Pag. 2 e 3 – Spunti febbraio 2004

 

La Madonna di Fatima a Castel dell’Ovo

La Madonna di Fatima a Castel dell’Ovo, per il convegno promosso dall’Associazione Luci sull’Est nel posto forse più significativo del capoluogo partenopeo: il porto di Santa Lucia.

Intitolato “Fatima, luce del terzo millennio”, l’incontro svoltosi in questo bellissimo quadro è stato seguito da un pubblico attento e devoto che ha riempito la sala più capiente del castello. Al centro, sotto un imponente baldacchino, la statua della Madonna di Fatima, già pellegrina in Russia e nei paesi dell’Est.

Il convegno, va sottolineato, è stato integralmente programmato e realizzato dal gruppo degli Apostoli di Fatima di Napoli, confermatosi come uno dei più dinamici ed efficienti.

Sono intervenuti come relatori Padre Alessandro Apollonio, superiore dei Francescani dell’Immacolata a Cassino, il prof. di scienze religiose Corrado Gnerre, di Benevento, e il sig. Giulio Loredo, dell’Associazione Luci sull’Est; il breve intervento conclusivo è stato di don Andrea Monaco, parroco di Casapulla (CE).

In apertura, è stato spiegato che il convegno era la realizzazione di un sogno: venerare la Madonna di Fatima regina dei cuori sull’isola dove è nata la città, a conferma della stretta unione fra la Madre Celeste e il popolo napoletano. Un giorno vedremo Maria realizzare un altro sogno, questo sì veramente decisivo, il trionfo del suo Cuore Immacolato mediante la conformazione dei cuori di tutti gli uomini al suo e, di conseguenza, a quello del suo Divin Figlio.   

Più che un sogno, una certezza morale, di cui non dobbiamo dubitare, perché è stata la Madonna stessa che a Fatima ha promesso questo trionfo. Anche se le apparenze sembrano andare in direzione opposta, sappiano che “non preavalebunt”, e che prima o poi la Madonna sarà universalmente acclamata come “Regina dei cuori”. E’ questa la speranza che contraddistingue il nostro apostolato.



La devozione al Cuore Immacolato di Maria

 

E’ toccato a Padre Alessandro Apollonio il compito di sviluppare il senso teologico della devozione al Cuore Immacolato di Maria, particolarmente nella prospettiva di Fatima. Tutto scaturisce, secondo lui, da quel brano evangelico riferito alla Madre di Dio: “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Luca, 2, 19).

Il cuore di Maria è dunque il posto dove si raccolgono, come in un vaso sacro, tutte le perfezioni, le verità, le bellezze di Dio e della creazione. E’ il cuore che, in modo particolare, ha raccolto le parole e i gesti del Verbo Incarnato. Il cuore è, d’altronde, sede dell’amore. Avere devozione al Cuore Immacolato implica essere amato dalla Madonna come nessuna madre amò mai un figlio. La Madonna è nostra Madre per eccellenza, e nel suo Cuore possiamo attingere tutto l’amore di Dio.

Qualcuno, con spirito protestante, potrebbe dire che questa devozione allontana da Gesù. E’ vero esattamente il contrario. Il Cuore Immacolato di Maria è così intimamente unito al Sacro Cuore di Gesù che S. Giovanni Eudes parlava del “Sacro Cuore di Gesù e Maria”.

Padre Alessandro ha poi letto diversi brani di grandi santi e dottori che si sono occupati della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, da S. Francesco di Sales a S. Giovanni Eudes. Quest’ultimo, in particolare, proponeva uno “scambio di cuori” fra il devoto e la Madonna, quasi ad assumere la Sua volontà perfettissima.

Nell’ultima parte del suo intervento, Padre Alessandro ha analizzato il messaggio di Fatima in ciò che riguarda la devozione al Cuore Immacolato. In modo speciale, si è soffermato sulla seconda apparizione, nella quale Maria Santissima afferma di essere venuta al mondo per stabilire questa devozione, che così costituisce in un certo senso l’essenza del messaggio di Fatima.



Fatima e la crisi dei nostri giorni

 

Ma la Madonna non è venuta a Fatima per trattare argomenti teorici, né per decidere su problemi dottrinali o teologici. Ella è apparsa per illuminare l’umanità circa la dilagante, terribile crisi. Ha denunciato l’immoralità, ha parlato degli “errori della Russia”, ha mostrato l’inferno.

Quali sono i lineamenti di questa crisi? Qual è la sua soluzione?

Per rispondere a queste domande, il prof. Gnerre ha sottolineato che le apparizioni della Madonna, sebbene costituiscano rivelazioni private, non hanno lo scopo di rivelare dottrine nuove, ma servono ai fedeli come guida per gli atti umani.

La scelta del luogo non è fortuita. Fatima ci riporta alla lotta dei cristiani medievali contro i musulmani che avevano occupato la penisola iberica. Fatima promette oggi il trionfo del Cuore Immacolato, come già nel Medioevo Covadonga – la famosa battaglia che mise fine all’invasione musulmana della penisola iberica, dando il via alla “Reconquista” – presagiva la vittoria dei cristiani. In questo  senso, l’apparizione costituisce una sorta di “Covadonga del secolo XX”.


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La serata si è conclusa con la recita del Santo Rosario in onore della Madonna di Fatima. A turno, cinque Apostoli di Fatima si sono alternati nella recita di ogni decina, intercalata da canti mariani intonati da un soprano.

Dopo le litanie lauretane, il pubblico ha pronunziato insieme l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, congedando l’immagine della Madonna di Fatima in mezzo ad un festoso sventolio di fazzoletti e al grido di “viva Maria!”