Ringraziamento con un appello:
"Vi chiediamo di portare
in tutto il mondo questa opera"
"Ho subìto per
40 anni una persecuzione che ha impedito a me, sacerdote, di celebrare
l'Eucarestia. E questo è accaduto nella cattolica Slovacchia... ecco l'assurdo
del regime ateo comunista: hanno cercato di cancellare la storia del popolo,
loro che del popolo si proclamavano difensori. Come puoi impedire la
confessione pubblica della fede cristiana in una terra dove, nell'880, è stata
eretta la prima Diocesi di tutta l'Europa centro-orientale?" (Osservatore
Romano, 1-9-2001).
Così ha parlato il
cardinale slovacco J.C. Korec, testimone della "Chiesa delle
catacombe", che proprio di recente ha festeggiato il 50mo anniversario
della sua ordinazione episcopale. Lavorò da scaricatore e guardiano notturno
per 25 anni, senza che nessuno sapesse
che era un vescovo e fino al 1960 fece 12 anni di galera. Grazie a lui ed altri
martiri, gli slovacchi sono "tornati a riveder le stelle". In seguito a diversi inviti, Luci sull'Est è
andata a trovarli con una delle sue "carovane della speranza".
Seguiamo il diario
di Enzo, vivace "Apostolo di Fatima" napoletano.
* *
*
"Ci raduniamo
nella sede di Luci sull’Est (LSE) a Cernusco sul Naviglio (MI).
Giuseppe, Peppino e Domenico sono arrivati da Catania sull'ultimo aereo
decollato prima che l'aeroporto fosse chiuso a causa dell'Etna. Sebastiano
arriva da Genova ed io da Napoli. A Cernusco ci sono Rory, irlandese, e Giulio,
dirigente del pellegrinaggio.
Prima
di partire, sotto un caldo spietato, visitiamo nel meraviglioso duomo milanese
le reliquie di S. Carlo Borromeo. Dopo un salto al Castello Sforzesco, diciamo
un'altra corona del rosario davanti al corpo di S. Ambrogio. All'indomani
partiamo per Vienna. Fa molto caldo ma tra canzoni, preghiere e un pizzico di
allegria arriviamo a Vienna. Si va subito alla cattedrale di S. Stefano, dove
si celebra il primo venerdì del mese. Anche questo duomo gotico ci fa ammirare
le meraviglie che Dio fa per mezzo degli uomini.
Nella sede della
campagna Östereich braucht Mariens Hilfe ("l'Austria ha bisogno di
Maria", una attività analoga a quella di LSE) troviamo diversi volontari e
il suo direttore, che ci accompagnerà in Slovacchia. Dopodiché tutti insieme ceniamo
molto convivialmente in un tipico Heuriger. Terminata la giornata, la luna ci
fa compagnia nell'andare a dormire a Pressbaum.
Dopo il riposo, si
riparte. In meno di due ore siamo alla frontiera slovacca. Grazie alla
scomparsa della burocrazia comunista, tutto procede rapido e prima di
mezzogiorno siamo a Bratislava. Il nostro campo base è il Seminario vescovile.
Ci accoglie Michal, giovane seminarista inviato dal vescovo Mons. Sokol per
farci da interprete e guida, e che sarà con noi durante tutto il viaggio.
Diversamente dai nostri seminari, quelli slovacchi sono strapieni. A Bratislava
ci sono 140 studenti.
Al santuario
nazionale di Šaštin ci accoglie Mons. Tóth, Vicario Generale di Bratislava, che
ci fa un cordiale augurio di fruttuosa permanenza in Slovacchia e ci benedice.
Il santuario è affollatissimo per la venuta della Madonna di Fatima. Tutti i
fedeli cantano, perfino a due voci. Ci colpisce soprattutto un Magnificat
in gregoriano, intercalato da litanie che finiscono con l'invocazione Pana
Mária! (Vergine Maria!)
All'uscita
distribuiamo migliaia di cartoline, rosari, statuine ed altri oggetti
religiosi. La missione è appena cominciata, ma l'impressione è di conoscere
questo popolo da sempre. Gente calorosa e sorridente come da noi. Pur non
conoscendo la lingua, riesco a comprenderli e a comunicare con loro, sembra un
prodigio operato dalla Madonna. Mi emoziono quando, distribuendo le immagini
della Madonna, qualcuno mi accarezza il viso in segno di ringraziamento. In
questa città, dove il 70% sono contadini, le donne indossano il loro abito
tradizionale: gonne larghe a pieghe, con davanti un grembiule e in testa un bel
foulard. Le anziane contadine portano impressi sul viso e sul corpo i segni del
duro lavoro.
***
Domenica il suono festoso delle campane ci annuncia un altro giorno pieno di gioia. Abbiamo in programma due visite: una alla parrocchia Maria del Rosario a Dubová, e l'altra a quella della SS. Trinità a Vištuk, dove insieme al parroco Don Orban ci accoglie il vescovo Mons. Vrablec, ausiliare di Bratislava. Questi parla bene l'italiano perché ha vissuto da noi, è stato Rettore del Pontificio Collegio Slovacco a Roma. Dopo la funzione religiosa ci invita a cena e ci benedice augurandoci buon apostolato. Nei due paesi sono state realizzate belle processioni pubbliche.
***
Missione a Pezinok
il quarto giorno. Il parroco, di poche ma incisive parole e molta iniziativa,
ha una comunità assai attiva. Molti parrocchiani chiedono maggiori spiegazioni
sull'apostolato di Fatima. Abbiamo donato 50 statuine della Madonna e tante
immagini con preghiere nella loro lingua. Molto significativo l'incontro col
gruppo giovanile della parrocchia. Grazie all'aiuto di una ragazza che parla un
perfetto italiano, facciamo una lunga chiacchierata su Fatima e la devozione a
Maria. Alla fine, le signore della Legio Mariae ci offrono uno spuntino.
Colpisce il numero
di chierichetti nelle chiese slovacche. Mai meno di 5 o 6, a volte persino 12.
Ragazzi che vivono attorno all'oratorio, qualcuno finirà in seminario. Per ora
non esiste la crisi vocazionale. L’età media del clero è molto bassa,
dappertutto troviamo sacerdoti di 25 anni! Oggi, quinto giorno, siamo nella
parrocchia Kralova Rodiny (Regina della Famiglia), in un quartiere
popolare, dove siamo accolti dal parroco. Anch'egli parla bene l'italiano e
conduce due programmi religiosi sulla televisione di Stato. Egli e la sua
comunità si sono dimostrati molto disponibili. Infatti, la devozione a Maria e
il loro amore per Fatima, sentita come molto significativa data la loro vicenda
storica, rende più facile il nostro apostolato. Anche dopo la processione
finale non volevano più andar via.
***
Lasciamo Bratislava
per recarci nella zona centrale di Slovacchia.
Arrivati alla
parrocchia di S. Andrea di Ruzomberok,
ci accoglie il Decano e i suoi giovanissimi ausiliari. La chiesa,
strapiena, è molto bella, in stile
gotico. Finita la funzione religiosa, ci hanno chiesto di lasciare la statua
della Madonna perché i fedeli avevano intenzione di venerarla fino a tarda
notte. I giovani sacerdoti ci invitano a mangiare la pizza e provvedono al
nostro alloggio nell’università Cattolica. Abbiamo potuto contattare alcuni
professori, che ci hanno invitato a parlare agli studenti dopo il rientro.
Quanta gente vista
in una settimana! Dopo l'affollatissima Messa delle ore 7, portiamo la Madonna in un convento di suore.
Mentre loro pregano, ci portano sui monti Tatra in un piccolo e incantevole
villaggio di case antiche di legno. Tornati nel convento delle suore, ci
chiedono di parlare su Fatima e ascoltano con molta attenzione.
***
Si parte per
Liptovsky Mikuláš, alla chiesa di S.
Nicola, dove ci attende il giovane viceparroco che chiede di tenere in chiesa
la Madonna fino al giorno dopo. Facciamo una grande processione per il paese,
preceduti dal Santissimo Sacramento. I
parrocchiani ci offrono una cena e ci fanno regali. Quella notte, quattro
famiglie ci ospitano nelle loro case. La comune devozione alla Madonna (e molta
gesticolazione!) sostituisce la mancata conoscenza della lingua.
All'indomani presto, dopo le funzioni
religiose, quando ci preparavamo ad andar via ci viene incontro Marta, una
delle persone che ci hanno ospitati; ci dà un biglietto con delle firme,
scritto nella sua lingua che Michal ha poi tradotto:
Carissimi apostoli
della nostra cara Vergine Maria!
Tante grazie,
grazie di cuore per il vostro amore con il quale ci avete portato il messaggio
della Vergine Maria. Siamo molto incoraggiati alla devozione verso la Vergine
Santissima e capiamo meglio l'importanza della preghiera e del sacrificio.
Vi chiediamo che
portiate in tutto il mondo questa opera e che incoraggiate gli uomini affinché
si incontrino e preghino nelle loro famiglie e nelle case.
E così compiamo il
desiderio della Vergine Maria, creare i gruppi di preghiera che lottavano con
essa per il suo trionfo. Gli uomini ascoltano molto e fanno quello che gli dite
voi in quanto apostoli della Vergine Maria. Ancora una volta noi e nel nome di
tutti vi ringraziamo di cuore.
GRAZIE.
Salutando con Ave Maria
i parrocchiani di Liptovsky Mikulaš
Chiesa S.
Nicola
Parroco
prodecano Michal Vitkoský
Viceparroco
March Biel
Oggi si va a
Spišská Kapitula per salutare il Vescovo diocesano e il suo ausiliare, che si
sono adoperati per il nostro pellegrinaggio. Dopo pranzo, ci rechiamo alla
parrocchia di Spišská Nova Ves. Viene organizzata una processione dal decanato
alla chiesa, presenti molti fedeli che pregano e venerano poi la Madonna fino a
tarda notte. Come dappertutto, parliamo sull'apostolato di LSE e il messaggio
della Madonna di Fatima.
***
Arriva
l'ultimo giorno. A colazione le suore ci fanno un sacco di domande su Fatima e
su LSE. Il pasto si trasforma in una piccola conferenza. Dopodiché andiamo
nella chiesa strapiena di fedeli, prendiamo la Madonna e la riportiamo in
processione al decanato. Padre Anton ci benedice e ci ringrazia, esprimendo il
desiderio di rivederci. Partiamo tra manifestazioni di grande stima reciproca,
con un ricordo indelebile: il loro sorriso.
Volevamo riportare
Michal al suo paese, ma purtroppo il tempo è mancato. Ci siamo abbracciati alla
stazione. Così, stanchi ma col cuore pieno di gioia, abbiamo messo prua su
Vienna. Siamo arrivati all'antica capitale asburgica mentre il sole tramontava
sul Danubio.