Spunti – Giugno 2003

Fatima : un messaggio di vera pace

 

            Forse mai come adesso il problema della pace è stato così al centro delle attenzioni generali. Già nel lontano 1917 esso aveva costituito il filo conduttore del messaggio della Madonna a Fatima.

            Prima della Madonna, ai tre pastorelli apparve l'Angelo della Pace, ammonendoli: "Offrite a Dio sacrifici in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra patria la pace".

            Nella prima apparizione, il 13 maggio, la stessa Madonna richiama i veggenti: "Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra". Successivamente, Ella ripete questa richiesta in quasi tutte le apparizioni, particolarmente nella seconda: "Voglio che continuiate a recitare tutti i giorni il rosario in onore della Madonna del Rosario per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra". Il 13 luglio la Madonna promette: "Infine il mio Cuore Immacolato trionferà (...) e sarà concesso al mondo un tempo di pace".

            Rimane però chiaro che Maria Santissima subordina l’acquisizione della pace alla conversione degli uomini: "La guerra [1915-1918] sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio nel regno di Pio XI ne comincerà un'altra peggiore. (...) Se si ascolteranno le mie richieste la Russia si convertirà e si avrà pace, diversamente diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni". Non diversamente, in sostanza, suonano le parole della beata Giacinta di Fatima, nel periodo della sua degenza in ospedale: "Le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo. Bisogna far penitenza. Se gli uomini non si emenderanno, la Madonna invierà al mondo un castigo quale non si vide mai".

            Queste considerazioni ci conducono al cuore del problema: le guerre hanno per causa prima i peccati degli uomini, perché, come spiega l'Enciclopedia Cattolica: "Al fondo della concezione cattolica della guerra sta, indubbiamente, l'idea del peccato originale, del quale è una dolorosa conseguenza".

            Rinunciare a priori all’uso della forza, in piccola o grande misura,  in qualsiasi circostanza, sia a livello di azione di polizia che di azione militare, come vorrebbero i fondamentalisti pacifisti è implicitamente negare che il peccato originale produce e produrrà le sue conseguenze lungo tutta la storia degli uomini. Quindi, si tratterebbe nient’altro che di un’utopia. Per questo, sempre secondo l’Enciclopedia Cattolica: "la concezione cristiana si è tenuta egualmente lontana (...) dell'umanitarismo e del pacifismo fuori dalla realtà. Nessuna concezione è più umana di quella cristiana, e tuttavia i suoi più genuini sostenitori non si sono lasciati illudere da esagerati sentimentalismi. La pace è un gran bene, anzi il più gran bene terreno dell'umanità, al cui mantenimento deve essere ordinata la vita sociale. Non è però un bene da mantenersi ad ogni costo col sacrificio della giustizia e del diritto, che vanno piuttosto protetti e difesi. (...) La dottrina cattolica è pacifica ma non pacifista".

            Questa dottrina semplice e logica, in perfettamente coerenza e consonanza con la fede, è stata ribadita nei documenti recenti, come il Catechismo della Chiesa Cattolica. Allora, vogliamo davvero la pace? Impegniamoci nell'apostolato per la diffusione della devozione al Cuore Immacolato di Maria, preghiamo il rosario tutti i giorni, facciamo penitenza. La croce e il rosario: ecco le nostre bandiere!

E con queste risorse spirituali, lavoriamo anche per rimuovere le cause di tremende iniquità e spaventosi peccati in tutto il mondo, a partire dai 50 milioni di bambini abortiti ogni anno, che mietono più vittime, e tutte innocenti, di qualsiasi guerra guerreggiata. E così facendo ci saremo meritati la pace.