Fatima:
una
visione d’insieme
Nell’Introduzione all’edizione delle
Paoline del documento Vaticano “Il Messaggio di Fatima”, il quale constata che
“Fatima è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne”, afferma il
vescovo ausiliare di Roma mons. Rino Fisichella: “Questo tipo di profezie non
possono essere considerate compiute. (...) Lo sguardo, quindi, si apre al
futuro e lo illumina. (...) La profezia di Fatima rimane aperta” (1).
Nello stesso
senso si è pronunciato il Cardinale Joseph Ratzinger. In una lettera al vescovo
Paolo Hnilica, il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede
scrive: “Nel mio ‘commento’ non intendevo attribuire esclusivamente al passato
i contenuti del segreto, in maniera semplicistica. Le grandi visioni hanno
sempre una duplice dimensione: un significato immediato e vicino, ed un valore
permanente” (2).
Questa lettura
del messaggio di Fatima coincide d’altronde con l’opinione degli studiosi. Si
tratta di un discorso ancora aperto, se non altro a causa della promessa:
Infine il mio Cuore Immacolato trionferà! Sostenere che il messaggio di Fatima
riguardi soltanto il passato, implicherebbe affermare che questo trionfo sia
già avvenuto. Compito tanto più arduo in quanto il panorama mondiale, nei suoi
versanti spirituali e temporali, che costituiscono l’oggetto principale del
messaggio della Madonna, sembra invece presentarsi sempre più cupo.
In occasione dell’85°
anniversario delle apparizioni della Madonna in Portogallo, forse è il caso di
“fare il punto della situazione”, offrendo una visione d’insieme delle
apparizioni e del messaggio di Fatima, da dove traspare tutta la sua centralità
per la comprensione degli avvenimenti odierni e anche di quelli futuri (3).
1.
Fatima, sulla scia delle
apparizioni
moderne
Il documento
Vaticano sopra menzionato qualifica Fatima come una “profezia”. Ai tempi
dell’Antico Testamento, quando il popolo eletto si allontanava dalla buona
strada, Dio mandava un profeta per insegnare, avvertire, rettificare. La
terribile crisi nella quale è sprofondato il mondo moderno ha richiamato
interventi più forti: Dio ha inviato la Sua stessa Madre. Ed ecco che si sono
susseguite le grandi apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa: Medaglia
Miracolosa (Santa Caterina Labouré, 1830); La Salette (1846); Lourdes (Santa
Bernardetta Soubirous, 1858); e Fatima (1917).
Un primo punto
di cui tenere conto, dunque, è che Fatima non è un episodio isolato, ma si
inserisce in una logica di interventi provvidenziali che durano ormai da due
secoli, e che vanno visti nel loro insieme.
2.
Autenticità delle apparizioni
a.
Il parere della Chiesa
L’autenticità
delle apparizioni di Fatima non dovrebbe essere oggetto di dubbio ragionevole.
Dopo ben 12 anni di accurate indagini, il processo canonico diocesano si concludeva
in modo positivo. Di conseguenza, il 13 ottobre 1930 il vescovo di Leiria
autorizzò il culto alla Madonna di Fatima, che si è poi rapidamente esteso a
tutto il mondo, stimolato dai successivi Papi. Da ricordare il messaggio di Pio
XII alla nazione portoghese in occasione della chiusura dell’anno giubilare
delle apparizioni di Fatima, il 13 ottobre 1942 e, soprattutto, la solenne
incoronazione della Madonna di Fatima per mano del legato pontificio, cardinale
Benedetto Aloisi Masella, il 13 maggio 1946.
In occasione
del cinquantesimo anniversario della prima apparizione, il 13 maggio 1967, Papa
Paolo VI si recò in Portogallo per presiedere le solenni celebrazioni. E, come
sappiamo, l’attuale Pontefice vi è andato ben tre volte, l’ultima il 13 maggio
2000 per la beatificazione dei veggenti Francesco e Giacinta. L’8 ottobre 2000,
davanti a una folla strabocchevole in piazza S. Pietro, Giovanni Paolo II ha
solennemente affidato il Terzo Millennio a Maria Santissima, ai piedi della
statua della Madonna di Fatima, appositamente giunta dal Portogallo per
l’avvenimento.
In conclusione
possiamo dire che, sin dall’inizio, l’atteggiamento della Chiesa nei confronti
delle apparizioni e del culto della Madonna di Fatima è stato non solo di
accettazione, ma di chiaro incentivo. Questo vale, in modo molto particolare,
per l’attuale Pontefice. L’importanza che la Chiesa attribuisce alle
apparizioni di Fatima si desume anche nel fatto che lo stesso Giovanni Paolo II
ha incaricato la Congregazione per la Dottrina della Fede di pubblicare
integralmente il testo del "segreto di Fatima".
b.
Prove dell’autenticità del messaggio di Fatima
Per provare la
veridicità delle apparizioni, e quindi l’autenticità del messaggio, la Vergine
dispose tre ordini di avvenimenti:
i. Affluenza
di un grande numero di spettatori al momento in cui parlava ai veggenti. Benché
soltanto costoro fossero i destinatari immediati del messaggio, i presenti
potevano facilmente rendersi conto che i tre bambini non mentivano e non erano
oggetto di una illusione. D’altronde, nel corso delle apparizioni, anche gli
spettatori furono testimoni di fenomeni straordinari come l’abbassamento della
temperatura, la pioggia di petali, e via dicendo.
ii. Il
prodigio delle trasformazioni cromatiche e dei movimenti del sole. Questo
prodigio fu notato in una zona tanto più vasta del luogo delle apparizioni, che
non può essere spiegato con un fenomeno di suggestione collettiva, peraltro
eccezionalmente difficile da prodursi con le 70 mila persone presenti alla Cova
da Iria.
iii. Fu
confermata la profezia secondo cui, poco dopo le apparizioni di Fatima, sarebbe
finita la Prima Guerra Mondiale. Come fu pure confermato l'annuncio secondo
cui, se l’umanità non si fosse emendata, sarebbe esplosa un’altra guerra
mondiale. La luce straordinaria che illuminò i cieli dell’Europa prima della
seconda conflagrazione fu un fatto osservato in diversi paesi e universalmente
noto. La Signora aveva preavvertito i veggenti che questo sarebbe stato il
segno della punizione imminente. E poco dopo la punizione venne.
iv. La
previsione della diffusione del comunismo cominciò a realizzarsi poco dopo le
apparizioni. È importante notare che la Santissima Vergine annunciò che “la
Russia diffonderà i suoi errori nel mondo” ma che, al momento di questa profezia
— 13 luglio 1917 — l’espressione era inintelligibile. Infatti lo zarismo era
appena caduto, sostituito dal regime ancora borghese di Kerensky, e non si
poteva sapere quali sarebbero stati questi errori russi. Così, l’ascesa dei
marxisti al potere nel novembre del 1917 fu già un eloquente inizio di conferma
della profezia. Poi, il Partito Comunista russo iniziò la propagazione mondiale
dei suoi errori, il che accentuò ancora di più la coincidenza tra quanto la
Vergine aveva annunciato e il corso degli avvenimenti.
Dopo la
seconda guerra mondiale l’espansione comunista si accentuò ancora di più,
perché numerose nazioni caddero sotto il dominio sovietico. La Russia divenne
così un pericolo mondiale. In questo modo, il monito lanciato dalla Madonna,
che poteva parere confuso e inverosimile nel 1917, si presentò come un pericolo
che riempiva di paura tutta la terra.
3.
L’essenza del messaggio di Fatima
a.
Penitenza e preghiera
Al di là delle
molteplici letture che si possono fare del messaggio della Madonna di Fatima,
esso resta assai semplice: penitenza, preghiera, conversione.
Già nella prima apparizione la Madonna
domandò ai bambini: “Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze
che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e
di supplica per la conversione dei peccatori? (...) Recitate il Rosario tutti i
giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra”.
Da questo leit motiv, ripetuto poi in diversi modi
in tutte le apparizioni, possiamo desumere tre note fondamentali del messaggio:
— Nessuno fa
penitenza per una buona opera compiuta. Si fa penitenza quando si è sbagliato e
si vuole riparare il male fatto. Il messaggio di Fatima contiene un materno
rimprovero. La Madonna afferma che gli uomini si comportano male, si sono
allontanati dalle vie di Dio.
— L’oggetto di
questo rimprovero sono non solo le singole persone, ma l’umanità intera. I
peccati riprovati dalla Madonna sono non solo i peccati individuali, ma anche
quelli delle nazioni. La Madonna esorta alla conversione delle persone, ma
anche a rettificare la situazione del mondo per raggiungere la pace, definita
da S. Agostino “la tranquillità dell’ordine”.
— In modo
implicito ma assai chiaro Fatima contiene dunque un giudizio negativo sul
secolo XX e, in modo generale, sul corso della storia moderna e sulla
situazione delle anime.
b.
Il “segreto di Fatima”
Questo
giudizio si delinea ancor di più nel “segreto di Fatima”, composto di tre
parti:
Prima parte: la visione dell’inferno. “Vedemmo
come un grande mare di fuoco e immersi in questo fuoco i demoni e le anime
(...) che ondeggiavano nell’incendio (...) tra grida e gemiti di dolore e di
disperazione, che terrorizzavano e facevano tremare di paura”.
Seconda parte: castighi per l’umanità incallita, i mezzi per
evitarli.
“Avete visto l'inferno dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli
Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se farete
quello che vi dirò molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per
finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne
comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce
sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si
appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della
fame e di persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedire tutto questo
vengo a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la
comunione riparatrice nei primi sabati. Se si ascolteranno le mie richieste, la
Russia si convertirà e si avrà pace; diversamente diffonderà i suoi errori nel
mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno
martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate,
infine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la
Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace”.
"In
Portogallo si conserverà il dogma della Fede".
Terza parte: la prova suprema e la conversione finale. “Abbiamo visto
al lato di Nostra Signora un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra;
scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si
spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua
mano destra verso di lui. L’Angelo indicando la terra con la mano destra, con
voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo un Vescovo vestito
di bianco, e vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una
montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce; il Santo Padre,
prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo
con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei
cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato
in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati
che spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono
gli uni dopo gli altri i vescovi sacerdoti, religiosi e religiose e persone
secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della
Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano,
nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime
che si avvicinavano a Dio”.
4.
La situazione estremamente pericolosa
del
mondo contemporaneo
a.
La logica
interna del messaggio
La prima parte
del segreto tratta dei peccati degli individui. Il castigo per questi peccati è
l’inferno. La conversione, per mezzo della devozione al Cuore Immacolato di
Maria, fa invece meritare il Paradiso. La seconda parte tratta delle
prevaricazioni collettive delle nazioni. E anche i castighi sono, in questo
caso, collettivi: le guerre, la fame, le persecuzioni alla Chiesa, e via dicendo.
La conversione si concretizza col trionfo del Cuore Immacolato di Maria, che
apre un’era di pace per il mondo.
La Madre di
Dio rivolge questo appello di fronte alla situazione in cui si trovava il mondo
all’epoca delle apparizioni. La Madonna indicò tale situazione come
estremamente pericolosa. L’empietà e la impurità avevano a tal punto preso
possesso della terra, che per purificare gli uomini sarebbe esplosa la Grande
Guerra del 1914-1918. Questa conflagrazione sarebbe terminata rapidamente, e i
peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi. Se questo richiamo fosse stato
ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato
ascoltato, sarebbe scoppiata un’altra guerra ancora più terribile. E, nel caso
che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema
ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, seguita da una grave
persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé
grandi prove per il Romano Pontefice.
Una volta
colpita la dura cervice dell’umanità contemporanea da tutta una catena di
calamità, si assisterà ad una conversione di anime su larga scala. Tale
conversione sarà soprattutto una vittoria del Cuore Purissimo della Madre di
Dio: “Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà!”. Sarà il Regno di Maria, un
trionfo della misericordia divina, d’altronde previsto da grandi santi come S.
Luigi Grignion da Montfort, S. Massimiliano Kolbe ed il Beato Don Luigi Orione.
Certo, il male in sé non scomparirà, né potrebbe scomparire fino alla vittoria
finale di Gesù Cristo. Ma “sarà concesso al mondo un tempo di pace”. In altre
parole, la situazione nelle sue linee generali diventerà più favorevole alla
salvezza delle anime.
Vediamo sempre
la stessa logica interna: un castigo condizionato ad un peccato, un richiamo
della Madonna alla conversione per evitarlo e una promessa che l’aiuto della
grazia per attuare questa conversione non mancherà. La Madonna parla sempre in
modo condizionato: “Se si ascolteranno le mie richieste (...) Se non
smetteranno di offendere Dio (...) Se farete quello che vi dirò”, e via
dicendo. In altre parole, Fatima non contiene una promessa automatica di pace.
Il trionfo del Cuore Immacolato e, di conseguenza la pace per il mondo, sono
condizionati alla conversione degli uomini.
E a questo
punto si pone la domanda centrale: c’è stata questa grande conversione? Oppure,
nonostante qualche segno di speranza, la situazione generale precipita sempre
più in basso? Finché questa conversione non avverrà, la profezia di Fatima non
potrà ritenersi compiuta.
b.
Un processo
rivoluzionario
Ma, a monte,
sorge anche un’altra domanda: la situazione di peccato generalizzato in cui si
trova l’umanità nasce da involontari equivoci, da aleatorie circostanze
sociali, politiche od economiche, che alcuni provvedimenti altrettanto aleatori
potranno dissipare? Oppure nasce da una profonda crisi morale e spirituale che
viene da lontano, e che solo una conversione altrettanto profonda potrà
risanare?
Se la prima
ipotesi fosse vera, mancherebbe, come nota caratteristica delle catastrofi e
dei pericoli in mezzo ai quali ci dibattiamo, il fattore colpa. E, quindi, la
nozione d’una grande purificazione diventerebbe incomprensibile. La Madonna
invece ne ha parlato e, quindi, l’ipotesi giusta è la seconda. Ma come siamo
arrivati a una situazione di peccato tanto spaventosa da meritare una prova del
tipo di quella descritta nella terza parte del segreto? In altre parole, il
mondo come si è potuto tanto allontanare dalle vie di Dio?
“Nemo summum
fit repente”, dicevano i classici. Niente di grandissimo può emergere d’un
momento all’altro. Se la crisi moderna è così incombente è perché le sue radici
risalgono molto indietro nel passato. L’umanità oggi è prigioniera di un
insieme di errori e di iniquità che sono cominciati nella sfera religiosa e
culturale con l’umanesimo, il rinascimento e la pseudo-riforma protestante.
Tali errori si sono aggravati con l’illuminismo, il razionalismo, e sono
culminati nella sfera politica con la rivoluzione francese. Dal terreno
politico sono passati al campo sociale ed economico, nel secolo XIX, con il
socialismo utopistico e con il socialismo cosiddetto scientifico. Con l’avvento
del comunismo in Russia, tutta questa congerie di errori ha avuto una
trasposizione nell’ordine concreto dei fatti. Ne è nato l’impero comunista. E
adesso, una vasta “rivoluzione culturale”, continuatrice degli stessi errori,
lavora alla demolizione degli ultimi resti di ciò che una volta era la civiltà
cristiana.
Questa visione
storica è consona ai documenti del Magistero pontificio, ed è stata
magistralmente trattata dal pensatore cattolico Plinio Corrêa de Oliveira (4).
Ne ha parlato di recente lo stesso Giovanni Paolo II:
“Purtroppo,
alla metà dello scorso millennio ha avuto inizio, e dal Settecento in poi si è
particolarmente sviluppato, un processo di secolarizzazione che ha preteso di
escludere Dio e il cristianesimo da tutte le espressioni della vita umana. Il
punto di arrivo di tale processo è stato spesso il laicismo e il secolarismo
agnostico e ateo, cioè l'esclusione assoluta e totale di Dio e della legge
morale naturale da tutti gli ambiti della vita umana. Si è relegata così la
religione cristiana entro i confini della vita privata di ciascuno.” (5)
Daltronde,
questa immane demolizione della civiltà cristiana non sarebbe stata possibile
senza una crisi nella Fede. Ed è questo forse l’aspetto più preoccupante del
processo rivoluzionario.
5.
Le luci sacrali dell’alba del Regno di Maria
Tutto questo
conduce ad una conclusione generale. Conversione vuol dire inversione di rotta.
La conversione richiesta dalla Madonna consiste non solo nel ritorno delle
singole anime alla pratica della Fede, ma anche nel ritorno della società alle
vie di Dio. E anche questa condizione è alla base dell’inversione del processo
rivoluzionario che ci ha portato a questa situazione, vale a dire della
restaurazione di una civiltà cristiana. Tutto il resto condurrebbe a soluzioni
parziali che non vanno alla radice del
problema.
Ci sono le
avvisaglie di una tale conversione?
Dal momento
che la Madonna l’ha promessa, non possiamo avere dubbi. È bene che, al termine
di queste riflessioni, il nostro spirito si soffermi sulle prospettive ultime
del messaggio di Fatima. Oltre la tristezza e le punizioni sommamente probabili
verso le quali avanziamo, descritte in modo impressionante nel “terzo segreto”,
abbiamo davanti a noi le luci sacrali dell’alba del Regno di Maria: “Infine, il
mio Cuore Immacolato Trionferà”. È una prospettiva grandiosa di universale
vittoria del Cuore regale e materno della santissima Vergine.
Il messaggio
di Fatima non è dunque tanto di tragedia, quanto di speranza. Ed è proprio
questa speranza che noi, come apostoli della Madonna, dobbiamo riuscire a
trasmettere.
Note:
1. Congregazione per la Dottrina della
Fede, Il Messaggio di Fatima, Milano, Paoline, p. 9.
2. Lettera del cardinale Joseph
Ratizinger a mons. Paolo Maria Hnilica S.I., del 4 ottobre 2000.
3. Prendiamo spunto da due opere:
Plinio Corrêa de Oliveira, “Fatima: una visione d’insieme”, Tradizione Famiglia
Proprietà, luglio 1997; Antonio Borelli, “Fatima: Messaggio di tragedia o di
Speranza?”, Roma, Luci sull’Est, 2001.
4. Cfr. specialmente Leone XIII,
enciclica Annum Ingressi, 1902. Cfr. anche Plinio Corrêa de Oliveira,
“Rivoluzione e Contro Rivoluzione”, Roma, Luci sull’Est, 1998.
5. Allocuzione al III Forum
Internazionale della Fondazione Alcide De Gasperi. “Osservatore Romano”,
24-03-02.