La
sua presenza era come una omelia continua
La scia luminosa lasciata nella vita
delle persone e delle città
Spesso la Peregrinatio Mariae accende qua e là le luci
della fede in quella galassia di città, cittadine e
pittoreschi borghi arroccati fin sui rilievi più impervi, che il mondo
ha sempre invidiato all’Italia per la loro variegata e struggente bellezza,
fonte di quelle sterminate ricchezze culturali alla base delle sue tradizioni
religiose e civiche. E proprio una cinquantina di queste località sono state
toccate dalla fine di marzo fino alla fine di maggio.
Il mese di maggio è
poi il mese di Maria, in cui, come un tempo si pregava, “i suoi santuari
risplendono di nuovo fulgore”. Un po’ dappertutto la statua pellegrina della
Madonna di Fatima, portata dai volontari di Luci sull’Est, è stata invitata a presiedere una
moltitudine di celebrazioni religiose e feste popolari in suo onore per tutta
la penisola. A titolo di esempio, raccontiamo alcuni degli episodi più
significativi che hanno caratterizzato questo pellegrinaggio mariano.
Il sindaco di Tito,
in provincia di Potenza, la saluta al suo trionfale arrivo: “(…) E’ la
conversione che la Madonna oggi, attraverso la sua cara immagine itinerante, ci
chiede (…). Approfittiamone tutti di questi due giorni durante i quali avremo
tra noi un’ospite davvero speciale, un avvocato che ci fa vincere tutte le
cause: chiediamole di porgere le nostre preghiere al Signore. Facciamo in modo
che la nostra Tito sia una delle maglie che ci unisca a Dio nostro Signore”.
E il parroco don Nicola aggiunge con fervore: “(…) O
Madonna di Fatima! Apparisti più volte a tre anime innocenti per comunicare le
tue lacrime, il Tuo lamento ed il Tuo messaggio. Proponesti per mezzo loro
all’umanità la penitenza e la preghiera (…). Il tempo di allora non è cambiato
e l’umanità – di cui siamo parte – imbocca ostinatamente vie che non conducono
a Dio (…) Ricorderemo nella vita i benefici della tua visita. La nostra
devozione verso di te sarà più sincera ed operosa. Apprenderemo i vantaggi
della preghiera e della conversione a Dio (…). Benvenuta, o Maria, Madre di
Misericordia!” Nel corso del pellegrinaggio,
il paese si è consacrato al Cuore Immacolato di Maria.
A Corleto Perticara, il sacerdote organizzatore del
pellegrinaggio commenta che due missionari in dieci giorni non saprebbero
ottenere ciò che la visita della Madonna ha ottenuto in un paio di giorni. Il
vicario generale della diocesi di Acerenza, in un eloquente sermone, fa notare
come, nonostante si tratti solo di una statua e non di una persona viva, la
Madonna faceva sentire la sua presenza in maniera tangibile. Una impressione
che sentiremo anche altrove.
A Miglionico,
la Madonna è ricevuta davanti al castello di Ettore Fieramosca e portata
in corteo fino alla chiesa. A Montemilone, il parroco salesiano predica ai suoi
fedeli, che numerosi si rivolgono a lui
per chiedergli un esorcista al fine di risolvere certi problemi, quanto sia
efficace rivolgersi a Maria, la grande
nemica di Satana perché è Colei che “genera la discendenza che gli schiaccerà
la testa”, secondo quanto afferma il noto passo della Scrittura: “Inimicitias
ponam inter te et mulierem”.
La Vergine di Fatima e il suo
Messaggio: più che mai una guida sicura
Per
il 13 maggio, 85° anniversario di Fatima, è stata invitata da due parrocchie
a Grumo Appula (Bari). Qui l’ha
ricevuta il sindaco, depositando ai suoi piedi un ramo di fiori, mentre il vicario
generale diocesano ha presieduto la chiusura del pellegrinaggio. Una supplica è
stata letta dai numerosi fedeli di entrambe le comunità e ha preceduto il
rinnovo della loro Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Nella supplica
leggiamo fra l’altro: “Tutto, purtroppo, si va tristemente verificando (si
riferisce al messaggio di Fatima, ndr). La Santa Chiesa, nonostante le immense
effusioni di carità…viene combattuta, oltraggiata, coperta di scherno, impedita
nella sua divina missione. I vescovi in varie nazioni sono incarcerati,
processati ingiustamente (…). Conforta al Santo Padre, sostieni i perseguitati
per la giustizia, dà coraggio ai tribolati (…).”
Una
fiaccolata accompagna Maria per le strade cittadine. Il parroco di una delle
due comunità scrive: “Non abbiamo letto solo commozione e facile
sentimentalismo. No, ne siamo testimoni. In questi giorni di grazia, il popolo
ha pregato e ha pregato molto. I fedeli hanno affollato le chiese e le strade
per cantare a Maria e affidare al suo cuore di Madre la quotidianità di
semplici e umili persone, giovani disorientati ma carichi di vitalità e di
generosità, mamme in pena, uomini aperti alla fede e di nuovo sulle strade
della Chiesa, che riscoprono Madre e Maestra, bambine e bambini che sono stati
i veri protagonisti di questi giorni mariani in coincidenza con le Prime
Comunioni…Ha saputo, questa nostra delicata e tenera Madre, ammaestrare i suoi
figli e condurli a Gesù, unico Salvatore.” La Madonna poi è stata portata nella
Piazza della Libertà, dove è stata salutata con una Messa celebrata dal vicario
generale dell’arcidiocesi di Bari.
A
Castiglione Cosentino, nel riceverla in piazza davanti all’arcivescovo, il
sindaco ha detto: “…la Vergine di Fatima ed il suo messaggio assumono più che
mai un significato di guida per i comportamenti dell’uomo”, avviando così la
tre giorni di preghiera davanti alla statua della Madonna esposta nella chiesa
di Sant’Antonio, nell’arco del programma commemorativo del 50° del ritorno dei
padri cappuccini nella città.
Per i molti che non riescono ad entrare
nelle chiese, la statua della Madonna è portata in piazza
A
Messina l’elicottero che porta la Madonna atterra su un campo sportivo nel
centro della città, dove le viene subito posta la corona sul capo. La gente si
avvia in processione per portarla al Santuario di Sant’Antonio, retto dai
rogazionisti, dove presiede una intera settimana di preghiere per le vocazioni.
Si vede sempre tanta gente, ma il momento culminante del concorso di popolo
sono le celebrazioni serali con la chiesa sempre piena. L’ultimo giorno per la
processione intorno alla chiesa e per la consacrazione a Maria si raduna una
folla di oltre 2.500 persone. Naturalmente, molti non sono riusciti ad entrare,
e forse perciò gli organizzatori hanno pensato di portarla in piazza ed esporla
a quindici metri di altezza, dall’alto di un’autoscala dei pompieri. Da lì il
rettore del santuario ha benedetto la gente e la Madonna ha ricevuto l’ultimo
omaggio popolare.
Pure
a Merì (Me) la chiesa era piena, con grande presenza di ragazzi, che hanno
assistito all’audiovisivo su Fatima. All’indomani dell’arrivo la “pellegrina”
ha visitato tutte le scuole, dove i ragazzi hanno preso l’impegno di praticare
la devozione delle 3 Avemarie quotidiane, predicata da diversi santi. Un lungo
corteo di macchine si è formato per portarla alla vicina Terme Vigliatore,
tutta addobata per l’occasione, che l’ha accolta tra un tripudio di popolo.
Nella notte c’è stata una veglia di preghiera e il giorno dopo una visita alle
scuole; al pomeriggio si è svolto per
diverse ore un fervente incontro di preghiera con adorazione eucaristica,
rosari e canti popolari.
Dalla
Sicilia alla Toscana, a Cortona, dove Maria è stata ricevuta dal vescovo,
assieme al suo clero e al suo gregge. Nel bel tempio, la peregrinatio ha avuto
inizio con la preghiera di un rosario e si è poi conclusa con un concerto
polifonico in onore della Madonna.
Il
Parroco di San Giovanni Battista a Imperia, e i suoi bravi assistenti (un
italiano e un… samoano!), hanno
organizzato egregiamente per il mese di Maria una visita di tre giorni della
Madonna di Fatima, cominciata con
l’audivisivo su Francesco e Giacinta per i bambini della prima comunione e
proseguita con un commovente corteo di ragazzini, che attraverso l’affollata piazza centrale ha accompagnato Maria
sulle note dell’inno di Fatima.
Un anziano sacerdote bacia devotamente
i piedi della Madonna: è stato uno degli ultimi gesti della sua vita
Ci
sarebbe ancora tanto da raccontare sul pellegrinaggio a Imperia e nei paesi limitrofi. Ma restiamo
ai fatti più salienti: la Madonna visita l’ospizio degli anziani e attraversa
le stanze, accolta da canti e da un’atmosfera di grande fervore. Un anziano
sacerdote, Don Gandolfo, noto compositore
di musiche mariane, la bacia devotamente ai piedi quando gliela avvicinano alla
sua sedia a rotelle. Sapremo più tardi che è stato uno degli ultimi gesti della
sua vita. Infatti, poche ore dopo consegnava la sua anima al Signore. La stessa
sera, i membri della corale, commossi fino alle lacrime perché quasi tutti
allievi di Don Gandolfo, dedicano uno
stupendo concerto polifonico alla Madonna nella chiesa parrocchiale, concerto
che sa tanto di ringraziamento per quanto
accaduto. La commozione si sente anche nella visita ai carcerati di Imperia,
dove uno molto giovane è rimasto particolarmente toccato dalle parole di
esortazione morale di un volontario di Luci sull’Est.
Dalla
Liguria la Madonna è andata a Torino e provincia, dove alcune famiglie molto
impegnate nell’apostolato hanno organizzato una serie di incontri in case per
anziani e presso la comunità cattolica rumena, molto colpita dal fatto che la
statua aveva visitato anche il loro paese. Di lì la Madonna si è recata al
bellissimo duomo romanico-gotico di Crema, città rinomata per il suo talento
musicale, tanto che la Messa è stata accompagnata da giovani violinisti. La
domenica, la Chiesa è stata sempre piena di gente.
Scendendo
verso l’Umbria, viene accolta nell’azienda di agriturismo Santa Maria,
proprietà di una devota famiglia, che organizza una processione attraverso un
breve tratto della meravigliosa campagna umbra. E si torna in Liguria,
all’Ospedale Gaslini di Genova, una delle più grandi strutture pediatriche del
mondo. Commuove vedere la partecipazione di bambini degenti, parenti, personale
ospedaliero negli atti di pietà, diretti dal dinamico cappellano, un
cappuccino.
Anche i parroci sono sbalorditi dal
numero di fedeli che venerano la Vergine di Fatima
Nella
provincia di Verona la Madonna rimane con i sacerdoti dell’Opera Don Calabria.
Un sacerdote dice di aver “sentito” molto vicina la Madre di Dio. La portano
prima a una chiesa fuori città, che è stracolma di gente, dopo alla Casa di
Nazareth e finalmente si trattiene tre giorni nel paese di Bonferraro, dove si
vede un altro pienone nel momento conclusivo della visita. A Vicenza viene ricevuta in una bellissima
abbazia del ‘300 e anche lì la chiesa è affollatissima. Il primo incontro è con
i bambini della catechesi e i loro genitori. In seguito si faranno vedere tanti
giovani, invitati uno per uno con lettera personale del zelante parroco.
Dimostrano molta attenzione e interesse circa il racconto del pelegrinaggio in
Siberia. L’indomani si tiene l’incontro con gli anziani e i genitori dei
bambini neobattezzati. La Messa conclusiva e l’atto di Consacrazione a Maria
hanno visto l’arrivo di una grande moltitudine di fedeli, guidati dai loro
cinque parroci. Il parroco (non è la prima volta che sentiamo qualcosa del
genere) si dice molto colpito, perché
non si aspettava un simile numero di persone e tanta devozione.
Il
mese mariano lo chiudiamo a Solofra, nell’avellinese. E’ un incontro con i
ragazzi della scuola media statale, organizzato da una preside molto
interessata alla loro buona formazione culturale e spirituale. Anche qui viene
il sindaco. La Madonna è portata da più di 500 allievi della scuola alla
collegiata di San Michele, dove riceve un omaggio di preghiere, canti e poesie.
Il giorno dopo l’audivisivo su Francesco e Giacinta è stato proiettato in
ciascuna delle sezioni della scuola.
Così
la Madonna ha lasciato, nelle anime e nelle città che ha “visitato”, la sua
scia luminosa, la semente della sua grazia per prepararci a quegli avvenimenti
ancora non realizzati del Suo Messaggio alla Cova da Iria.