Nei
giorni successivi, la grande navata della Chiesa si è
riempita frequentemente di pellegrini, molti dei quali sono andati pure ad
affollare i confessionali. Le scolaresche sono affluite una dietro l’altra,
condotte da maestri e professori; le bambine della scuola di Santa Patrizia
sono venute a cantare il bellissimo inno Akatistos.
Alla partenza una fiaccolata ha accompagnato la Madonna fino al piazzale del
Policlinico, in un nuovo tripudio molto napoletano di fuochi, inni e fazzoletti
al vento.
“La
statua della Madonna di Fatima - ci informa L’Osservatore Romano del 26 febbraio - è
‘entrata’ lunedì 24 febbraio all’interno della Casa Circondariale di Arienzo
per portare la speranza cristiana che non delude i reclusi. Trasportata in
elicottero, la venerata immagine mariana è stata accolta ed incoronata nel
piazzale della struttura carceraria dal vescovo di Acerra,
Mons. Giovanni Rinaldi. Dopo la cerimonia, svoltasi alla presenza di autorità religiose, civili e militari, la Madonna pellegrina
è stata affidata ad alcuni detenuti. Si è così svolta una suggestiva
processione dal cortile alla cappella della Casa Circondariale. Al termine si è
svolto l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Nel pomeriggio gli
ospiti hanno potuto partecipare alla preghiera del Santo Rosario, mentre
sacerdoti barnabiti, cappuccini, oblati di Maria Immacolata e i parroci della
foranìa animavano le confessioni.”
Un giovane detenuto ha letto, a nome
di tutti, una preghiera di saluto a Maria: “Nei nostri gemiti tu ci hai
ascoltato; nelle nostre afflizioni, ci
hai consolato; nelle nostre angustie, ci hai ridonato la pace. Ora con la tua
presenza in mezzo a noi, ci porti fiducia ed entusiasmo per il nostro vivere di
oggi e di domani (…). O madre, imploro per i miei fratelli di pena dal tuo
Figlio Divino, misericordia e perdono, e mostrati a noi, Madre nostra, nostra
avvocata e nostra speranza (…). Ti prego a nome di tutta la gioventù di Italia,
salvaci dalla polvere che semina morte bianca.” La stampa locale ha dato ampio
risalto all’avvenimento.
La Madonna, portata dal carcere di Arienzo
con l'ormai consueto elicottero, è andata ad atterrare sul campo di calcio di
un grande oratorio per ragazzi, tenuto dai padri barnabiti di San Felice al
Cancello. Prima di arrivare, l’elicottero ha fatto un giro sopra l’ospedale,
lanciando una simbolica pioggia di petali. Il superiore barnabita ha incoronato
la Madonna e ci si è avviati in processione verso la vicina chiesa, dove i
ragazzi dell’oratorio hanno animato una veglia notturna di preghiera. Nel corso
dei due giorni di visita, a diversi gruppi delle scuole locali è stato
presentato l’audiovisivo sulla vita dei beati Francesco
e Giacinta.
Anche in
questa città la statua della Madonna è
arrivata in elicottero per quattro giorni
di pellegrinaggio, che hanno segnato un momento
di grande devozione per i cittadini di Casalnuovo. Invitata dal sindaco A. Peluso e dal parroco,
don Pietro Orditura, la Madonna di Fatima ha visto un grande
coinvolgimento delle associazioni e delle scuole locali nella sua visita alla
parrocchia di Santa Maria dell’Arcora. I cittadini sono accorsi a decine di
migliaia a rivolgere ferventi preghiere alla Madonna per i loro problemi
particolari e per i convulsi giorni odierni. Il parroco affermava di vedere in
una simile affluenza un regalo della Provvidenza per il suo ministero di 50
anni in quel luogo. Nei giorni del pellegrinaggio ha voluto lasciare la chiesa
aperta fino a notte fonda, per non negare a nessuno la possibilità di ricorrere
all’intercessione di Maria.
Tuglie
Domenica, 23
febbraio: Prima che l’elicottero atterrasse in questa città, due piccoli aeri civili hanno lanciato migliaia di volantini, a mo’
di coriandoli azzurri, con la scritta “Regina del Rosario, prega per noi!”.
Davanti a una folla di tremila persone la statua di
Nostra Signora di Fatima, non appena arrivata,
viene prima incoronata dal vescovo di Nardò Gallipoli, Mons. Calandro e
poi riceve dal sindaco le chiavi della città. Il parroco di Maria SS.
Annunziata, Don Emanuele Pasanisi, ha preparato la gente con una veglia di
preghiera, conclusasi con una “supplica alla Madonna
di Fatima”. Eccone alcuni brani: “Vergine Immacolata, apparendo a Fatima a tre
innocenti pastorelli, ti presentasti come la Madre del
Rosario e dicesti di essere venuta dal cielo per esortare i cristiani a
cambiare vita, a far penitenza dei peccati e a recitare bene il rosario…O madre
nostra, nel tuo messaggio ci hai prevenuti: ‘una propaganda empia diffonderà i
suoi errori, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. Molti buoni saranno
martirizzati. Il santo Padre avrà molto da soffrire,
varie nazioni saranno annientate’. Tutto purtroppo si va tristemente
verificando. La Santa Chiesa, nonostante le immense effusioni di carità sulle
miserie accumulate dalle guerre e dall’odio, viene
combattuta, oltraggiata, fatta oggetto di scherno, impedita nella sua divina
missione.
“O Madre benigna se l’umanità si è allontanata da Dio, se
errori colpevoli e perversioni morali hanno provocato la divina giustizia, noi
non siamo senza colpa. La nostra vita non è ordinata secondo gli insegnamenti
della fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa
dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, troppi peccati hanno giustamente fatto gravare su di
noi la mano di Dio… Ottienici il perdono dei nostri peccati e donaci pane e
lavoro. Tranquillità per i nostri focolari imploriamo
dal tuo Cuore materno… Sì, o Vergine santa, trionfa nei nostri cuori e facci
degni di cooperare ai trionfi del tuo Cuore Immacolato nel mondo.”
Don Pasanisi, anima del
pellegrinaggio che si è protratto per una intera
settimana ed è stato concluso dall’arcivescovo e nunzio Mons. Alberto
Tricarico, ha ricevuto un telegramma dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di
Stato: “Occasione chiusura peregrinatio
Mariae statua Madonna Fatima Sommo Pontefice rivolge ai fedeli di Tuglie
cordiale pensiero esprimendo compiacimento per iniziativa pastorale et mentre
formula voti che essa valga ad incrementare autentica devozione a Vergine
Santissima suscitando crescente testimonianza evangelica invoca dal Signore per
intercessione Madre del redentore abbondanti grazie celesti et invia di cuore a
lei collaboratori pellegrini et presenti tutti sacro rito implorata benedizione
apostolica”.
Sempre in Puglia, la statua della
Madonna di Fatima è stata portata nella parrocchia di San Leucio a Felline,
dopo essere stata trattenuta da due famiglie nei giorni precedenti. Don
Cartani, il parroco, ha parlato diverse volte sul messaggio e, soprattutto, ha
incentivato i fedeli a riprendere la devozione al Rosario, ricordando la forza
decisiva di questa devozione a Lepanto e dopo la II Guerra Mondiale in Austria.
Un apostolo di Fatima ha offerto ai
presenti una testimonianza: “Mi stavo allontando dalla Chiesa…Un giorno
ricevetti un busta grande con dentro l’Immagine della Madonna di Fatima e una
lettera scritta da Luci sull’Est. Da quel giorno la Santissima Vergine ha
voluto bussare alla mia porta… Da quel giorno ho aumentato la mia preghiera con
la recita del S. Rosario, per il bene della mia famiglia e del mondo intero”.
Da Felline la statua della Madonna è andata in un corteo di
macchine a Ugento, dove è rimasta alla parrocchia di San Giovanni Bosco. Nel
secondo giorno, il parroco don Stefano ha invitato il vescovo Mons. Vito De
Grisantis a concludere una speciale giornata dedicata agli ammalati. Il presule
ha esortato con toccanti parole i pazienti dell’ospedale a non lasciarsi
abbattere dalla sensazione di inutilità dovuta alla loro condizione e,
indicando il crocifisso sull’altare della Chiesa, ha domandato loro “Quando il
Redentore ha fatto di più per il genere umano? Proprio quando era immobilizzato
con mani e piedi inchiodati alla croce.”
Esattamente
un secolo fa si spegneva una delle anime mistiche più straordinarie della
storia: Santa Gemma Galgani, di cui abbiamo parlato nel numero di ottobre 2002.
Proprio nell’arco delle celebrazioni del centenario della
santa lucchese, le monache passioniste che reggono il suo santuario hanno
organizzato il pellegrinaggio della Madonna di Fatima.
Suor
Paola, superiora del monastero, traccia il parallelo fra Fatima e Santa Gemma:
“I due avvenimenti sono strettamente uniti nell’identico messaggio alla
penitenza e alla conversione e indicano l’amore oblativo come unica forma
capace di cambiare il cuore dell’uomo. La giovane mistica di Lucca, come i
pastorelli di Fatima, ha saputo unirsi alla croce di Cristo, per la redenzione
del mondo e superando il tormento del peccato hanno reso possibile la grazia di
Dio” (Il Tirreno,
22/3/03).
E
Vincenzo Pardini su La Nazione
(22/3/03) ha aggiunto: “Un invito alla preghiera e alla penitenza, che già
aveva fatto molti anni prima S. Gemma Galgani, che per diversi aspetti anticipa Fatima. Nella lettera 85,
che scrive al suo direttore spirituale, racconta di come Gesù le rivela quanto
il suo Cuore divino sia afflitto a causa dei peccati degli uomini, e per
placare la giusta ira del Padre suo cerca anime vittime; per questo vuole che
si dia principio al monastero delle passioniste in Lucca.
“(…) Cristo dice a S. Gemma: ‘Figlia mia,
quanta ingratitudine e malizia vi è nel mondo! I peccatori continuano a vivere
nella loro pertinace ostinazione dei peccati!… Le anime ferventi a poco a poco si intiepidiscono!’ Sono frasi e ammonizioni che ritroviamo
nello stesso mosaico del segreto di Fatima (…). Non è quindi un caso che la
Madonna pellegrina venga a Lucca, città del Volto
Santo e città di S. Gemma”.
Una
vera e continua moltitudine si è recata dal 22 al 28 marzo al Santuario della
santa lucchese per ricorrere alla intercessione della
Madonna di Fatima: “sorprendente la presenza (…) di tanti giovani e bambini,
madri coi figli in braccio, coppie di giovani sposi commosse di fronte alla
sacra immagine” (La Nazione,
23/3/03). “L’iniziativa è portata avanti dal movimento Luci sull’Est, nato con
lo scopo di aiutare le chiese dell’ex Unione Sovietica. Il messaggio di Fatima irruppe
nella storia quando il mondo, per la prima volta, si trovò coinvolto nella grande guerra che segnò gli inizi del secolo scorso.
‘L’appello alla conversione e alla penitenza - dichiara suor Paola, superiora
delle passioniste – rinnovato con forza nella famosa terza parte del segreto,
rimane di drammatica attualità e s’impone alla riflessione di tutti, proprio in
queste ore in cui la pace tra le nazioni è nuovamente in crisi’ ” (Il Tirreno,
22/3/03).
Per esaudire
le numerose richieste dei fedeli, due sacerdoti sono rimasti simultaneamente
per tutto l’arco del pellegrinaggio nei confessionali del Santuario, dove è
andato a celebrare la Messa anche l’arcivescovo, Mons. Bruno Tommasi.