Spunti – Dicembre 2002 / Pag. 10-13

 

L’annuale pellegrinaggio nella  “Terra di Maria”

 

PER UNA LITUANIA SEMPRE CRISTIANA

 

Come è ormai tradizione, anche quest’anno Luci sull’Est ha partecipato al pellegrinaggio della statua della Madonna di Fatima in Lituania, che si svolge a cavallo degli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre. Questa volta le città visitate sono state, in ordine cronologico, Paupys, Nemaksciai, Anziliai, Griniai, Kraziai, Saukenai, Kelme, Tytuvenai, Siluva, Trakai, Pasvitinys, Pagryzuvis, Laugalis, Lioliai, Siauliai e Vilnius. Qui abbiamo potuto distribuire 10.000 Medaglie Miracolose con relativa storia e novena e altrettante copie del calendario mariano 2003.

            Dappertutto è stato possibile parlare dell’importanza e dell’attualità del messaggio di Fatima. Particolare notevole: la statua della Madonna pellegrina che ha visitato i lituani è la stessa che ha percorso per 6 mesi la Siberia, terra di deportazione di tanti figli della Lituania. Questo popolo si è, per così dire, “riunificato” sotto lo sguardo materno della Vergine di Fatima, dopo la lunga prova alla quale è stato sottoposto dall’imperialismo sovietico. Come altre volte, decisiva è stata la collaborazione sul posto dell’ex-deputato cattolico Antanas Racas, uno dei firmatari del documento del 1990 con il quale il Parlamento proclamava l’indipendenza della Lituania dall’Unione Sovietica.

           Sui veicoli utilizzati si potevano vedere striscioni con le scritte: "La Lituania ha bisogno della SS. Vergine" e "Per una Lituania sempre cristiana". Offriamo un breve resoconto del pellegrinaggio, molto, molto sintetico, tratto dal nostro “diario di bordo”.

 

            29 agosto 2002 - Abbiamo iniziato da Paupys, paesino al quale si arriva soltanto per una strada non asfaltata. Come in altre scene analoghe nei posti più diversi di quest’Europa cristiana, vediamo che ci attendono il parroco e la gente che cantano pieni di gioia per l’arrivo della Madonna, mentre le campane suonano a distesa. Immediatamente la statua viene portata in un luogo speciale preparato accanto all’altare, dove riceve il caloroso omaggio e la fervente preghiera dei suoi figli. A Griniai, alcuni indossano abiti tradizionali portando, secondo il loro costume, pane e sale. I ragazzi della Prima Comunione offrono dei fiori mentre una professoressa recita una lode alla Madonna.

 

30 agosto - giungiamo a Kraziai proprio in coincidenza con i preparativi per i suoi 750 anni di fondazione. La chiesa-santuario - ci racconta il giovane parroco – fu assalita dai cosacchi per ordine dello zar nel 1893. Volevano consegnarla alla chiesa ortodossa nel quadro della politica di “russificazione” della Lituania, ma non avevano fatto i conti con un’eroica resistenza: 7 martiri e un centinaio di feriti.

 

 I lituani sentono molto vicini anche i caduti contro la dittatura comunista, 40.000 all’incirca. In questa regione soltanto hanno eretto 14 monumenti per perpetuarne la  memoria. Ci hanno detto con fierezza: “La nostra terra è bagnata di sangue di martiri”, mentre ci portavano a vedere, nella vicina foresta, tre grandi croci che segnano i luoghi dell’uccisione di molti cristiani nel 1941 (v. foto). A Kraziai i comunisti hanno trovato una dura resistenza nella fede insegnata soprattutto dai gesuiti. Da qui 300 lituani sono stati deportati in Siberia, dove 70 sono morti, altri vi sono rimasti o hanno fatto ritorno; di questi perseguitati, oggi ne sopravvivono ancora 5. Ci hanno presentato un uomo torturato dal KGB, al quale gli aguzzini avevano tolto 3 litri di sangue nella speranza, andata delusa, che rivelasse dove si nascondevano certe persone.

    

            A Saukenai il parroco coinvolge anche il Sindaco, il quale alla fine dichiara commosso: "La vostra presenza qui per diffondere il messaggio di salvezza della Madonna di Fatima è stata di grande sostegno per un paese come il nostro umiliato e calpestato durante 50 anni di regime comunista. Vi ringrazio per essere venuti da noi".

 

31 agosto 2002 – Siamo a Kelme, è festa perché si commemora il giorno in cui “l’ultimo soldato russo ha lasciato il suolo lituano”. La festa nazionale è invece il giorno successivo e il sindaco ci invita a partecipare all’omaggio ad alcune vittime, definite nel discorso di Antanas Racas, "martiri di Cristo ed eroi della patria lituana.”! I “carovanisti” hanno depositato una corona di fiori su ognuno dei tre monumenti principali. Anche a Kelme abbiamo fatto la distribuzione delle medaglie e dei calendari, dopo le funzioni in Chiesa. Subito dopo visitiamo la celebre Collina delle Croci e ci avviamo a Siauliai. Nella piazza centrale, in presenza della statua della Madonna di Fatima nonché di numerose autorità civili, si commemora il 12° anniversario dell’Indipendenza. C’è un omaggio floreale a Maria e una signora esclama che, se è vero che ci furono uomini che lottarono per l’Indipendenza, è stata la Madonna Patrona della Lituania a far vincere la battaglia. Applausi. Dopodiché la Madonna viene portata nella cattedrale strapiena, dove il vescovo Mons. Eugenius Bartulis celebra la Messa, commentando molto opportunamente nell’omelia le parole “le porte dell’inferno non prevarranno”.

 

1 settembre 2002 -  E’ il giorno principale della nostra “carovana”, perché si va nella consueta processione a piedi, un tragitto di 7 km. che da Tytuvenai porta al santuario della Madonna di Syluva, patrona nazionale della Lituania. Questo santuario, che ha una importanza immensa per il popolo lituano, sorge nella incantevole zona centrale del  Paese, sulla roccia nella quale la Madonna apparve in lacrime nel 1608 a un gruppo di calvinisti, discendenti di quelli che avevano precedentemente distrutto una chiesa cattolica in questo luogo. Nel 1622 fu eretta una nuova chiesa cattolica, che divenne presto sorgente di devozione mariana, trasformandosi nella più nota meta di pellegrinaggi in questa zona d’Europa. Durante la dittatura, i comunisti cercavano di bloccare tutte le strade per impedire ai numerosi devoti, provenienti da ogni parte del paese, di raccomandarsi alla Madre di Dio. Subito dopo l’indipendenza dai sovietici, l’8 settembre 1991, il Cardinale Sladkevicius e il presidente Landsbergis affidarono la Lituania al Cuore Immacolato di Maria davanti alla miracolosa icona di Nostra Signora di Syluva.

La processione a Syluva quest’anno è stata guidata dai due vescovi, le cui diocesi confinano col santuario: il già menzionato Mons. Bartulis – che ha solennemente incoronato la statua della Madonna di Fatima – e Mons. Sigitas Tamkevicius arcivescovo di Kaunas e presidente della conferenza episcopale, che abbiamo incontrato all’indomani della sua nomina a rettore del seminario, poco dopo essere stato liberato della prigionia comunista. Tocca al giovanile presule Mons. Bartulis di animare il pellegrinaggio con rosari, canti e meditazioni. Il numeroso pubblico, composto anche da molti sacerdoti, seminaristi e religiose, non si lascia intimidire dall’acqua che scende incessante dal cielo.

A nome degli amici di Luci sull’Est abbiamo potuto esaudire una richiesta di Mons. Tamkevicius: un donativo per il Centro di accoglienza spirituale nel Santuario di Siluva, che servirà anche da sede del corso propedeutico per i seminaristi; altrettanto hanno fatto gli amici francesi di Lumiéres sur l’Est. Giorni dopo ci ha invitato alla posa della prima pietra dell’edificio. 

            La portantina della Madonna di Fatima, che ci accompagna nel percorso, passa sulle spalle dei numerosi giovani, e non tanto giovani, che si offrono di portarla. A  3 km. da Siluva ci viene incontro il rettore del santuario, accompagnato da centinaia di fedeli. Il clima devozionale è talmente intenso che i 7 km. quasi non si fanno sentire. All’arrivo si trovano attorno all’altare già tre vescovi e 20 sacerdoti.

            All’indomani visitiamo Trakai, luogo emblematico giacché fu la prima capitale della Lituania. Anche qui possiamo cantare il piccolo officio della Madonna e distribuire il materiale portato dai nostri paesi. Accompagnati dal sindaco, andiamo a vedere un bel lago in mezzo al quale sorge un castello, sul posto dal quale si irradiò l’evangelizzazione della “Terra Mariae”. Intoniamo una Salve Regina di ringraziamento, raccomandando alla Madonna questo nobile popolo, il primo a scrollarsi di dosso il giogo sovietico.

Nei giorni successivi ci riceve a Vilnius, l’attuale capitale, il vicepresidente del Parlamento, molto sensibile al tema della salvaguardia dei valori cristiani e della morale naturale nel contesto della prevista adesione alla UE. Un tema che preoccupa i paesi dell’Est, soprattutto quelli a maggioranza cattolica come la Polonia, la Slovacchia e la Lituania. Abbiamo potuto visitare un gruppo parlamentare, guidato da Vitautas Landsbergis, primo presidente della Lituania indipendente, che si dà da fare proprio in questo senso: il rispetto delle radici e dei principi che hanno informato dall’inizio la società lituana davanti alle minacce della scristianizzazione. Finalmente ci rechiamo dalla carissima Madonna della Porta dell’Aurora, venerata sulle mura della capitale, per ringraziarla dell’apostolato che si è potuto svolgere in questo periodo. Negli ultimi giorni abbiamo ancora potuto visitare altri centri, ospedali, asili di anziani, scuole elementari, parrocchie. Dappertutto siamo stati accolti con grande cordialità dai nostri fratelli lituani, che salutavano la Madonna con preghiere e canti di gioia.

 

 

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A nome dei benefattori di Luci sull’Est, abbiamo consegnato un donativo per il corso propedeutico al sacerdozio del seminario di Siluva. L’arcivescovo di Kaunas e Presidente della conferenza episcopale ci ha scritto: “Di cuore ringrazio l’Associazione Luci sull’Est per la generosa decisione di partecipare ad un così importante progetto per la diocesi. (…) Ringraziamo la Provvidenza Divina per la vostra attività e per l’amore alla Lituania”.

La consegna del donativo: Mons. Tankevicius con il leader cattolico lituano Antanas Racas e Roberto Bertogna di Luci sull’Est.