Spunti – Giugno 2003

I flash di un pellegrinaggio

Napoli

 

“C’era la folla delle grandi occasioni, ieri pomeriggio, nel centro storico di Napoli (…) per assistere all’arrivo dal Cielo di una delle statue della Madonna di Fatima pellegrina. Alle 15:30 l’elicottero dei Vigili del Fuoco atterra nel piazzale del Primo Policlinico (…), la sagoma bianca attira immediatamente l’attenzione (…), è forte la commozione tra i duemila devoti, mentre inizia la processione (…). Un ruolo fondamentale nella trasferta napoletana è stato svolto dall’Associazione Luci sull’Est”, ha ricordato Il Mattino di Napoli  nella sua cronaca della domenica 16 febbraio.

            I quattro giorni a San Lorenzo Maggiore, di cui si è occupata tutta la stampa partenopea,  hanno visto una grande afflusso di pellegrini. In presenza del rettore della Seconda Università di Napoli, A. Grella, e del presidente della circoscrizione San Lorenzo Vicaria, G. Tortora, la statua della Madonna inizia la sua visita tra i piccoli pazienti affetti da leucemia nel reparto di Oncologia pediatrica del Policlinico. In seguito, la processione si avvierà per via dei Tribunali fra l’allegro frastuono dei fuochi e gli inni mariani,  giungendo infine all’affollatissima chiesa gotica di S. Lorenzo Maggiore, dove era attesa dal Cardinale Giordano.

            Il porporato prega Nostra Signora di Fatima di portare pace, in una giornata intensamente segnata dagli avvenimenti internazionali e dalle marce che  attraversano le città in quel giorno,  ricordando tuttavia opportunamente che la pace delle armi parte dalla pace dei cuori, e che questa non può esistere dove non vengono rispettati i comandamenti della legge di Dio. Perciò, invita tutti ad avvicinarsi alla Madonna con un sincero atto di contrizione: “ho molto peccato in pensieri, parole, opere e ommissioni”. Inoltre, nel ricapitolare l’essenziale degli avvenimenti di Fatima, ha affermato che la Madonna è apparsa ai pastorelli per chiedere preghiera, penitenza e conversione. Ed ha insistito che sono la preghiera e la penitenza che muovono Dio e fanno cambiare il cuore delle persone.

            Riferendosi specificamente alla preghiera del Rosario, ha detto “dobbiamo riprendere in mano la corona che Maria ha dato ai tre pastorelli. Questa è la vera crociata contro i mali del mondo” E in conclusione ha rivolto all’immagine della Madonna la bella antifona: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, O Vergine gloriosa e benedetta!”

            Nei giorni successivi, la grande navata della Chiesa si è riempita frequentemente di pellegrini, molti dei quali sono andati pure ad affollare i confessionali. Le scolaresche sono affluite una dietro l’altra, condotte da maestri e professori; le bambine della scuola di Santa Patrizia sono venute a cantare il bellissimo inno Akatistos. Alla partenza una fiaccolata ha accompagnato la Madonna fino al piazzale del Policlinico, in un nuovo tripudio molto napoletano di fuochi, inni e fazzoletti al vento. 

                                                                      

 

Arienzo e San Felice a Cancello

 

            “La statua della Madonna di Fatima - ci informa L’Osservatore Romano del 26 febbraio - è ‘entrata’ lunedì 24 febbraio all’interno della Casa Circondariale di Arienzo per portare la speranza cristiana che non delude i reclusi. Trasportata in elicottero, la venerata immagine mariana è stata accolta ed incoronata nel piazzale della struttura carceraria dal vescovo di Acerra, Mons. Giovanni Rinaldi. Dopo la cerimonia, svoltasi alla presenza di autorità religiose, civili e militari, la Madonna pellegrina è stata affidata ad alcuni detenuti. Si è così svolta una suggestiva processione dal cortile alla cappella della Casa Circondariale. Al termine si è svolto l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Nel pomeriggio gli ospiti hanno potuto partecipare alla preghiera del Santo Rosario, mentre sacerdoti barnabiti, cappuccini, oblati di Maria Immacolata e i parroci della foranìa animavano le confessioni.   

            Un giovane detenuto ha letto, a nome di tutti, una preghiera di saluto a Maria: “Nei nostri gemiti tu ci hai ascoltato;  nelle nostre afflizioni, ci hai consolato; nelle nostre angustie, ci hai ridonato la pace. Ora con la tua presenza in mezzo a noi, ci porti fiducia ed entusiasmo per il nostro vivere di oggi e di domani (…). O madre, imploro per i miei fratelli di pena dal tuo Figlio Divino, misericordia e perdono, e mostrati a noi, Madre nostra, nostra avvocata e nostra speranza (…). Ti prego a nome di tutta la gioventù di Italia, salvaci dalla polvere che semina morte bianca.” La stampa locale ha dato ampio risalto all’avvenimento.

La Madonna, portata dal carcere di Arienzo con l'ormai consueto elicottero, è andata ad atterrare sul campo di calcio di un grande oratorio per ragazzi, tenuto dai padri barnabiti di San Felice al Cancello. Prima di arrivare, l’elicottero ha fatto un giro sopra l’ospedale, lanciando una simbolica pioggia di petali. Il superiore barnabita ha incoronato la Madonna e ci si è avviati in processione verso la vicina chiesa, dove i ragazzi dell’oratorio hanno animato una veglia notturna di preghiera. Nel corso dei due giorni di visita, a diversi gruppi delle scuole locali è stato presentato l’audiovisivo sulla vita dei beati Francesco e Giacinta.

 

 

Casalnuovo

 

Anche in questa città la statua della Madonna  è arrivata in elicottero per quattro giorni  di pellegrinaggio, che hanno segnato un momento di grande devozione per i cittadini di Casalnuovo.  Invitata dal sindaco A. Peluso e dal parroco, don Pietro Orditura, la Madonna di Fatima ha visto un grande coinvolgimento delle associazioni e delle scuole locali nella sua visita alla parrocchia di Santa Maria dell’Arcora. I cittadini sono accorsi a decine di migliaia a rivolgere ferventi preghiere alla Madonna per i loro problemi particolari e per i convulsi giorni odierni. Il parroco affermava di vedere in una simile affluenza un regalo della Provvidenza per il suo ministero di 50 anni in quel luogo. Nei giorni del pellegrinaggio ha voluto lasciare la chiesa aperta fino a notte fonda, per non negare a nessuno la possibilità di ricorrere all’intercessione di Maria.

 

 

Tuglie

 

Domenica, 23 febbraio: Prima che l’elicottero atterrasse in questa città, due piccoli aeri civili  hanno lanciato migliaia di volantini, a mo’ di coriandoli azzurri, con la scritta “Regina del Rosario, prega per noi!”. Davanti a una folla di tremila persone la statua di Nostra Signora di Fatima, non appena arrivata,  viene prima incoronata dal vescovo di Nardò Gallipoli, Mons. Calandro e poi riceve dal sindaco le chiavi della città. Il parroco di Maria SS. Annunziata, Don Emanuele Pasanisi, ha preparato la gente con una veglia di preghiera, conclusasi con una “supplica alla Madonna di Fatima”. Eccone alcuni brani: “Vergine Immacolata, apparendo a Fatima a tre innocenti pastorelli, ti presentasti come la Madre del Rosario e dicesti di essere venuta dal cielo per esortare i cristiani a cambiare vita, a far penitenza dei peccati e a recitare bene il rosario…O madre nostra, nel tuo messaggio ci hai prevenuti: ‘una propaganda empia diffonderà i suoi errori, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati. Il santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate’. Tutto purtroppo si va tristemente verificando. La Santa Chiesa, nonostante le immense effusioni di carità sulle miserie accumulate dalle guerre e dall’odio, viene combattuta, oltraggiata, fatta oggetto di scherno, impedita nella sua divina missione. 

            O Madre benigna se l’umanità si è allontanata da Dio, se errori colpevoli e perversioni morali hanno provocato la divina giustizia, noi non siamo senza colpa. La nostra vita non è ordinata secondo gli insegnamenti della fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, troppi peccati hanno giustamente fatto gravare su di noi la mano di Dio… Ottienici il perdono dei nostri peccati e donaci pane e lavoro. Tranquillità per i nostri focolari imploriamo dal tuo Cuore materno… Sì, o Vergine santa, trionfa nei nostri cuori e facci degni di cooperare ai trionfi del tuo Cuore Immacolato nel mondo.”

            Don Pasanisi, anima del pellegrinaggio che si è protratto per una intera settimana ed è stato concluso dall’arcivescovo e nunzio Mons. Alberto Tricarico, ha ricevuto un telegramma dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato:  “Occasione chiusura peregrinatio Mariae statua Madonna Fatima Sommo Pontefice rivolge ai fedeli di Tuglie cordiale pensiero esprimendo compiacimento per iniziativa pastorale et mentre formula voti che essa valga ad incrementare autentica devozione a Vergine Santissima suscitando crescente testimonianza evangelica invoca dal Signore per intercessione Madre del redentore abbondanti grazie celesti et invia di cuore a lei collaboratori pellegrini et presenti tutti sacro rito implorata benedizione apostolica”.

 

 

Felline e Ugento

                               

            Sempre in Puglia, la statua della Madonna di Fatima è stata portata nella parrocchia di San Leucio a Felline, dopo essere stata trattenuta da due famiglie nei giorni precedenti. Don Cartani, il parroco, ha parlato diverse volte sul messaggio e, soprattutto, ha incentivato i fedeli a riprendere la devozione al Rosario, ricordando la forza decisiva di questa devozione a Lepanto e dopo la II Guerra Mondiale in Austria. Un apostolo di Fatima  ha offerto ai presenti una testimonianza: “Mi stavo allontando dalla Chiesa…Un giorno ricevetti un busta grande con dentro l’Immagine della Madonna di Fatima e una lettera scritta da Luci sull’Est. Da quel giorno la Santissima Vergine ha voluto bussare alla mia porta… Da quel giorno ho aumentato la mia preghiera con la recita del S. Rosario, per il bene della mia famiglia e del mondo intero”.

Da Felline la statua della Madonna è andata in un corteo di macchine a Ugento, dove è rimasta alla parrocchia di San Giovanni Bosco. Nel secondo giorno, il parroco don Stefano ha invitato il vescovo Mons. Vito De Grisantis a concludere una speciale giornata dedicata agli ammalati. Il presule ha esortato con toccanti parole i pazienti dell’ospedale a non lasciarsi abbattere dalla sensazione di inutilità dovuta alla loro condizione e, indicando il crocifisso sull’altare della Chiesa, ha domandato loro “Quando il Redentore ha fatto di più per il genere umano? Proprio quando era immobilizzato con mani e piedi inchiodati alla croce.”

 

 

Lucca

 

            Esattamente un secolo fa si spegneva una delle anime mistiche più straordinarie della storia: Santa Gemma Galgani, di cui abbiamo parlato nel numero di ottobre 2002.  Proprio nell’arco delle celebrazioni del centenario della santa lucchese, le monache passioniste che reggono il suo santuario hanno organizzato il pellegrinaggio della Madonna di Fatima.

            Suor Paola, superiora del monastero, traccia il parallelo fra Fatima e Santa Gemma: “I due avvenimenti sono strettamente uniti nell’identico messaggio alla penitenza e alla conversione e indicano l’amore oblativo come unica forma capace di cambiare il cuore dell’uomo. La giovane mistica di Lucca, come i pastorelli di Fatima, ha saputo unirsi alla croce di Cristo, per la redenzione del mondo e superando il tormento del peccato hanno reso possibile la grazia di Dio” (Il Tirreno, 22/3/03).

            E Vincenzo Pardini su La Nazione (22/3/03) ha aggiunto: “Un invito alla preghiera e alla penitenza, che già aveva fatto molti anni prima S. Gemma Galgani, che per diversi aspetti anticipa Fatima. Nella lettera 85, che scrive al suo direttore spirituale, racconta di come Gesù le rivela quanto il suo Cuore divino sia afflitto a causa dei peccati degli uomini, e per placare la giusta ira del Padre suo cerca anime vittime; per questo vuole che si dia principio al monastero delle passioniste in Lucca.

         “(…) Cristo dice a S. Gemma:Figlia mia, quanta ingratitudine e malizia vi è nel mondo! I peccatori continuano a vivere nella loro pertinace ostinazione dei peccati!… Le anime ferventi a poco a poco si intiepidiscono!’ Sono frasi e ammonizioni che ritroviamo nello stesso mosaico del segreto di Fatima (…). Non è quindi un caso che la Madonna pellegrina venga a Lucca, città del Volto Santo e città di S. Gemma”.

            Una vera e continua moltitudine si è recata dal 22 al 28 marzo al Santuario della santa lucchese per ricorrere alla intercessione della Madonna di Fatima: “sorprendente la presenza (…) di tanti giovani e bambini, madri coi figli in braccio, coppie di giovani sposi commosse di fronte alla sacra immagine” (La Nazione, 23/3/03). “L’iniziativa è portata avanti dal movimento Luci sull’Est, nato con lo scopo di aiutare le chiese dell’ex Unione Sovietica. Il messaggio di Fatima irruppe nella storia quando il mondo, per la prima volta, si trovò coinvolto nella grande guerra che segnò gli inizi del secolo scorso. ‘L’appello alla conversione e alla penitenza - dichiara suor Paola, superiora delle passioniste – rinnovato con forza nella famosa terza parte del segreto, rimane di drammatica attualità e s’impone alla riflessione di tutti, proprio in queste ore in cui la pace tra le nazioni è nuovamente in crisi’ ” (Il Tirreno, 22/3/03).

Per esaudire le numerose richieste dei fedeli, due sacerdoti sono rimasti simultaneamente per tutto l’arco del pellegrinaggio nei confessionali del Santuario, dove è andato a celebrare la Messa anche l’arcivescovo, Mons. Bruno Tommasi.