Come è ormai tradizione, anche quest’anno Luci sull’Est ha partecipato al
pellegrinaggio della statua della Madonna di Fatima in Lituania, che si svolge
a cavallo degli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre. Questa volta le
città visitate sono state, in ordine cronologico, Paupys, Nemaksciai, Anziliai,
Griniai, Kraziai, Saukenai, Kelme, Tytuvenai, Siluva, Trakai, Pasvitinys, Pagryzuvis,
Laugalis, Lioliai, Siauliai e Vilnius. Qui abbiamo potuto distribuire 10.000
Medaglie Miracolose con relativa storia e novena e altrettante copie del
calendario mariano 2003.
Dappertutto è stato possibile
parlare dell’importanza e dell’attualità del messaggio di Fatima. Particolare
notevole: la statua della Madonna pellegrina che ha visitato i lituani è la
stessa che ha percorso per 6 mesi la Siberia, terra di deportazione di tanti
figli della Lituania. Questo popolo si è, per così dire, “riunificato” sotto lo
sguardo materno della Vergine di Fatima, dopo la lunga prova alla quale è stato
sottoposto dall’imperialismo sovietico. Come altre volte, decisiva è stata la
collaborazione sul posto dell’ex-deputato cattolico Antanas Racas, uno dei
firmatari del documento del 1990 con il quale il Parlamento proclamava
l’indipendenza della Lituania dall’Unione Sovietica.
Sui veicoli utilizzati si potevano
vedere striscioni con le scritte: "La Lituania ha bisogno della SS.
Vergine" e "Per una Lituania sempre cristiana". Offriamo un
breve resoconto del pellegrinaggio, molto, molto sintetico, tratto dal nostro
“diario di bordo”.
29 agosto 2002 - Abbiamo iniziato da
Paupys, paesino al quale si arriva
soltanto per una strada non asfaltata. Come in altre scene analoghe nei posti
più diversi di quest’Europa cristiana, vediamo che ci attendono il parroco e la
gente che cantano pieni di gioia per l’arrivo della Madonna, mentre le campane
suonano a distesa. Immediatamente la statua viene portata in un luogo speciale
preparato accanto all’altare, dove riceve il caloroso omaggio e la fervente
preghiera dei suoi figli. A Griniai,
alcuni indossano abiti tradizionali portando, secondo il loro costume, pane e
sale. I ragazzi della Prima Comunione offrono dei fiori mentre una
professoressa recita una lode alla Madonna.
30 agosto - giungiamo a Kraziai proprio
in coincidenza con i preparativi per i suoi 750 anni di fondazione. La
chiesa-santuario - ci racconta il giovane parroco – fu assalita dai cosacchi
per ordine dello zar nel 1893. Volevano consegnarla alla chiesa ortodossa nel
quadro della politica di “russificazione” della Lituania, ma non avevano fatto
i conti con un’eroica resistenza: 7 martiri e un centinaio di feriti.
I lituani sentono molto vicini
anche i caduti contro la dittatura comunista, 40.000 all’incirca. In questa
regione soltanto hanno eretto 14 monumenti per perpetuarne la memoria. Ci hanno detto con fierezza: “La
nostra terra è bagnata di sangue di martiri”, mentre ci portavano a vedere,
nella vicina foresta, tre grandi croci che segnano i luoghi dell’uccisione di
molti cristiani nel 1941 (v. foto). A Kraziai i comunisti hanno trovato una
dura resistenza nella fede insegnata soprattutto dai gesuiti. Da qui 300
lituani sono stati deportati in Siberia, dove 70 sono morti, altri vi sono
rimasti o hanno fatto ritorno; di questi perseguitati, oggi ne sopravvivono
ancora 5. Ci hanno presentato un uomo torturato dal KGB, al quale
gli aguzzini avevano tolto 3 litri di sangue nella speranza, andata delusa, che
rivelasse dove si nascondevano certe persone.
A Saukenai il parroco coinvolge anche il Sindaco, il quale alla fine
dichiara commosso: "La vostra
presenza qui per diffondere il messaggio di salvezza della Madonna di Fatima è
stata di grande sostegno per un paese come il nostro umiliato e calpestato
durante 50 anni di regime comunista. Vi ringrazio per essere venuti da
noi".
31 agosto 2002 – Siamo a Kelme,
è festa perché si commemora il giorno in cui “l’ultimo soldato russo ha
lasciato il suolo lituano”. La festa nazionale è invece il giorno successivo e
il sindaco ci invita a partecipare all’omaggio ad alcune vittime, definite nel
discorso di Antanas Racas, "martiri di Cristo ed eroi della patria
lituana.”! I “carovanisti” hanno depositato una corona di fiori su ognuno
dei tre monumenti principali. Anche a Kelme abbiamo fatto la distribuzione
delle medaglie e dei calendari, dopo le funzioni in Chiesa. Subito dopo
visitiamo la celebre Collina delle Croci e ci avviamo a Siauliai. Nella piazza centrale, in presenza della statua della
Madonna di Fatima nonché di numerose autorità civili, si commemora il 12°
anniversario dell’Indipendenza. C’è un omaggio floreale a Maria e una signora
esclama che, se è vero che ci furono uomini che lottarono per l’Indipendenza, è
stata la Madonna Patrona della Lituania a far vincere la battaglia. Applausi.
Dopodiché la Madonna viene portata nella cattedrale strapiena, dove il vescovo
Mons. Eugenius Bartulis celebra la Messa, commentando molto opportunamente
nell’omelia le parole “le porte dell’inferno non prevarranno”.
1 settembre 2002 - E’ il giorno principale della nostra “carovana”, perché si va nella
consueta processione a piedi, un tragitto di 7 km. che da Tytuvenai porta al santuario della Madonna di Syluva, patrona nazionale della Lituania. Questo
santuario, che ha una importanza immensa per il popolo lituano, sorge nella
incantevole zona centrale del Paese,
sulla roccia nella quale la Madonna apparve in lacrime nel 1608 a un gruppo di
calvinisti, discendenti di quelli che avevano precedentemente distrutto una
chiesa cattolica in questo luogo. Nel 1622 fu eretta una nuova chiesa
cattolica, che divenne presto sorgente di devozione mariana, trasformandosi
nella più nota meta di pellegrinaggi in questa zona d’Europa. Durante la
dittatura, i comunisti cercavano di bloccare tutte le strade per impedire ai
numerosi devoti, provenienti da ogni parte del paese, di raccomandarsi alla
Madre di Dio. Subito dopo l’indipendenza dai sovietici, l’8 settembre 1991, il
Cardinale Sladkevicius e il presidente Landsbergis affidarono la Lituania al
Cuore Immacolato di Maria davanti alla miracolosa icona di Nostra Signora di
Syluva.
La processione a Syluva quest’anno è stata guidata dai due vescovi, le
cui diocesi confinano col santuario: il già menzionato Mons. Bartulis – che ha
solennemente incoronato la statua della Madonna di Fatima – e Mons. Sigitas
Tamkevicius arcivescovo di Kaunas e presidente della conferenza episcopale, che
abbiamo incontrato all’indomani della sua nomina a rettore del seminario, poco
dopo essere stato liberato della prigionia comunista. Tocca al giovanile
presule Mons. Bartulis di animare il pellegrinaggio con rosari, canti e
meditazioni. Il numeroso pubblico, composto anche da molti sacerdoti,
seminaristi e religiose, non si lascia intimidire dall’acqua che scende
incessante dal cielo.
A nome degli amici di Luci sull’Est abbiamo potuto esaudire una richiesta
di Mons. Tamkevicius: un donativo per il Centro di accoglienza spirituale nel
Santuario di Siluva, che servirà anche da sede del corso propedeutico per i
seminaristi; altrettanto hanno fatto gli amici francesi di Lumiéres sur l’Est.
Giorni dopo ci ha invitato alla posa della prima pietra dell’edificio.
La
portantina della Madonna di Fatima, che ci accompagna nel percorso, passa sulle
spalle dei numerosi giovani, e non tanto giovani, che si offrono di portarla.
A 3 km. da Siluva ci viene incontro il
rettore del santuario, accompagnato da centinaia di fedeli. Il clima
devozionale è talmente intenso che i 7 km. quasi non si fanno sentire.
All’arrivo si trovano attorno all’altare già tre vescovi e 20 sacerdoti.
All’indomani visitiamo Trakai, luogo emblematico giacché fu la prima capitale della Lituania. Anche
qui possiamo cantare il piccolo officio della Madonna e distribuire il
materiale portato dai nostri paesi. Accompagnati dal sindaco, andiamo a vedere
un bel lago in mezzo al quale sorge un castello, sul posto dal quale si irradiò
l’evangelizzazione della “Terra Mariae”. Intoniamo una Salve Regina di ringraziamento,
raccomandando alla Madonna questo nobile popolo, il primo a scrollarsi di dosso
il giogo sovietico.
Nei giorni successivi
ci riceve a Vilnius, l’attuale
capitale, il vicepresidente del Parlamento, molto sensibile al tema della
salvaguardia dei valori cristiani e della morale naturale nel contesto della
prevista adesione alla UE. Un tema che preoccupa i paesi dell’Est, soprattutto
quelli a maggioranza cattolica come la Polonia, la Slovacchia e la Lituania.
Abbiamo potuto visitare un gruppo parlamentare, guidato da Vitautas
Landsbergis, primo presidente della Lituania indipendente, che si dà da fare
proprio in questo senso: il rispetto delle radici e dei principi che hanno
informato dall’inizio la società lituana davanti alle minacce della scristianizzazione.
Finalmente ci rechiamo dalla carissima Madonna della Porta dell’Aurora,
venerata sulle mura della capitale, per ringraziarla dell’apostolato che si è
potuto svolgere in questo periodo. Negli ultimi giorni abbiamo ancora potuto
visitare altri centri, ospedali, asili di anziani, scuole elementari,
parrocchie. Dappertutto siamo stati accolti con grande cordialità dai nostri
fratelli lituani, che salutavano la Madonna con preghiere e canti di gioia.
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A
nome dei benefattori di Luci sull’Est, abbiamo consegnato un donativo per il
corso propedeutico al sacerdozio del seminario di Siluva. L’arcivescovo di
Kaunas e Presidente della conferenza episcopale ci ha scritto: “Di cuore
ringrazio l’Associazione Luci sull’Est per la generosa decisione di partecipare
ad un così importante progetto per la diocesi. (…) Ringraziamo la Provvidenza
Divina per la vostra attività e per l’amore alla Lituania”.
La
consegna del donativo: Mons. Tankevicius con il leader cattolico lituano
Antanas Racas e Roberto Bertogna di Luci sull’Est.