Spunti – dicembre 2002 / Pag. 2-4

 

Due volte nella Slovacchia e nella Repubblica Ceca

 

 

Grazie alla generosità dei lettori di Spunti e alla disponibilità di alcuni studenti a sacrificare un poco del loro riposo estivo, siamo potuti tornare con la statua della Madonna di Fatima ben due volte in questi mesi nella cattolica terra slovacca e nella vicina Repubblica Ceca.

Del primo pellegrinaggio realizzato a luglio in questi paesi, Raffaele, uno dei ragazzi volontari, ci racconta: “Ci siamo radunati nella sede romana di Luci sull’Est (LSE). Il capo del pellegrinaggio è di Roma e completiamo il gruppo con un ragazzo di Potenza e altri quattro che sono siciliani. Alla vigilia della partenza, guidati da don Michele, sacerdote croato che ci ha raccontato impressionanti episodi della guerra che aveva vissuto da soldato nel suo paese, recitiamo il Santo Rosario ai piedi della Madonna di Fatima che avremmo l’indomani accompagnato in questa nuova missione apostolica all’Est.

 

 

La richiesta di Fatima: penitenza, preghiera, conversione

 

All’indomani partiamo per Vienna e dopo una giornata di viaggio fra canti e preghiere, giungiamo all’Istituto dei Servi di Maria, dove ci aspettavano i nostri amici Fra’ Cristin e Fra’ Silvo. Nel nostro breve soggiorno nella capitale austriaca ci siamo recati in visita alla sede dell’apostolato mariano svolto dall’associazione Ostereich braucht Mariens Hilfe e, al ritorno, dai servi di Maria, è venuto il vescovo ausiliare di Vienna Mons. Ludwig Schwarz a celebrare la Messa, guidando in seguito la consacrazione dei presenti al Cuore Immacolato di Maria. Il presule ha ricordato a tutti che “l’approfondimento della fede tramite la penitenza, la conversione e la preghiera è proprio la richiesta di Fatima”, come aveva riportato il 15 luglio scorso il giornale cattolico Wiener Kirchen Zeitung, il quale ha inviato pure una giornalista per fare un servizio sulla carovana di LSE nell’Europa dell’Est. Questa giornata austriaca si è conclusa con l’Adorazione Eucaristica e la recita del Rosario.

Dopo il riposo si riparte per Bavorov nella Rep.Ceca. Prima di passare la frontiera ci fermiamo al santuario mariano di Loretto - proprio così, Loretto con la doppia “t” - dove ci aspettava il rettore Don Stefan. Anche qui abbiamo distribuito abbondantemente il materiale stampato da LSE. Siamo rimasti colpiti dalla fede delle persone in Austria: con quale sguardo guardavano la Madonna, venerandola con le lacrime agli occhi!

A Bavorov ci ha accolto Don Viktor Frydl, nella Chiesa dedicata all’Assunzione di Maria  Vergine, dove abbiamo incontrato anche una comunità ucraina. Alcune persone hanno fatto la fila più volte per pregare e salutare la Madonna. Nel  quarto giorno ci siamo recati a Hlboke Masuvki, nella Chiesa della Visitazione; una ragazza ha suonato il violino per rendere omaggio alla Madonna, mentre i fedeli pregavano e meditavano. All’inizio c’era un po’ di timidezza nell’avvicinarsi, ma alla fine tutti cantavano e pregavano e alcuni anziani piangevano di gioia per la visita di Nostra Signora, al punto che è stato difficile chiudere questa giornata.

All’alba del nuovo giorno siamo andati a Bratislava (Rep.Slovacca), nella Chiesa dedicata a S.Elisabetta Regina d’Ungheria (chiamata anche la Chiesa Blù). Era strapiena di fedeli. Mi commuovo quando vedo una nonna che fa toccare al neonato nipotino la Madonna. Dobbiamo ricordare quanto della fedeltà di questa gente alla Chiesa si deve alle nonne che hanno perseverato nei periodi più bui e che hanno trasmesso la loro fede alle generazioni successive nell’austerità delle loro case, attorno alla preghiera del Rosario. Dopo c’è stata la processione fino all’Istituto delle Suore Redentrici, che sono rimaste tutta la notte in preghiera. L’indomani mattina abbiamo pregato il S.Rosario in un ospedale e siamo partiti per Huozdinica, un villaggio di poche centinaia di persone che ci hanno meravigliato per la loro fede: era un giorno feriale eppure la chiesa era piena.

A Huozdinica abbiamo portato la statua di Nostra Signora di Fatima nella Chiesa dedicata a S.Andrei Suorad e Benedict.  C’erano più di venti chierichetti ed è stato bello guardare la loro attenzione e serietà. Nella processione facevamo un poco di “Evangelizzazione d’Assalto”, perché avanzando bussavamo alle porte per invitare la gente. Gli altoparlanti che prima trasmettevano gli ordini del partito comunista, ora trasmettono canti mariani! Nella Chiesa di S. Francesco d’Assisi ci aspettavano molte persone. Appena è entrata la Madonna, la gioia è esplosa in un canto. Nella canonica Don Martin Vizdinviz ci ha reso la sua testimonianza: da ragazzo è stato perseguitato, imprigionato, trasportato in un campo di concentramento e ordinato clandestinamente, tutto questo perché era credente. Ci ha invitato ad avere fede perché “Dio è Grande”.

 

 

Siate la luce del mondo

 

Abbiamo concluso questo pellegrinaggio con una veglia mariana. La Chiesa era pienissima. Nel buio splendeva la Madonna di Fatima e trecento lumini, che venivano alzati al canto dell’Ave Maria di Fatima, come se si trattasse di una risposta all’invito di Gesù Cristo: “Voi siate la luce del mondo”. Si avvertiva la presenza soprannaturale di Maria in mezzo al fervore della gente. I bambini, nonostante fossero tanti, non disturbavano affatto. Anzi la preghiera del S. Rosario è stata guidata da loro. Dopo la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, si è svolta una piccola processione che si è conclusa con un saluto finale alla Madonna di Fatima.

Ad agosto la carovana di LSE ha potuto toccare una seconda volta entrambi i paesi “mitteleuropei”. Questa volta la integrano alcuni “apostoli di Fatima”, collaboratori più adulti dell’associazione che si radunano nella sede di Milano.  Nei 16 giorni di visita, la statua della Madonna di Fatima sosterà in dodici parrocchie e tre cattedrali, quasi sempre sotto uno dei peggiori temporali mai visti in quelle zone.

A Sastín, la Madonna viene ricevuta dal vescovo Mons. Toth e la TV di Stato riprende in diretta tutte le manifestazioni, sia in cattedrale che durante la processione per le strade. A Holik un gruppo di ragazze vestite con abiti tradizionali del paese si offrono per portare la statua della Madonna. Grande raccoglimento nella preghiera. Il parroco Don Josef ci invita a cena e ci racconta i suoi 40 anni di prigionia, dai quali è uscito quasi sordo per via delle sevizie: quanto poco si dice di tutto questo fra di noi!  

Da Sastín si procede per Vistic e Trnava. A Vistic la Madonna riceve il benvenuto da fedeli con i costumi tradizionali, che hanno organizzato una festicciola folcloristica secondo le usanze locali. Poi si visita Rajeckà Lesnà e la Madonna pellegrina viene accolta anche nella cattedrale de Ruzèmberok, in tempo per le celebrazioni in coincidenza con la  festa dell’Assunta. Vengono distribuite 28.000 comunioni e 2.000 candele! Nella città, ormai, di candele non ce ne sono proprio più!

 

 

****** RIQUADRO *******************

 

Monache clandestine

 

Di giorno lavoravano nelle fabbriche comuniste, ma di sera indossavano l'abito religioso. Ufficialmente il monastero contava solo 6 suore, mentre in realtà erano 23. Quando gli sbirri irrompevano nel chiostro per controlli di routine, le 17 suore clandestine dovevano sfilarsi l’abito religioso in tutta fretta, spacciandosi per domestiche o ragazze in gita scolastica.

Siamo nel convento delle Suore del Divino Salvatore, a Spišskà Nova Ves nella Slovacchia centrale, dove la Superiora ci racconta la vita sotto il regime comunista.

Non esistevano libri religiosi. Ogni postulante doveva copiare a mano la regola, impararla a memoria e poi distruggerla. I pochi libri spirituali erano copie dattiloscritte, veri e propri samizdat che circolavano di mano in mano. Lavoro rischioso, visto che le macchine da scrivere erano controllate, proprio per evitare la diffusione di scritti clandestini. Oggi la biblioteca del convento possiede tutta una sezione di libri samizdat, silenziosa ma eloquente testimonianza di un'epopea di fede durata ben quarant’anni.

 

************* FINE DEL RIQUADRO **************

 

 

 

(Foto: Suore-Bratislava.jpg)

Nella ex-sede della Polizia Politica. La Madonna arriva al convento delle Suore del Divino Salvatore, a Bratislava. In epoca comunista l’edifico era stato espropriato dallo Stato e adibito a sede della temuta Polizia Politica. Restituito alle religiose, il legno del pavimento calpestato dagli stivali comunisti è stato riutilizzato per rivestire la cappella.

 

 

(Foto: Folklore.jpg)

Folklore. Il Gruppo Folklorico di Vištuk saluta i membri della carovana di Luci sull'Est con balli tipici dei Monti Carpazi.

 

 

(Foto: Zilina)

Consolazione. La Madonna porta una parola di conforto e di consolazione ad una famiglia di contadini nel cuore dei Monti Tatra.

 

(Foto: Liptovsky-Mikulas-2)

Processione per le vie centrali di Liptovsky Mikuláš, capoluogo di Liptov.

 

 

 

(Foto: Puchov-1)

Solenne ingresso della Madonna pellegrina della chiesa di Puchov. Più di cinquemila fedeli erano accorsi anche dalle province vicine.

 

(Foto: Puchov-2)

Nonostante la pioggia, migliaia di fedeli accompagnano la Madonna per le vie di Puchov.

 

(Foto: Menina-1)

Omaggio musicale alla Madonna da parte di una bambina nella chiesa di Ruzomberok.

 

(Foto: Ruzomberok-1)

Didascalia: Solenne arrivo della Madonna nella chiesa di S. Andrea a Ruzomberok.

 

(Foto: Ruzomverok-2)

Il decano di Ruzomberok, don Alois Kosteramsky, incorona la Madonna pellegrina.

 

(Foto: Ruzomberok-3)

S.E.Mons. Štefan Secká, vescovo ausiliare di Spišs, recita la consacrazione ai piedi della Madonna di Fatima.

 

(Ruzomberok-4)

Fiaccolata per le vie centrali di Ruzomberok, presieduta dal Vescovo ausiliare.

 

(Foto: Ruzomberok-5)

Venticinquemila comunioni. La chiesa di S. Andrea a Ruzomberok già gremita alle 6 del mattino. In due giorni sono state distribuite 25.000 comunioni.

 

(Foto: Ruzomberok-7)

L'ultimo addio. Attorniata da una folla di fedeli, la Madonna pellegrina lascia Ruzomberok lasciando dietro di sé una scia di Fede e entusiasmo.

 

(Foto: Sastin-1)

Nel Santuario nazionale di Šaštin, i fedeli seguono con attenzione la proiezione d'un audiovisivo in lingua slovacca sulle apparizioni ed il messaggio di Fatima.

 

(Foto: Sastin-2)

S.E.Mons. Dominik Tóth, vescovo ausiliare di Bratislava-Trnava, accoglie la Madonna di Fatima nel Santuario nazionale di Šaštin nel primo giorno del pellegrinaggio.

 

 

(Foto: Sastin-3)

La Madonna pellegrina è portata trionfalmente nel Santuario di Šaštin, gremito da migliaia di fedeli.

 

(Foto: Holic-3)

Processione per le vie di Holic.

 

(Foto: Dubova-1)

La pietà dei piccoli. Un gruppo di bambine della catechesi prega il Rosario nella parrocchia di Dubová, piccolo centro agricolo della Slovacchia occidentale.

 

 

(Foto: Dubova-2)

Un volontario spiega il messaggio di Fatima e l'apostolato dell'Associazione Luci sull'Est ai fedeli di Dubová.

 

(Foto: Spisska-2)

Una fiumana di persone accompagna la Madonna di Fatima per le vie centrali di Spišská Nova Ves.

 

(Foto: Spisska-5)

I fedeli accompagnano in processione la Madonna al suo rientro in canonica.

 

(Foto: Spisska-6)

Emozionati, i fedeli di Spišská Nova Ves salutano un’ultima volta la Madonna prima di lasciare definitivamente le terre slovacche.

 

(Foto: Slovacchia – vescovo ausiliare Spias – ago 2002)

Col vescovo ausiliare di Spias, nella sagrestia della chiesa di S. Andrea a Ruzomberok.