Spunti – Dicembre 2001

 

Slovacchia

 

Ringraziamento con un appello:

"Vi chiediamo di portare in tutto il mondo questa opera"

 

 

"Ho subìto per 40 anni una persecuzione che ha impedito a me, sacerdote, di celebrare l'Eucarestia. E questo è accaduto nella cattolica Slovacchia... ecco l'assurdo del regime ateo comunista: hanno cercato di cancellare la storia del popolo, loro che del popolo si proclamavano difensori. Come puoi impedire la confessione pubblica della fede cristiana in una terra dove, nell'880, è stata eretta la prima Diocesi di tutta l'Europa centro-orientale?" (Osservatore Romano, 1-9-2001).

Così ha parlato il cardinale slovacco J.C. Korec, testimone della "Chiesa delle catacombe", che proprio di recente ha festeggiato il 50mo anniversario della sua ordinazione episcopale. Lavorò da scaricatore e guardiano notturno per 25 anni,  senza che nessuno sapesse che era un vescovo e fino al 1960 fece 12 anni di galera. Grazie a lui ed altri martiri, gli slovacchi sono "tornati a riveder le stelle".  In seguito a diversi inviti, Luci sull'Est è andata a trovarli con una delle sue "carovane della speranza".

Seguiamo il diario di Enzo, vivace "Apostolo di Fatima" napoletano.

 

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"Ci raduniamo nella sede di Luci sull’Est (LSE) a Cernusco sul Naviglio (MI). Giuseppe, Peppino e Domenico sono arrivati da Catania sull'ultimo aereo decollato prima che l'aeroporto fosse chiuso a causa dell'Etna. Sebastiano arriva da Genova ed io da Napoli. A Cernusco ci sono Rory, irlandese, e Giulio, dirigente del pellegrinaggio.

Prima di partire, sotto un caldo spietato, visitiamo nel meraviglioso duomo milanese le reliquie di S. Carlo Borromeo. Dopo un salto al Castello Sforzesco, diciamo un'altra corona del rosario davanti al corpo di S. Ambrogio. All'indomani partiamo per Vienna. Fa molto caldo ma tra canzoni, preghiere e un pizzico di allegria arriviamo a Vienna. Si va subito alla cattedrale di S. Stefano, dove si celebra il primo venerdì del mese. Anche questo duomo gotico ci fa ammirare le meraviglie che Dio fa per mezzo degli uomini.

Nella sede della campagna Östereich braucht Mariens Hilfe ("l'Austria ha bisogno di Maria", una attività analoga a quella di LSE) troviamo diversi volontari e il suo direttore, che ci accompagnerà in Slovacchia. Dopodiché tutti insieme ceniamo molto convivialmente in un tipico Heuriger. Terminata la giornata, la luna ci fa compagnia nell'andare a dormire a Pressbaum.  

Dopo il riposo, si riparte. In meno di due ore siamo alla frontiera slovacca. Grazie alla scomparsa della burocrazia comunista, tutto procede rapido e prima di mezzogiorno siamo a Bratislava. Il nostro campo base è il Seminario vescovile. Ci accoglie Michal, giovane seminarista inviato dal vescovo Mons. Sokol per farci da interprete e guida, e che sarà con noi durante tutto il viaggio. Diversamente dai nostri seminari, quelli slovacchi sono strapieni. A Bratislava ci sono 140 studenti.

Al santuario nazionale di Šaštin ci accoglie Mons. Tóth, Vicario Generale di Bratislava, che ci fa un cordiale augurio di fruttuosa permanenza in Slovacchia e ci benedice. Il santuario è affollatissimo per la venuta della Madonna di Fatima. Tutti i fedeli cantano, perfino a due voci. Ci colpisce soprattutto un Magnificat in gregoriano, intercalato da litanie che finiscono con l'invocazione Pana Mária!  (Vergine Maria!)

All'uscita distribuiamo migliaia di cartoline, rosari, statuine ed altri oggetti religiosi. La missione è appena cominciata, ma l'impressione è di conoscere questo popolo da sempre. Gente calorosa e sorridente come da noi. Pur non conoscendo la lingua, riesco a comprenderli e a comunicare con loro, sembra un prodigio operato dalla Madonna. Mi emoziono quando, distribuendo le immagini della Madonna, qualcuno mi accarezza il viso in segno di ringraziamento. In questa città, dove il 70% sono contadini, le donne indossano il loro abito tradizionale: gonne larghe a pieghe, con davanti un grembiule e in testa un bel foulard. Le anziane contadine portano impressi sul viso e sul corpo i segni del duro lavoro.

 

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Domenica il suono festoso delle campane ci annuncia un altro giorno pieno di gioia. Abbiamo in programma due visite: una alla parrocchia Maria del Rosario a Dubová, e l'altra a quella della SS. Trinità a Vištuk, dove insieme al parroco Don Orban ci accoglie il vescovo Mons.  Vrablec, ausiliare di Bratislava. Questi parla bene l'italiano perché ha vissuto da noi, è stato Rettore del Pontificio Collegio Slovacco a Roma. Dopo la funzione religiosa ci invita a cena e ci benedice augurandoci buon apostolato. Nei due paesi sono state realizzate belle processioni pubbliche.

 

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Missione a Pezinok il quarto giorno. Il parroco, di poche ma incisive parole e molta iniziativa, ha una comunità assai attiva. Molti parrocchiani chiedono maggiori spiegazioni sull'apostolato di Fatima. Abbiamo donato 50 statuine della Madonna e tante immagini con preghiere nella loro lingua. Molto significativo l'incontro col gruppo giovanile della parrocchia. Grazie all'aiuto di una ragazza che parla un perfetto italiano, facciamo una lunga chiacchierata su Fatima e la devozione a Maria. Alla fine, le signore della Legio Mariae ci offrono uno spuntino.

Colpisce il numero di chierichetti nelle chiese slovacche. Mai meno di 5 o 6, a volte persino 12. Ragazzi che vivono attorno all'oratorio, qualcuno finirà in seminario. Per ora non esiste la crisi vocazionale. L’età media del clero è molto bassa, dappertutto troviamo sacerdoti di 25 anni! Oggi, quinto giorno, siamo nella parrocchia Kralova Rodiny (Regina della Famiglia), in un quartiere popolare, dove siamo accolti dal parroco. Anch'egli parla bene l'italiano e conduce due programmi religiosi sulla televisione di Stato. Egli e la sua comunità si sono dimostrati molto disponibili. Infatti, la devozione a Maria e il loro amore per Fatima, sentita come molto significativa data la loro vicenda storica, rende più facile il nostro apostolato. Anche dopo la processione finale non volevano più andar via.

 

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Lasciamo Bratislava per recarci nella zona centrale di Slovacchia.

Arrivati alla parrocchia  di S. Andrea di Ruzomberok, ci accoglie il Decano e i suoi giovanissimi ausiliari. La chiesa, strapiena,  è molto bella, in stile gotico. Finita la funzione religiosa, ci hanno chiesto di lasciare la statua della Madonna perché i fedeli avevano intenzione di venerarla fino a tarda notte. I giovani sacerdoti ci invitano a mangiare la pizza e provvedono al nostro alloggio nell’università Cattolica. Abbiamo potuto contattare alcuni professori, che ci hanno invitato a parlare agli studenti dopo il rientro.

Quanta gente vista in una settimana! Dopo l'affollatissima Messa delle ore 7,  portiamo la Madonna in un convento di suore. Mentre loro pregano, ci portano sui monti Tatra in un piccolo e incantevole villaggio di case antiche di legno. Tornati nel convento delle suore, ci chiedono di parlare su Fatima e ascoltano con molta attenzione.

 

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Si parte per Liptovsky Mikuláš, alla chiesa di  S. Nicola, dove ci attende il giovane viceparroco che chiede di tenere in chiesa la Madonna fino al giorno dopo. Facciamo una grande processione per il paese, preceduti dal Santissimo Sacramento.  I parrocchiani ci offrono una cena e ci fanno regali. Quella notte, quattro famiglie ci ospitano nelle loro case. La comune devozione alla Madonna (e molta gesticolazione!) sostituisce la mancata conoscenza della lingua. All'indomani  presto, dopo le funzioni religiose, quando ci preparavamo ad andar via ci viene incontro Marta, una delle persone che ci hanno ospitati; ci dà un biglietto con delle firme, scritto nella sua lingua che Michal ha poi tradotto:

 

Carissimi apostoli della nostra cara Vergine Maria!

Tante grazie, grazie di cuore per il vostro amore con il quale ci avete portato il messaggio della Vergine Maria. Siamo molto incoraggiati alla devozione verso la Vergine Santissima e capiamo meglio l'importanza della preghiera e del sacrificio.

Vi chiediamo che portiate in tutto il mondo questa opera e che incoraggiate gli uomini affinché si incontrino e preghino nelle loro famiglie e nelle case.

E così compiamo il desiderio della Vergine Maria, creare i gruppi di preghiera che lottavano con essa per il suo trionfo. Gli uomini ascoltano molto e fanno quello che gli dite voi in quanto apostoli della Vergine Maria. Ancora una volta noi e nel nome di tutti vi ringraziamo di cuore.

GRAZIE.

 

Salutando con Ave Maria i parrocchiani di Liptovsky Mikulaš

 

                                Chiesa S. Nicola

                                Parroco prodecano Michal Vitkoský

                                Viceparroco March Biel

 

Oggi si va a Spišská Kapitula per salutare il Vescovo diocesano e il suo ausiliare, che si sono adoperati per il nostro pellegrinaggio. Dopo pranzo, ci rechiamo alla parrocchia di Spišská Nova Ves. Viene organizzata una processione dal decanato alla chiesa, presenti molti fedeli che pregano e venerano poi la Madonna fino a tarda notte. Come dappertutto, parliamo sull'apostolato di LSE e il messaggio della Madonna di Fatima.

 

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Arriva l'ultimo giorno. A colazione le suore ci fanno un sacco di domande su Fatima e su LSE. Il pasto si trasforma in una piccola conferenza. Dopodiché andiamo nella chiesa strapiena di fedeli, prendiamo la Madonna e la riportiamo in processione al decanato. Padre Anton ci benedice e ci ringrazia, esprimendo il desiderio di rivederci. Partiamo tra manifestazioni di grande stima reciproca, con un ricordo indelebile: il loro sorriso.

Volevamo riportare Michal al suo paese, ma purtroppo il tempo è mancato. Ci siamo abbracciati alla stazione. Così, stanchi ma col cuore pieno di gioia, abbiamo messo prua su Vienna. Siamo arrivati all'antica capitale asburgica mentre il sole tramontava sul Danubio.