Luci sull'Est informa

18/04/2014

AUGURI PER UNA SANTA PASQUA 2014 NELLA GRAZIA DEL SIGNORE

«Trovano la tomba vuota, il corpo di Gesù non c’è, qualcosa di nuovo è avvenuto.

Quello che era un semplice gesto, un fatto, compiuto certo per amore – il recarsi al sepolcro – ora si trasforma in un avvenimento, in un evento che cambia veramente la vita.

Nulla rimane più come prima, non solo nella vita di quelle donne, ma anche nella nostra vita e nella storia dell’umanità.

Gesù non è un morto, è risorto, è il Vivente!

Gesù non è più nel passato, ma vive nel presente ed è proiettato verso il futuro, Gesù è l’oggi eterno di Dio.

Così la novità di Dio si presenta davanti agli occhi delle donne, dei discepoli, di tutti noi:

la vittoria sul peccato, sul male, sulla morte, su tutto ciò che opprime la vita e le dà un volto meno umano.

Quante volte abbiamo bisogno che l’amore ci dica: perché cercate tra i morti Colui che è vivo?

I problemi, le preoccupazioni di tutti i giorni tendono a farci chiudere in noi stessi, nella tristezza, nell’amarezza… e lì sta la morte. Non cerchiamo lì Colui che è vivo».

Papa Francesco alla Veglia Pasquale del 2013

L’Associazione Luci sull’Est augura a tutti gli amici e sostenitori una buona e Santa Pasqua 2014 nella grazia del Signore Risorto.

Lo staff di Luci sull’Est

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18/04/2014

SANTA CASA: il singolare pellegrinaggio dei dalmati a cui era stata tolta dagli Angeli la Santa Casa

«L’anno dell’Incarnazione del Signore 1559, in numero di trecento o forse anche di cinquecento di queste genti con le loro mogli e figli arrivarono a Loreto ove provvedutesi di candele e queste accese si posero concordemente ad orare davanti alla gran porta della Chiesa implorando la divina Misericordia e di Maria sempre Vergine.

Intanto dai loro sacerdoti che seco condotti avevano surono disposti in ordinanza e così ginocchione, come si erano posti, s’inoltrarono dentro il tempio gridando e lacrimando, ed insieme ad una voce esclamando in loro nativa favella: “Ritorna, ritorna a noi o Maria, ritorna a Fiume, Maria, Maria, Maria”, e queste parole spesso ripetendo bagnati di abbondanti lacrime arrivarono alla beata stanza della Gran Vergine, e in vederne aperto l’ingresso con tanto impeto e commozione di animo ripetevano esclamando le parole stesse che tutto sembra confonderli fra i veementi singulti e fra i sospiri. Niuno di essi intanto ardiva entrare nella santa Casa, ma come fuori di se, ed ebri fra il divino amore e la loro amarezza girando genuflessi intorno alla Sacra Stanza, facevano più altamente risuonare le predette voci.

Allora io, che nel tempio era intento per ascoltare le sacramentali confessioni non sapendo cosa ciò fosse e penetrato dal grave dolore che quelli mostravano mi avvicinai ad essi ed in latino interrogai un venerando sacerdote di quelli che seco loro conducevano, perché cotanto si affliggessero.

Sospirò questi e mi rispose: “Ne hanno ben giusta ragione” ed in così dirmi ripeté egli stesso ad alta voce quella dolente cantilena e raddoppiò le grida ed il pianto di quelli.

Sebbene io non comprendessi il senso di quelle voci, congetturai il motivo di quel tanto dolersi e con buone maniere li pregavo che dessero tregua al loro pianto ed attendessero in quiete le consolazioni del Cielo.

Allora rivolgendosi a me quel sacerdote “Lascia o Padre” mi disse, “lasciali pure gridare: è troppo giusto quel pianto. Ciò che voi ora possedete, ah fu già nostro un tempo; ciò detto mi spiegò il significato di quelle parole. In sentire questo non sapeva a qual partito appigliarmi.

Giudicava ben giusto il loro dolore, e mi univo con essi; dall’altra parte non potevo di buona voglia udire questa loro domanda. Pertanto acciocché si acquietassero alla fine, gli pregava, e scongiurava in tutte le maniere con fervore gridando, e come se fosse stato di mio diritto e potere loro comandava tacersi, e in mezzo a quelli avanti e dietro scorrendo, mi sforzava far loro comprendere che giusta non era quella loro domanda. Temevo, a dire il vero, che il pietoso e misericordioso Iddio, che fa il volere di quelli che lo temono e ne ascolta le preghiere, non ci privasse in quell’istante di un si gran bene».

Ecco quanto racconta il piissimo Raffaele Riera fra i consimili casi oculare testimonio in tutti quei non pochi anni che in Loreto visse, religioso per la pietà e dottrina assai rispettabile.

Tratto da: “Storia della Santa Casa di Loreto esposta in dieci brevi ragionamenti fra un sacerdote custode di S. Casa ed un divoto pellegrino” – opera del rev.mo Don Antonio Gaudenti, patrizio di Osimo e arcidiacono della Basilica Loretana – ed. seconda, Loreto 1790, pagg. 37-39.

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18/04/2014

TEMPO DI PASQUA: Chi mai ci separerà dall’amore di Cristo?

a cura di mons. Luciano Alimandi.

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il tempo pasquale ci fa contemplare lo sconfinato spazio dell’amore misericordioso di Dio che, grazie alla Resurrezione di Gesù, si è spalancato di fronte a noi. Le tenebre del peccato e della morte sono fuggite, cacciate via dalla luce gloriosa del Signore Risorto venuto a rinnovarci, ad illuminarci ed a spronarci nel cammino della conversione. Il “Risorto dai morti”, “il Vivente”, “l’Agnello Pasquale” è il Signore Gesù! Egli, in forza della Resurrezione, vuole tirarci fuori dai nostri vuoti esistenziali, che sono causati dall’egoismo e dal peccato. Egli, infatti, morendo ha sconfitto la morte e ha ridato a noi la vita!

Il Santo Padre Benedetto XVI insegna, con tutta la Chiesa, che il nucleo fondamentale della nostra professione di fede è la Resurrezione di Cristo. Se crediamo in Lui, nella sua potenza gloriosa, la nostra vita si trasformerà in un canto di vittoria. “Cari fratelli e sorelle, accogliamo l’invito dell’Apostolo; apriamo l’animo a Cristo morto e risuscitato perchè ci rinnovi, perché elimini dal nostro cuore il veleno del peccato e della morte e vi infonda la linfa vitale dello Spirito Santo: la vita divina ed eterna. Nella sequenza pasquale, quasi rispondendo alle parole dell’Apostolo, abbiamo cantato: ‘Scimus Christum surrexisse a mortuis vere’ – sappiamo che Cristo è veramente risorto dai morti’. Sì! È proprio questo il nucleo fondamentale della nostra professione di fede; è questo il grido di vittoria che tutti oggi ci unisce. E se Gesù è risorto, e dunque è vivo, chi mai potrà separarci da lui? Chi mai potrà privarci del suo amore che ha vinto l’odio e ha sconfitto la morte?” (Benedetto XVI, omelia della Domenica di Pasqua, 12 aprile 2009).

Il perdono di Gesù, la sua pace, il suo incondizionato amore per noi, non appartiene al regno delle favole, ma al Regno dei cieli già qui sulla terra e vivente nella Chiesa. Ora, il Regno di Cristo vive anche in ogni anima, in virtù del battesimo e si sviluppa in essa man mano che le virtù, a partire dalla fede, speranza e carità, crescono in lei col suo corrispondere alla grazia divina.

Il cristiano è un pellegrino, perché la sua adesione al Vangelo non si realizza una volta per tutte, ma giorno dopo giorno, in una dinamica di conversione, con i suoi alti e bassi, proiettata sempre in avanti. Il viandante a volte si stanca e cade, ma subito si rialza e procede verso la meta della sua vita: la santità che Dio vuole donargli quando varcherà le soglie dell’Aldilà! La santità, cioè la totale trasformazione in Gesù, è l’unica vera realizzazione dell’esistenza umana che Dio ha dato per farci beati, un giorno in Cielo, come Lui!

Senza l’anelito ad un cambiamento di vita progressivo, che è l’essenza della conversione cristiana, non si è in grado di partecipare ai doni pasquali, frutto dello Spirito Santo, che sono il segno di un cammino di santità: “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5, 22). Doni, questi, intimamente legati all’azione dello Spirito Santo in noi.

San Pietro, dopo la discesa dello Spirito Santo a Pentecoste, afferma chiaramente che la chiamata fondamentale del Vangelo è questa: “convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati” (Atti 3, 19).

Come potrebbe lo Spirito Santo operare in una persona che, nella sua concreta esistenza umana, non volesse convertirsi? Ciò è in contrasto con il Vangelo di Gesù.

Ecco perché la Sacra Liturgia ci fa invocare dal Padre un autentico rinnovamento di vita: “O Dio, che apri la porta del tuo regno agli uomini rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, accresci in noi la grazia del Battesimo, perché liberi da ogni colpa possiamo ereditare i beni da te promessi” (Colletta del martedì della IIIˆ Settimana di Pasqua). “Se uno non nasce da acqua e da Spirito – dice Gesù a Nicodemo -, non può entrare nel Regno di Dio” (Gv 3, 5). La conversione è, quindi, una rinascita spirituale vera e propria ed è centrata sulla fede nel Cristo risorto e sulla carità.

“Convertitevi e credete al Vangelo”: questa conversione è credere nella potenza del Vangelo, cioè a tutto ciò che Gesù ha insegnato e trasmesso. Ma non si può credere nella sua parola se non si vive quello che Lui chiede: “chi dice: ‘Lo conosco’, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto” (1Gv 2, 3-5).

Impariamo, in questo tempo pasquale, che senza la carità “siamo come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna, non siamo nulla e niente ci giova” (cfr. 1Corinzi 13, 1-3). Abbiamo, perciò, un immenso bisogno del Divino Spirito per allargare gli spazi angusti del nostro cuore, per lasciare che sia Lui a guidare le nostre decisioni, a infonderci le giuste ispirazioni, a difenderci dagli attacchi del Maligno: “senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla è senza colpa”. Quanto è vero ciò che invochiamo da Lui, con questa celebre sequenza di Pentecoste!

Insieme alla Madonna, agli Apostoli, ai santi e beati della Chiesa, con l’assistenza degli Angeli, troviamo ogni giorno il tempo e il modo per trascorrere qualche momento per invocare lo Spirito Santo su di noi e sulla Chiesa. Chi si appella a Lui non resterà deluso. “Spirito Santo, vieni nel mio cuore. Attirami a Te, o Spirito, vero Dio, con la tua potenza. Concedimi carità e santo timore. Custodiscimi da ogni pensiero malvagio. Riscaldami e infiammami col tuo dolcissimo amore, così che ogni peso mi sembri leggero” (Santa Caterina da Siena). (Agenzia Fides 29/4/2009; righe 60, parole 936)

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18/04/2014

RICORRENZE: oggi inizia la Novena alla Divina Misericordia insegnata da Gesù a Santa Faustina Kowalska

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Primo giorno (Venerdì Santo)

Meditare su Gesù Crocifisso e sul valore delle anime (costano tutto il sangue di Gesù….)

Parole di nostro Signore: “Oggi portami l’umanità intera, specialmente tutti i peccatori, ed immergili nell’oceano della mia Misericordia. Così tu addolcirai la mia amarezza per la perdita delle anime”.

Chiediamo misericordia per l’umanità intera.

Misericordioso Gesù, poiché tua prerogativa è d’aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma alla fiducia che nutriamo nella tua infinita bontà. Ricevi tutti nel tuo Cuore compassionevole e non respingere mai nessuno. Te lo chiediamo per l’amore che ti unisce al Padre ed allo Spirito santo.

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di Misericordia sull’umanità intera, specialmente sui peccatori, la cui unica speranza è il Cuore pietoso di tuo Figlio. Per la sua dolorosa Passione, dimostra la tua Misericordia, affinché noi possiamo insieme eternamente lodare la tua potenza. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Secondo giorno (Sabato Santo)

Meditare su Gesù-Verbo e Gesù-Carne e sull’intima unione di amore tra noi e Dio.

Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime dei sacerdoti e dei consacrati ed immergile nella mia imperscrutabile Misericordia. Esse mi hanno dato la forza di sopportare la mia dolorosa Passione. Per mezzo di queste anime, come attraverso dei canali, la mia Misericordia si riversa sull’umanità”.

Preghiamo per il clero e per i consacrati.

Misericordiosissimo Gesù, fonte di ogni bene, moltiplica sui consacrati la grazia, affinché con la parola e l’esempio compiano degnamente le opere di misericordia, in modo che tutti coloro che li vedono glorifichino il Padre che è nei cieli.

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole agli eletti della tua vigna, i sacerdoti ed i religiosi, colmandoli della pienezza della tua benedizione. Per i sentimenti del Cuore di tuo Figlio concedi loro luce e forza, affinché possano condurre gli uomini sulla via della salvezza e glorificare per sempre con loro la tua Misericordia infinita. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Terzo giorno (Domenica di Pasqua)

Meditare sulla grande manifestazione della Divina Misericordia: il dono pasquale del

Sacramento della Penitenza che, nell’azione liberatrice dello Spirito Santo, reca risurrezione e pace ai nostri spiriti.

Parole di nostro Signore: “Oggi portami tutte le anime fedeli e pie; immergile nell’oceano della mia Misericordia. Queste anime mi hanno confortato sulla via del Calvario; esse erano una goccia di consolazione in mezzo ad un oceano di amarezze”.

Preghiamo per tutti i cristiani fedeli.

Misericordiosissimo Gesù, che concedi abbondantemente le tue grazie a tutti gli uomini, accogli nel tuo Cuore infinitamente buono tutti i cristiani fedeli e non permettere che ne escano mai più. Te lo chiediamo per il tuo profondo amore verso il Padre Celeste.

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, volgi uno sguardo compassionevole alle anime fedeli, eredità del Figlio tuo; per i meriti della sua dolorosa Passione, concedi loro la tua benedizione e proteggile sempre, affinché non perdano l’amore e il tesoro della santa fede, ma lodino con tutta la schiera degli Angeli e dei Santi per l’eternità la tua infinita Misericordia. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Quarto giorno (Lunedì in Albis)

Meditare sulla Paternità di Dio, sulla confidenza ed il pieno abbandono che dobbiamo avere in Lui sempre e dovunque.

Parole di nostro Signore: “Oggi portami quelli che non mi conoscono ancora. Anche ad essi ho pensato nella mia amara Passione e il loro futuro zelo confortava il mio Cuore. Immergili ora nell’oceano della mia Misericordia”.

Preghiamo per i pagani e gli increduli

Misericordiosissimo Gesù, tu che sei la luce del mondo, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime di coloro che non ti hanno ancora conosciuto; siano illuminati dai raggi della tua grazia, affinché glorifichino con noi i prodigi della tua Misericordia.

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime dei pagani e degli increduli, perché Gesù tiene anch’essi nel suo Cuore. Portale alla luce del Vangelo: che capiscano quanto grande è la felicita di amarti; fa’ che tutte glorifichino eternamente la generosità della tua Misericordia. Amen

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Quinto giorno (Martedì in Albis)

Meditare sulle parabole del buon Pastore e dei pastori infedeli (cfr. Gv. 10,11-16; Ez 34,4.16), mettendo in risalto la responsabilità che tutti abbiamo verso il prossimo vicino e lontano; in più soffermarsi a considerare attentamente gli episodi del rinnegamento e della conversione di S. Pietro (cfr. Mt 26,6975; Lc 22,31-32), dell’adultera (cfr. Gv 8,111) e della peccatrice (cfr. Lc 7,30-50).

Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime dei fratelli separati, immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono quelle che nella mia amara agonia laceravano il mio Corpo ed il mio Cuore, cioè la Chiesa. Quando si riconcilieranno con la mia Chiesa, si rimargineranno le mie ferite e avrò sollievo nella mia Passione”.

Preghiamo per quelli che s’ingannano nella fede

Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa e non rifiuti mai la tua luce a chi la chiede, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime dei nostri fratelli separati. Attirale con il tuo splendore all’unità della Chiesa e non permettere che ne escano mai più, ma adorino anch’esse la generosità della tua Misericordia.

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime degli eretici e degli apostati che, perseverando ostinatamente nei loro errori, hanno sprecato i tuoi doni ed abusato della tua grazia. Non guardare la loro cattiveria, ma l’amore di tuo Figlio e i dolori della Passione che Egli accettò per loro. Fa’ si che ritrovino al più presto l’unità e che, insieme a noi, esaltino la tua Misericordia. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Sesto giorno (Mercoledì in Albis)

Meditare su Gesù bambino e sulle virtù della mitezza e dell’umiltà di cuore (cfr. Mt 11,29), sulla dolcezza di Gesù (cfr. Mt 12,1521) e sull’episodio dei figli di Zaccheo (cfr. Mt 20,20-28; 18,1-15; Lc 9,46-48).

Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli: immergile nell’oceano della mia Misericordia. Somigliano di più al mio Cuore, e sono esse che mi davano forza nella mia dolorosa agonia. Le ho viste allora come degli angeli terrestri, vigilanti sui miei altari. Sopra di loro verso i fiumi delle mie grazie, poiché soltanto un’anima umile, in cui metto tutta la mia fiducia, è capace di accettare i miei doni”.

Preghiamo per i fanciulli e le anime umili

Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: “Imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore” (Mt 11,29), ricevi nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli. Poiché danno gioia al Cielo, esse sono fatte segno dell’affetto speciale del Padre Celeste: sono un mazzo di fiori profumati davanti al trono divino, dove Dio si compiace del profumo delle loro virtù. Concedi loro la grazia di lodare perennemente l’Amore e la Misericordia di Dio

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime miti ed umili e a quelle dei fanciulli che sono particolarmente care al Cuore del Figlio tuo. Nessuna anima assomiglia più di loro a Gesù; il loro profumo si alza dalla terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di Bontà, per l’amore che porti a queste anime e per la gioia che provi nel guardarle, ti supplichiamo di benedire il mondo intero, affinché noi possiamo glorificare eternamente la tua Misericordia. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Settimo giorno (Giovedì in Albis)

Meditare sul S. Cuore di Gesù e sull’immagine di Gesù Misericordioso, sui due fasci di luce bianca e rossa, simbolo di purificazione, di perdono e di sollievo spirituale.

Inoltre riflettere attentamente sulla tipica caratteristica messianica di Cristo: la Divina Misericordia (cfr. Lc 4,16-21; 7,18-23; Is 42,1-7; 61,1-6.10), soffermandoci sulle opere di misericordia spirituale e corporale ed in particolare sullo spirito di disponibilità verso il prossimo comunque bisognoso.

Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime che onorano e glorificano particolarmente la mia Misericordia. Sono anime che più di ogni altra hanno partecipato alla mia Passione e penetrano più profondamente nel mio Spirito, trasformandosi in copie viventi del mio Cuore Misericordioso.

Esse splenderanno nella vita futura di un particolare fulgore, e nessuna di loro cadrà nel fuoco dell’inferno; ciascuna avrà la mia assistenza all’ora della morte”.

Preghiamo per quelli che venerano la Divina Misericordia e diffondono la sua devozione.

Misericordiosissimo Gesù, il tuo Cuore è Amore; accogli in esso le anime che onorano e diffondono in modo speciale la grandezza della tua Misericordia. Dotate della potenza stessa di Dio, sempre fiduciose nella tua imperscrutabile Misericordia e abbandonate alla santa volontà di Dio, esse portano sulle loro spalle l’intera umanità, ottenendo continuamente per essa dal Padre Celeste perdono e grazie. Che esse perseverino fino alla fine nel loro zelo iniziale; nell’ora della morte non venire loro incontro da Giudice, ma da Redentore Misericordioso.

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, volgi uno sguardo di benevolenza sulle anime che adorano e glorificano specialmente il tuo principale attributo: l’infinita Misericordia. Rinchiuse nel Cuore Misericordioso di tuo Figlio, queste anime sono come un Vangelo vivo: le loro mani sono piene di atti di misericordia e la loro anima esultante canta l’inno della tua gloria. Noi ti preghiamo, Dio benigno, di manifestare loro la tua Misericordia secondo la speranza e la fiducia che hanno riposto in te, affinché così si adempia la promessa di Gesù, cioè che proteggerà durante la vita e nell’ora della morte chiunque adorerà e propagherà il mistero della tua Misericordia”. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Ottavo giorno (Venerdì in Albis)

Meditare sulle parabole della Divina Misericordia (cfr. Lc 10,29-37;15,11-32;15,1-10) puntualizzando sia il sollievo della sofferenza verso i vivi e i defunti, come anche la promozione integrale dell’uomo e la necessità di avvicinare i lontani.

Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime che si trovano nel Purgatorio ed immergile nell’abisso della mia Misericordia, affinché gli zampilli del mio sangue ristorino la loro arsura. Tutte queste povere anime sono da me immensamente amate; esse soddisfano la Giustizia Divina. È in tuo potere portar loro sollievo offrendo tutte le indulgenze e le offerte espiatorie prese dal tesoro della mia Chiesa. Se tu conoscessi il loro tormento, non smetteresti di offrire l’elemosina delle tue preghiere e di pagare i debiti che esse hanno contratto con la mia Giustizia”.

Preghiamo per le anime del Purgatorio.

Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: “Misericordia io voglio” (Mt 9,13), accogli, ti preghiamo, nella dimora del tuo Cuore infinitamente pietoso le anime del Purgatorio, che ti sono molto care, ma che devono tuttavia soddisfare alla Giustizia Divina. I torrenti di sangue e di acqua, che sgorgano dal tuo Cuore, spengano le fiamme del fuoco del Purgatorio, affinché anche là si manifesti la potenza della tua Misericordia.

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime che soffrono nel Purgatorio. Per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e per l’amarezza che riempì il suo Cuore sacratissimo abbi pietà di quanti si trovano sotto lo sguardo della tua Giustizia.

Ti chiediamo di guardare queste anime solo attraverso le Piaghe del tuo Figlio prediletto, perché siamo convinti che la tua Bontà e Misericordia non hanno limiti. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Nono giorno (Sabato in Albis)

Meditare sulla Madonna ed in particolare sull’Ecce, Fiat, Magnificat e Adveniat, caratteristiche indispensabili per vivere un’autentica vita sacerdotale, tutta amore verso Dio e prestazione misericordiosa verso il prossimo, comunque bisognoso.

Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime tiepide e immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono esse che feriscono il mio Cuore nella maniera più dolorosa. Nell’Orto degli ulivi la mia anima provo verso di loro una grande avversione. Fu per causa loro che pronunciai quelle parole: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc 22,42). Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l’ultima ancora di salvezza”.

Preghiamo per le anime tiepide

Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa, accogli nella dimora del tuo Cuore le anime tiepide. Fa’ che si riscaldino al fuoco del tuo puro Amore queste anime gelide, che sono simili a cadaveri e ti ispirano tanta avversione. Gesù pietosissimo usa l’onnipotenza della tua Misericordia e attirale nelle fiamme più ardenti del tuo Amore, affinché, accese di nuovo zelo, siano esse pure al tuo servizio.

Pater… Ave… Gloria…

Eterno Padre, guarda con occhio pietoso le anime tiepide che sono oggetto d’amore del Cuore di tuo Figlio. Padre di Misericordia, per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e delle tre ore di agonia sulla Croce, permetti che, accese d’amore, esse glorifichino di nuovo la grandezza della tua Misericordia. Amen.

Preghiamo: O Dio, infinitamente pietoso, moltiplica in noi l’azione della tua Misericordia, affinché nelle prove della vita non disperiamo, ma ci conformiamo con una fiducia sempre più grande alla tua santa Volontà e al tuo Amore. Per nostro Signore Gesù Cristo, Re di Misericordia nei secoli. Amen. 

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Fonte sul web: festadivinamisericordia

 

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MARCIA PER LA VITA: Roma, domenica 4 maggio 2014

Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.

Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni.

La ​Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte.

Con la Marcia per la Vita intendiamo:

  • affermare la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso;
  • combattere contro qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile.

Per questo:

  • chiamiamo a raccolta tutti gli uomini di buona volontà per difendere il diritto alla vita come primo dei principi non negoziabili, iscritti nel cuore e nella ragione di ogni essere umano e -per i cattolici – derivanti anche dalla comune fede in Dio Creatore;
  • esortiamo ogni difensore della vita a reagire, sul piano politico e culturale, contro ogni normativa contraria alla legge naturale, e contro ogni manipolazione mediatica e culturale che la sostenga. E qualora ci si trovi nella impossibilità politica di abolire tali leggi per mancanza di un consenso popolare sufficiente, ci si impegna a denunciarne pubblicamente l’intrinseca iniquità, che le rende non vincolanti per le coscienze dei singoli.

La quarta edizione della marcia sarà a Roma, centro della cristianità e del potere politico. Le strade della capitale sono state attraversate, anche recentemente, da numerosi cortei indecorosi e blasfemi; il nostro corteo vuole invece affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo.

L’iniziativa sarà una “marcia” e non una processione religiosa e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi che potranno partecipare con i loro simboli ad esclusione di quelli politici.

E’ previsto inoltre un convegno, sempre a Roma, il 03 maggio, sulla vita a cui hanno già dato la loro adesione personalità conosciute del mondo pro life italiano.

Abbiamo però bisogno dell’aiuto di tutti!

  • Con la preghiera, che smuove le montagne (1 Cor. 13,2) e vince ogni difficoltà
  • Con la costituzione, in ogni città italiana, di centri locali che ci aiutino sul piano organizzativo (fotocopiando e diffondendo materiale, organizzando pullman per venire a Roma, preparando striscioni, bandiere, cartelli…)
  • Con il sostegno economico che può moltiplicare le nostre possibilità. Si può versare un contributo sul conto corrente postale allegato oppure tramite bonifico bancario a:
    Comitato per la Marcia Nazionale per la Vita :
    Banca Etruria,
    Iban: IT26 M053 9003 2170 0000 0092 314
    Bic: ARBAIT33134

Chiunque volesse aiutare e per qualsiasi informazione scrivere a: info@marciaperlavita.it, oppure telefonare a : 06-3233370 / 06-3220291

Fonte e info: Marcia per la Vita

Scarica la locandina

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Spunti febbraio 2014

La crisi economica che attraversa l’Italia ha colpito anche Luci sull’Est. Malgrado questo, l’Associazione è riuscita comunque a raggiungere gli obiettivi essenziali delle azioni programmate.

Ciò è stato possibile grazie al sostegno dei membri dell’Alleanza di Fatima e dei membri benefattori di Luci sull’Est che ci hanno dato fiducia.

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