrò inimicizia tra te e la donna, tra il tuo seme e il seme di lei”. Così la Santissima Vergine si presenta con Cristo nella vittoriosa battaglia contro Satana. (...)

La battaglia di Satana con Maria e con i Suoi discendenti spirituali continua anche oggi. Noi siamo i testimoni di questa battaglia sulla terra. La famiglia si trova sotto il pericolo della divisione, uccidono i bambini concepiti, cresce il numero delle separazioni. Con terrore possiamo constatare il processo di corruzione morale dei bambini e dei giovani e l’onda crescente della tossicodipendenza e dell’alcolismo. È propagandata la violenza, l’aggressione, il disprezzo verso i valori della vita e i valori cristiani. (…) La famiglia e la vita concepita devono essere  preoccupazioni principali della Chiesa. Maria viene da noi per ricordarci ancora una volta il Suo appello che invoca la preghiera. (…)

E solo quando noi riusciremo a recepire questo messaggio, solo quando ci consacreremo al Suo Cuore Immacolato, Ella ci potrà aiutare nei nostri cambiamenti interiori, ci porterà all’unione con il Signore e con la gente. (…) Proviamo a credere che, affidandoci alla Madonna e consacrandoci al Cuore Immacolato di Maria e pregandola, riusciremo a migliorare la nostra vita.

Il Cuore Immacolato di Maria rappresenta il Cuore della Madre Chiesa che attraverso la Sua protezione chiede la grazia del Signore. Lei vuole ricevere da noi l’affidamento di tutto il mondo e Lei, in cambio, affida questo mondo al Signore che è l’unica fonte di salvezza.

Maria vuole anche che noi introduciamo nella nostra vita la celebrazione dei primi sabati di ogni mese. In questo modo Lei ci manda la garanzia di salvezza.

Apriamo i nostri cuori durante il pellegrinaggio della Madonna e facciamo in modo che Ella ci aiuti a comprendere il Suo messaggio e ci dia certezza della sua realizzazione. Lei ci porta la speranza della vittoria definitiva del bene e dell’amore in tutto il mondo e su questa terra. Però se riusciremo ad usare questa possibilità dipende solo dalla nostra collaborazione. Ognuno di noi ha bisogno della conversione e di cambiamenti.

Nella stessa maniera in cui il Santo Padre ha chiamato alla conversione ed ha ricordato le  grandi catastrofi del ventesimo secolo, così oggi, osservando la famiglia che si trova in crisi profonda e a combattere con mille difficoltà, viene da ripetere le parole di Gesù Cristo: “Pentitevi e credete nel Vangelo”. In queste parole vi è il contenuto del messaggio di Fatima. Maria vuole che questo messaggio sia ricordato ora e sempre in ogni parrocchia e  in ogni famiglia.”

 

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Croazia e Australia: radio cattoliche intervistano Luci sull’Est

Due importanti radio cattoliche estere si sono recentemente occupate delle attività di Luci sull'Est. Infatti sia la Radio Cattolica Croata di Zagabria che Radio St. Gabriel di Perth, Australia, hanno contattato i nostri rappresentanti per intervistarli, nel corso dei loro più seguiti programmi domenicali, sui grandi argomenti trattati dell'Associazione: la rinascita spirituale nei paesi dell'Est, l'attività svolta da LSE a questo fine e l'importanza di Fatima per capire gli avvenimenti odierni.

 

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